EGAN BERNAL: «LA MIA VITA E LE MIE PRIORITÀ SONO CAMBIATE»

INTERVISTA | 02/04/2022 | 17:45
di Giulia De Maio

Tshirt bianca e bastone, microfono ad archetto e voglia di parlare. In spagnolo o al massimo in italiano, grazie, perchè l'inglese ormai è un po' che non lo allena. Egan Bernal si presenta così nel primo incontro con la stampa dopo il terribile incidente che lo scorso 24 gennaio ha stravolto la sua carriera e ha rischiato di costargli la vita.


Prima di una ride su Zwift per ringraziare a suo modo i tanti appassionati di ciclismo che lo hanno sostenuto nell'ultimo difficile periodo e non vedono l'ora di applaudirlo di nuovo con un numero sulla schiena, da Bogotà il 25enne colombiano ha risposto alle nostre domande e a quelle di altri colleghi sparsi nel mondo.


«Sto bene, sono contento di essere in vita e un po' alla volta inizio a sentirmi di nuovo un ciclista. Voglio dire grazie a tutte le persone che mi hanno scritto e inviato buone energie, sono servite davvero. La gente forse non ha idea di quello che ho passato, ma in qualche modo lo ha sentito e mi ha trasmesso la forza di cui avevo bisogno per recuperare» esordisce Egan quando gli chiediamo come sta.

«Neanche io speravo di essere in sella dopo 20 ossa rotte a poco più di due mesi dall'incidente. Un mese fa ero a letto e non sopportavo il dolore. Sui social ho cercato di mostrare i passi avanti che compivo, le cose positive che mi capitavano ma la verità è che il male era insostenibile, le notti faticosissime e non riuscivo a stare nella stessa posizione troppo a lungo. Avere con me l'energia di un paese intero, di un movimento come quello del ciclismo e soprattutto dei miei cari mi ha permesso di andare avanti e contraddire le prime terribili diagnosi dei dottori. Ovviamente ne avrei fatto a meno, ma da questo incidente ho ricevuto una lezione importante quindi per assurdo ringrazio di aver vissuto quest'esperienza».

Il vincitore del Tour de France 2019 e del Giro d'Italia 2021 non ha idea di quando potrà tornare a svolgere il suo lavoro a pieno regime: «Non so quali saranno i tempi di recupero. Non voglio mettermi fretta, fissando una data per il mio rientro in gruppo, non sarebbe l'ideale visto tutto quello che è successo. Chiaramente spero di recuperare il prima possibile ma devo ascoltare il mio corpo. Ineos Grenadiers mi supporta, da vera squadra mi darà tutto il tempo che mi serve, questo mi tranquilizza. Prima di pensare a tornare a vincere, devo rimettermi totalmente in salute e puntare a finire una corsa. Sarebbe già importante».

Cogliamo l'occasione per chiedere a Egan se ha un messaggio da mandare a chi sta vivendo un periodo difficile, come il “nostro” Sonny Colbrelli, e per farci portavoce dei fans italiani che lo attendono, prima o poi, di nuovo alla corsa rosa. «L'incidente mi ha permesso di vedere le cose da una prospettiva diversa. Prima ero concentrato solo sul ciclismo e sull'essere il miglior corridore del mondo, ma la vera priorità è stare bene e poter stare insieme a chi ci ama. Quando sei attaccato a una macchina per respirare ti senti fragile e vulnerabile, solo allora dai davvero valore a ciò che prima sottovalutavi o davi per scontato - sorridendo, ci risponde così. - Mando la mia forza a chi sta soffrendo. Bisogna avere pazienza e dare il giusto peso a ciò che ci accade. Essere costretti a lasciare l'agonismo può essere un trauma, ma è più importante essere ancora in questo mondo, attorniati dall'affetto di famiglia e amici. A volte ci dimentichiamo di cosa davvero conta. Io prima di tutto ringrazio di essere qui. Tra le persone che ho sentito più spesso quando ero in ospedale ci sono gli amici italiani, in primis Vladimir Chiuminatto (fondatore dell'Official Fan Club in Italia, ndr). Non vedo l'ora di tornare a correre da voi e sentire l'affetto dei tifosi italiani, sapete che sono legato all'Italia, ho vissuto nel Canavese e da lì ho iniziato la mia carriera nella massima categoria».

