I VOTI DI STAGI. DEMARE LANCIA ACUTI ROSSINIANI, GLI ITALIANI STECCANO. BARDET, YATES E DE MARCHI FANNO IL PIENO DI SFORTUNA

I VOTI DEL DIRETTORE | 20/05/2022 | 18:18
di Pier Augusto Stagi

Arnaud DEMARE. 10. Alé! Non è solo il logo del produttore di maglie, ma è l’ennesimo grido di battaglia del velocista transalpino, prima dell’urlo finale: olé! Terzo squillo di tromba del ragazzo in maglia ciclamino, terzo acuto rossiniano di uno al quale capita di steccare, ma che difficilmente si ripete nell’errore, perché Arnaud, al massimo, si ripropone, per un nuovo sprint. Prima un Alé. Poi un Olé!


Phil BAUHAUS. 8. Ha poco da rimproverarsi, perché nel finale c’è eccome, con una volata convincente e di rara potenza. Ha solo un problema: quel Demare tra i pedali. Se non ci fosse il velocista della Groupama, sarebbe festa.


Mark CAVENDISH. 6,5. Il 36enne velocista dell’Isola di Man tiene duro in una frazione esigente, non proprio adattissima ai velocisti puri. Lui ci arriva, a disputare la volata, si fa vedere, ma non entra benissimo nella fotografia finale. Manca Mørkov? Credo di sì.

Fernando GAVIRIA. 5. Ci ronza attorno, arriva sempre lì, ci prova in tutti i modi, ma resta dietro. Inesorabilmente.

Alberto DAINESE. 5. Il ragazzo padovano ci riprova e si butta, ma resta imbottigliato, prima di restare in una bolla, che lo allontana dai primi. Ci sono sconfitte di misura e quelle come questa, che sono facilmente misurabili.

Simone CONSONNI. 5,5. Sta provando a reinventarsi, a prendere le misure, lui che in ogni caso ha i tempi e i modi. Oggi c’è, ma meno di altre volte.

Giacomo NIZZOLO. 5. Tappa veloce e dura, che fiacca, che toglie energie ai velocisti puri, ma che generalmente esalta Jack: oggi però ci arriva con le ruote sgonfie e le gambe molli.

Mirco MAESTRI. 9. Era il 30 maggio del 2019, arrivo a Santa Maria di Sala. Quel giorno il Giro sorrise a Damiano Cima, che restò in fuga per tutto il giorno con Maestri e Denz: alla fine, solo il bresciano riuscì a resistere al ritorno del gruppo e a vincere la sua prima e ultima tappa al Giro d’Italia. Oggi Damiano è un ex, è al Giro come “regolateur”, Mirco non veste più la maglia della Bardiani Csf, ma quella della Eolo Kometa. Nonostante questa sia stata una premessa, il 30enne ragazzo di Luzzara ci ha riprovato, tre anni dopo, generosamente e fino alla fine. Niente da fare, come allora: viene risucchiato nella pancia del gruppo nell’ultimo chilometro. Viene ripreso e soffocato. Sicuramente il suo animo sarà ferito, ma è da ciclista leccarsi le ferite e ricominciare serenamente come se nulla fosse successo. Difatti nulla è successo. La corsa di oggi non è altro che una semplice tappa che ci conduce alla successiva: per una nuova storia. Per un nuovo traguardo.

Filippo TAGLIANI. 6. Il ragazzo della Drone Hopper Androni Giocattoli parte deciso al km 12. Evadono con lui in quattro: Nicolas Prodhomme (AG2R Citroën Team), Julius van den Berg (EF Education-EasyPost), Mirco Maestri (EOLO-Kometa) e Pascal Eenkhoorn (Jumbo-Visma). È l’uomo delle fughe, l’uomo perpetuo che non si ferma, ma scatta. Ha l’argento vivo in corpo, prima di avere le gambe di piombo.

Diego ROSA. 6. Pronti via, e il piemontese della Eolo Kometa in maglia azzurra Mediolanum è prontissimo. È lui a suonare la carica fin da subito, seguito da Julius van den Berg (EF Education-EasyPost) e Roger Kluge (Lotto Soudal). È il primo sparo in un cielo azzurro che si confonde con il mare di Sanremo. Un primo sparo per una tappa scoppiettante.

Alessandro DE MARCHI. 17. Dopo pochi chilometri, il rosso di Buja si avvicina alla macchina dell'equipe medica, quella diretta dal professor Giovanni Tredici e guidata dal dottor Massimo Branca. Il friulano di San Daniele del Friuli lamenta un dolore alla tibia, colpita da un sasso. Quando si dice che la fortuna è cieca, ma la malasorte ci vede benissimo: che mira…

Romain BARDET. 17. Una notte insonne, dolori allo stomaco che ti piegano in due, ma la testa non accetta la resa. Il transalpino - uno dei grandi favoriti alla vittoria finale - ci prova, non vuole alzare bandiera bianca, spera che qualcosa possa cambiare, ma certi dolori non fanno giri immensi, semplicemente restano lì sullo stomaco, e sono sufficienti per farti tornare indietro: dal Giro. Peccato, peccato davvero

Simon YATES. 17. Sta male, già da un po’, e anche oggi la sua tappa è un vero calvario. Arriva staccatissimo, 149° a 7’44”. Non il modo migliore di giungere alla settimana decisiva, perché per lui – purtroppo – tutto è già deciso. Da tempo.

BERSAGLIERI. 69. In questi giorni (16-22 maggio), Cuneo ospita il 69° Raduno dei Bersaglieri, che sono ciclisti, sono anche ciclisti. Quindi, Cuneo e il Giro d’Italia, oggi, non poteva essere vetrina migliore: festa nella festa, per chi è bersagliere, va di corsa e ha sempre vent’anni.

 

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COMMENTI
chapeu
20 maggio 2022 18:58 Line
alle tre squadre ( Israel Quickstep Fdj ) che hanno avuto la grinta di tirare fino alla fine

nizzolo
20 maggio 2022 19:12 fransoli
è da inizio anno che gira a vuoto ed è un peccato perché nel 2021 aveva fatto bene alla Gand e disputato un ottimo mondiale... in questa stagione invece per usare il gergo calcistico non l'ha mai vista e il 5 è anche troppo generoso; non è un fenomeno, ma qualcosa di meglio ci spoteva attendere. Su Dainese non vorrei lo si caricasse di troppe aspettative, lasciamolo crescere e speriamo che la vittoria dell'altro giorno non sia stata un fuoco di paglia (e purtroppo bisogna dire che la mancanza di continuità è un marchio di fabbrica per i nostri corridori)

Pagelle
20 maggio 2022 19:33 Anbronte
A la Israel perché tirava alla morte?

drone hopper
20 maggio 2022 20:58 alerossi
che tristezza per la squadra delle fughe (da proclami di savio) staccarsi da una fuga che sarebbe potuta risultare vincente. forse quando tagliani ha capito che in 5 sarebbero potuti arrivare ha deciso di staccarsi per non correre il rischio di vincere? è vero che in quella squadra è vietato vincere cose che contano per vincere cose che contano meno di zero.
carbonio67: oggi che un eolo è andato vicino alla vittoria cosa dice?

x alerossi
20 maggio 2022 21:17 maxlrose
non dice nulla,ma è sollevato che abbia vinto un francese anzichè un eoliano (anche se italiano...)

Pascal Eenkhoorn
20 maggio 2022 22:12 Carbonio67
Chiunque ha visto la tappa, sa' che dei 4 in fuga, Pascal Eenkhoorn ha tirato come pochi. E' grazie a lui che sono arrivati ad un passo dalla vittoria. Ma giustamente 9 lo prende Maestri. Vabbe'....

Campanilismo italiano
20 maggio 2022 22:24 max73
Noto che da inizio giro, nei commenti, c'è questa sfida tra chi tifa pro e contro le Professional italiane. Beh mi verrebbe da dire che è una guerra tra poveri, già le squadre italiane sono modeste, ci manca solo la rivalità tra loro. Io spero che possa vincere almeno una di loro ma sarà dura. Poi è ovvio che la Eolo ha un budget maggiore ed è più competitiva ma di risultati veri x adesso pochini....

Bardet
20 maggio 2022 23:16 Ale1960
Scusatemi,sarò cattivo, però lo considero un perdente nato.... Sfortuna o no, gli capita sempre qualcosa... È una questione di DNA...

Osservazione
20 maggio 2022 23:35 pickett
Quando Jean Marie Leblanc al Tour proponeva 4 tappe di trasferimento consecutive,giornalisti e telecronisti italiani(in primis la Gazzetta)s'indignavano.La modifica del percorso della tappa di Genova non é un'attenuante,é un'aggravante.Le ricognizioni si fanno PRIMA di presentare il Giro,non dopo.Secondo quanto scrive Gatti gli ascolti sono bassi.E ti credo!Anche un bambino di prima elementare capirebbe che ci voleva una crono.

@pickett
21 maggio 2022 02:46 fransoli
non conosco i dati sugli ascolti ma se sono bassi non è certo perché manca una crono! (a prescendere dal fatto che magari con qualche chilometro in più a cronometro il percorso sarebbe stato più equilibrato). Ovviamente la colpa è del fatto che manca un italiano che lotti per la vittoria finale e che possa catalizzare l'attenzione delle masse.. così rimane solo lo zoccolo duro che con l'andare del tempo si assottiglia semre più perché gli appassionati che passano a miglior vita non sono rimpiazzati dalle nuove generazioni, a cui del ciclismo non gliene può fregar di meno...

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