LUCA GUERCILENA. «È GIUNTO IL MOMENTO DI METTERCI IN GIOCO, DOBBIAMO FARE SQUADRA»

APPROFONDIMENTI | 12/10/2022 | 12:13
di Luca Guercilena

A distanza di qualche giorno, su Linkedin, arriva un post anche da parte di Luca Guercilena. Dopo quello di Ivan Basso che ha fatto una valutazione della stagione di Eolo Kometa, facendo anche una fotografia dello stato dell’arte del movimento ciclistico italiano, sia dal punto di vista sportivo che economico, ora tocca uno dei manager più apprezzati nel panorama del ciclismo mondiale, il team manager della Trek Segafredo, che potrebbe anche disinteressarsi di questioni puramente local, visto che è a capo di un team multinazionale, ma da persona sensibile e responsabile, ma soprattutto appassionata, pensa anche al nostro di movimento, che non versa in buone acque e che non se la sta certamente passando bene. Chiaro che bisogna pensare positivo e rimboccarsi le maniche. Chiaro che fare i “piangina” non è la strada ideale per giungere a trovare delle soluzioni, ma è altrettanto vero che bisogna parlarne, prendere coscienza dei problemi e provare tutti assieme a trovare una via d’uscita. Questo suo post va in questa direzione.


Leggere che in Spagna un colosso privato dell’energia potrebbe unirsi all’azienda leader della telecomunicazione per sostenere l’unico World Tour Team è una buona notizia. Significa che entrambi vedono il ciclismo come valido strumento di promozione dell’energia sostenibile, identificandosi con i valori e le aspettative della squadra. Da italiano, è inevitabile il confronto con la nostra situazione nazionale e mi spinge a sperare che la politica (sportiva e non) possa avere la stessa visione. Riconoscere come necessario l’investimento in una squadra World Tour Italiana, con slancio globale, sarebbe il modo più efficace per dare nuova linfa cultura ciclistica del nostro Belpaese. Qualora le nostre istituzioni restino però miopi e non vedano quanto sta succedendo in altri paesi, come Regno Unito, Francia, UAE, Israele, Kazakistan, Bahrain e Spagna, dove il ciclismo e la bicicletta sono un valore aggiunto alla promozione nazionale, ci ridurremo all’ennesimo gioco al ribasso che punta su un professionismo di medio livello e aumenta il gap sportivo, culturale e commerciale. Il risultato, alla lunga, sarà l’estinzione del ciclismo professionistico, sottoforma di squadre. Le opportunità in Italia non mancano. La professionalità di certe strutture è una realtà affermata e apprezzata. Il nostro problema, come Paese, è difettare di ambizione per emergere al pari, o meglio, degli altri. L’unica via possibile è il gioco di squadra, come accade con successo in altri Paesi.


 

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COMMENTI
considerazione
12 ottobre 2022 13:16 PIZZACICLISTA
E' inutile nascondersi dietro a un dito, manca la materia prima, vale a dire i corridori, avremo tutte le professionalità ad alto livello (ho dei dubbi) ma manca
l'insegnamento del lo sport CICLISMO alla base e per base intendo da cat. GIOVANISSIMI sino a ALLIEVI. Se la federazione pensa di risolvere il problema facendo corsi per pseudo allenatori o direttori sportivi non ne usciremo mai........ discorso molto lungo

Grazie ai media!
12 ottobre 2022 14:38 AleC
Grazie ai media (ovviamente i non-ciclistici) che hanno fatto diventare il ciclismo uno sport da appestati, oggi nessuna azienda importante osa pensare a una sponsorizzazione ciclistica. 20 anni fa il nostro ciclismo era onnipotente, ora è ai piedi di Cristo, e tutto è cominciato dal caso Pantani, iper-gonfiato dai media.
Eppure da allora le cose sono molto cambiate, ma il nostro provincialissimo giornalismo non ce la fa a capirlo.
Eppure il ciclismo non è mai stato così spettacolare come in questi ultimi anni.
Eppure con un 15 M€ hai una squadra che fa i 3 GT e tutte le classiche col nome della tua azienda, si identifica proprio con la tua azienda: con la stessa cifra paghi una sponsorizzazione su una squadra da zona Europa League che però continua a chiamarsi "Fiorentina", mica "Azienda PincoPallo".
Eppure le classiche italiane sono apprezzatissime.
Eppure abbiamo ds super competenti...che lavorano all'estero!
E a questo aggiungiamoci che ora scarseggiano i talenti...mala tempora currunt, sed peiora parantur

Concordo
12 ottobre 2022 16:25 lupin3
coi commenti precedenti, soprattutto il secondo. In molto altri paesi fino ali allievi neanche corrono, ovvero non c'é un'attivita strutturata come in Italia. Il problema é che in Italia pochissimi ragazzi inizierebbero a correre a 15/16 anni, visto che il ciclismo praticamente non esiste come sport visibile o ambito, come evidenzia il secondo commento. Non sarà facile, ci vorranno almeno 10 anni per uscirne e chissà se andrà bene

Squadra WT
12 ottobre 2022 19:00 GianEnri
Se uno sponsor investe vuole dei risultati e i risultati arrivano dai corridori più forti e mi sembra che siano sempre più numerosi i talenti stranieri che italiani. Cioè avremo una squadra WT italiana piena di stranieri?

Gian Enri....
12 ottobre 2022 20:40 AleC
ci sono tante WT piene di italiani, e poi una WT non ha solo corridori di quel Paese. Che so, la Quick-Step ha 12 belgi su 32 corridori.
Ma poi credo proprio che avere una WT italiana darebbe uno stimolo diverso a tutto l'ambiente per crescere di livello. In una WT italiana il buon corridore italiano avrebbe più spazio, perché lo sponsor italiano è più contento se vince l'italiano.
Ci manca proprio. Non averla ci relega in serie B.

Repsol ha già smentito
12 ottobre 2022 23:19 pickett
Nonostante Tuttobici avesse incautamente dato la notizia per certa.Magari la prossima volta verificate le notizie,o almeno usate il condizionale,per evitare figuracce.

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