Un suo ex compagno, Chris Froome, si è espresso a favore del divieto delle bici a cronometro, a suo dire troppo pericolose. Lui che ne pensa? «Non so cosa ha detto di preciso Froomey, ma penso che le bici da crono facciano parte del nostro sport quindi vadano usate. Sono più rischiose di quelle da strada ma sono necessarie per lo spettacolo, al pubblico piacciano le prove contro il tempo. E lo dico io che sono tutt'altro che uno specialista...».

Dopo un incidente stradale spaventoso come quello di cui è stato protagonista, chiudiamo con una domanda che tutti si saranno posti. Egan, non hai paura? «Non so rispondere. Sono solo 5 giorni che esco in bici, non so se quando tornerò ad andare veloce l'avrò o meno. Ho pedalato per tutta la mia vita e non ne ho mai avuta, ho sempre pensato che gli incidenti possano succedere. Spero di non aver paura nel fare quello che amo. Di certo la paura non è stata la prima sensazione che ho provato quando sono rimontato in sella. Quale è stata? Pura felicità».

Copyright © TBW
COMMENTI
Basta
3 aprile 2022 17:24 Albertone
Questa continua narrazione , ha annoiato.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Domenica 20 settembre segnerà ufficialmente il gran ritorno del Giro di Campania professionistico, per riannodare un filo interrotto 25 anni fa col successo di Dmitri Konychev e ricco di vincitori di prestigio come Coppi, Bartali, Bitossi, De Vlaeminck, Saronni e...


L’appuntamento è in piazza a Tarcento alle 9.45, lui arriva da Muris di Ragogna in bici, noi arriviamo da sud e a Primulacco ci arriva un WhatsApp con la sua posizione: tra Buja e Majano. Tocca accelerare. Arriviamo un attimo...


Velò, la rubrica settimanale di Rete8 dedicata al ciclismo, ha ricevuto un riconoscimento speciale dall’organizzazione del 78° Trofeo Matteotti, in programma il prossimo 13 settembre sul circuito tra Pescara e Montesilvano. La targa è stata consegnata durante la presentazione ufficiale della...


Dopo il secondo e ultimo giorno di riposo, nell'assolatissimo sud della Penisola, la Vuelta di Spagna comincia oggi la terza e decisiva settimana. In programma c'è la tappa numero 16, la Cortegana - La Rabida. Palos de la Frontera di...


A Siviglia, nel secondo giorno di riposo della Vuelta, Enric Mas ha incontrato i media in una conferenza stampa che segna un momento cruciale della sua carriera: si presenta come leader della corsa, una posizione rara per lui in questa...


Una corsa può avere i soldi e, nello stesso momento, non avere i soldi. Sembra un paradosso, ma è probabilmente una delle questioni economiche meno comprese del ciclismo professionistico contemporaneo. E forse anche una delle più importanti. Nel precedente intervento...


Attimi di grande paura nell’ultima sessione di allenamento per Dylan Groenewegen. Lo sprinter olandese, quest’anno autore di quattro vittorie con la maglia della Unibet Rose Rockets, è infatti stato investito da un motociclista che, ad una rotonda nei pressi di Uithoorn,...


All’età di 91 anni è scomparso a Negrar, nei pressi Verona, Franco Cavenaghi. Nativo di Erba dove ha sempre risieduto, Cavenaghi, nella sua attività lavorativa svolta soprattutto nel gruppo Rizzoli-Corriere della Sera, a partire dalla fine degli anni 1970 e...


A ricordargli dell’anniversario ci pensano gli altri. Lui, Gianni Bugno, il 6 settembre è dalle parti di Peccioli, Toscana, per una ciclo-turistica. E a quella domenica, anche nel ’92 il 6 settembre cadeva di domenica e faceva caldissimo, non aveva...


Lotte Kopecky guiderà la nazionale belga nelle prove iridate di Montréal. La 30enne nativa di Rumst, campionessa del mondo su strada già nel 2023 a Glasgow e nel 2024 a Zurigo, sabato 26 settembre andrà a caccia del tris. «Lotte...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra