L'ORA DEL PASTO. PAMBIANCO, LA MIA FIGURINA PREFERITA E UNA FUGA INSOPPORTABILE

STORIA | 08/07/2022 | 09:00
di Marco Pastonesi

Se n’è andato all’ultimo tentativo di fuga. Stavolta non è stato inseguito, non è stato ripreso, acciuffato, catturato. Ed è arrivato al traguardo. Aveva quasi ottantasette anni. Fuori ne dimostrava almeno dieci se non quindici di meno. Dentro, chissà.


Arnaldo significa colui che ha la forza di un’aquila. Pambianco ispira la figura di un antenato panettiere o fornaio. Arnaldo Pambianco partì garzone in bicicletta e arrivò maglia rosa al Giro d’Italia, da campione per tenacia a gregario di lusso, direttore sportivo e uomo buono, dolce, generoso. Quando gli dichiarai la mia passione – la sua figurina, ritagliata dal “Corriere dei piccoli”, era la vincente predestinata delle corse che organizzavo sul pavimento della mia camera -, sorrise un po’ incredulo e forse un po’ anche grato. Incontri, telefonate, interviste, racconti: mi illudevo che, magari proprio grazie a quell’antica passione, avesse per me uno speciale riguardo.


I ricordi di Pambianco spalancavano il Novecento: “Professionista dalla fine del 1957, il 1958 era il mio primo anno. Ero passato con la Legnano perché la Legnano, ai dilettanti più forti, forniva una bicicletta, regalava qualche tubolare e dava un po’ di assistenza. Così, poi, per gratitudine, per riconoscenza, le si rimaneva attaccati. Ma anche se il nome era storico e suonava importante, la squadra non era più un granché. Il direttore sportivo era sempre lui, Eberardo Pavesi, l’Avvocato, lo stesso che aveva guidato Brunero e Binda, Bartali e Coppi. Però non si era più aggiornato. Mai che ci desse un consiglio tattico, mai che ci regalasse un’indicazione strategica. Quando la tappa partiva, Pavesi saliva in macchina e, basco in testa e sigaro spento in bocca, si addormentava come un bambino”.

I racconti di Pambianco illuminavano la storia: “Coppi, lo vidi per la prima volta al Giro di Sardegna del 1958, perché la prima tappa, la Roma-Civitavecchia, si faceva sul continente per far capire che la Sardegna non era poi così staccata e lontana dal continente. Non vedevo l’ora di poter guardare Coppi da vicino. Così lo cercai e, quando finalmente lo trovai, mi feci largo tra corridori e biciclette e mi piazzai accanto a lui, divorandolo con gli occhi. Lui se ne accorse, si girò e mi domandò se volessi qualcosa. Gli spiegai: lei era il mio idolo fin da quando ero piccolo. Gli dichiarai: adesso che sono qui, vicino a lei, addirittura parlando con lei, è una soddisfazione enorme. E gli confessai: sono emozionatissimo. Lui sorrise, poi mi disse: Pambianco, siamo tutti e due in bici, tutti e due ciclisti, e allora diamoci del tu”.

I segreti di Pambianco svelavano un mondo: “Giro di Campania del 1959. Mi invitò nel suo albergo, mi fece massaggiare da Biagio Cavanna, il suo scopritore, e Cavanna emise la sua sentenza: è un bell’atleta, ma un po’ grasso. Poi Coppi mi spiegò: Pambianco, tu corri come un dilettante, vai sempre in fuga, ma vieni sempre ripreso, e sai perché?, perché devi andare in fuga ma più vicino al traguardo, hai una bella sparata, cerca di sfruttarla. Aveva ragione. Ma gli risposi: se avessi la squadra, lo farei, ma non ce l’ho, la mia è una squadra dove non ci sono capitani e non ci sono gregari, dove ognuno corre per conto suo, alla rinfusa, alla garibaldina, e io vado in fuga per mettermi in mostra”.

E la sincerità di Pambianco rivelava la vita: “Vuole sapere dov’è la mia prima maglia rosa, quella conquistata al Giro del 1958? Sparita. Quando tornavo a casa da una corsa, mancava sempre qualcosa. Maglie, pantaloncini, cappellini, guanti. Domandavo: che cos’è successo? Mio padre mi spiegava: è passato un ragazzo, mi ha chiesto se potevo dargli un indumento, poi è passato uno sportivo, mi ha chiesto se potevo dargli un ricordo, poi è passato un appassionato e mi ha chiesto se potevo dargli un cimelio”.

Diciamoci la verità: l’ultima fuga di Pambianco è insopportabile.

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Bravi Pambianco e Pastonesi
8 luglio 2022 10:05 geo
Come sempre un articolo bellissimo!

Ippica e ciclismo
12 luglio 2022 11:39 Aesse50
Caro Marco, leggerti è bellissimo e adesso che ti ho “scoperto” su questo sito ti seguirò con affetto ed entusiasmo. I tuoi racconti mi fanno tornare alla mente altri grandi giornalisti-scrittori come Gigi Gianoli e Mario Fossati che univano la passione per i cavalli a quella delle due ruote a pedali. Pambianco è stato uno dei tanti la cui faccina era sui tappi, riempiti di cera e tenuti insieme dallo scotch, insieme a Baldini. Bitossi, Gaul e tanti altri. Un abbraccione e grazie per quello che fai. Sei un grande! Alfredo Simone

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il ritorno al successo di Ceylin Del Carmen Alvarado sotto una bufera di neve a Mol, nel classico ZilVermeercross, racconta molto della sua condizione ritrovata e della sua capacità di emergere nelle situazioni più difficili. Il fatto che abbia risolto...


Il Belgio è la nazione più rappresentata nelle 18 squadre con licenza World Tour per la stagione 2026, con 76 corridori sui 522 complessivi, per una percentuale pari al 14, 56%. Al secondo posto ex aequo ci sono l’Italia e...


Inizia in salita il 2026 di Arnaud De Lie: il 23enne velocista belga della Lotto Intermarché, vincitore lo scorso anno di  sette gare, si è procurato una lesione ai legamenti della caviglia. È stato lo stesso corridore a darne notizia...


Manubri, wildcard, caschi da cronometro, calendario, rapporti. Dal primo gennaio sono entrate in vigore diverse modifiche al regolamento tecnico dell’Uci, che potrebbero sembrare insignificanti dall'esterno, ma stanno già suscitando scalpore e discussione nel gruppo. 1. Larghezza minima del manubrio di...


La stagione 2025 di Davide Toneatti, la prima nell’organico World Tour dell’XDS-Astana dopo tre anni spesi nella squadra Devolpment, è durata poco più di due mesi e si è conclusa, almeno fino ad oggi, non senza un alone di...


Per vederla su strada mancano davvero pochi giorni ma è disponibile già la nuova maglia del team EF PRO Cycling, team che sarà supportato per diversi anni da Assos. Come è stato espresso in un comunicato ufficiale dell’azienda, la nuova collaborazione segna l’inizio...


Ogni anno il 1° gennaio arriva puntuale il bollettino sugli incidenti causati dai botti nella notte di Capodanno e questa volta ad essere coinvolto è anche il mondo del ciclismo. Ha perso una mano la notte di Capodanno per l’esplosione...


Se n'è andato la notte di San Silvestro, se n'è andato il calzolaio delle dive prima e dei grandi campioni del ciclismo poi. Negli anni Sessanta,  Franco Bedulli faceva su misura le scarpe per Anquetil, Motta e Gimondi, oltre a Dancelli,...


Il nuovo anno si apre nel segno di Mathieu van der Poel, che mette la firma anche sul classico Gran Premio Sven Nys di Baal, in Belgio, confermandosi ancora una volta il dominatore assoluto del ciclocross mondiale. Il fuoriclasse olandese...


Una partenza d’anno semplicemente impeccabile per Lucinda Brand, che nella prima gara del 2026 mette in scena una prestazione di forza impressionante. L’olandese della Baloise Verzekeringen Het Poetsbureau Lions ha letteralmente dominato il Gran Premio Sven Nys di Baal, in...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024