MARTINELLI. «NELLE CLASSICHE, VOGLIO ESSERE DELLA PARTITA»

PROFESSIONISTI | 28/01/2021 | 07:00
di Valerio Zeccato

Ci sembra sempre quel ragazzino che faceva man bassa di vittorie nelle categorie giovanili, ma il prossimo 31 maggio Davide Martinelli da Lodetto, frazione di Rovato, compirà 28 anni. Non è certo un «vecchietto», ma è già alla sesta stagione da professionista ed è lui, ora, che dopo essersi fatto le ossa, ha la giusta dose di esperienza da trasmettere ai giovani. Alla seconda stagione nella Astana - Premier Tech il «diretto di Lodetto» per i giovani italiani del team kazako (Samuele Battistella, Andrea Piccolo e Matteo Sobrero) potrebbe addirittura essere una sorta di «chioccia»...


«È il primo anno che mi sento davvero un po’ “chioccia” - ci racconta Davide appena rientrato dal ritiro in Spagna a Benidorm, località balneare della Costa Blanca -. La scorsa stagione era la prima per me nel team e quindi avevo avuto un altro approccio, quest’anno effettivamente mi sento la responsabilità (tra virgolette) di poter dare qualcosa ai più giovani. Mi metto nei loro panni ripensando a sei anni fa, quando ho iniziato tra i pro e quindi devo dare il buon esempio, ma tutto questo lo vivo con serenità. Con la storia della bolla ho contatti più stretti con Battistella che fa parte del mio gruppo, ma anche con gli altri ci si vede e si parla, e ho notato che tutti hanno gran voglia di imparare e di crescere. E ad essere sincero avere più italiani in squadra fa piacere...».


Come ti stai avvicinando alle prime corse?
«Mi sento di aver fatto il giusto. C’è ancora un punto di domanda sullo svolgimento di tutte le gare e questo un po’ incide. Quindi ho lavorato per fare una bella base senza cercare la condizione super già dall’inizio. Tutto sommato non è andata male, a parte il gran freddo da Natale in avanti, ma alla fine se vuoi in qualche modo ti alleni bene lo stesso. Ho usato molto la mountain bike dove fai due ore e mezza belle tirate che valgono 3/4 su strada. Andavo in Franciacorta, al Monte Alto o sul Polaveno, entrambi sono percorsi impegnativi. Ho fatto solo una gara di ciclocross a differenza degli altri anni perché l’ultima stagione è stata molto stressante soprattutto dal punto di vista mentale. Così tutta condensata in pochi mesi, una volta partiti non ci siamo mai praticamente fermati...».

Seconda stagione all’Astana-Premier Tech dove in ammiraglia c’è sempre papà Giuseppe. Come ti trovi?
«Ho trovato una squadra molto giovane con diversi cambiamenti per l’arrivo di alcuni neo professionisti. La struttura è rodata, mi piace, direi che è “familiare” e non solo perché c’è papà! Mi trovo bene, riesco a lavorare senza sentire lo stress».

Ci accenni il tuo programma di massima per il 2021?
«Ruota attorno alle classiche di primavera. In Italia la Milano-Sanremo e la Tirreno-Adriatico, poi ci sono le Classiche in Belgio: non quelle delle Ardenne, ma tutte le altre a cominciare dalla Parigi-Roubaix e il Giro delle Fiandre. Per questo tipo di corse sono arrivati in Astana un paio di corridori che possono dare una bella mano: il canadese Ben Perry e il kazako Yevgeniy Fedorov, che è alto quasi due metri. Il fatto di affrontare a distanza di pochi mesi due volte queste “Classiche Monumento” mi dà tanta grinta per allenarmi bene. Per quel che riguarda i Grandi Giri, sono nella lista per il Giro d’Italia, però arriva dopo le classiche e quindi sarà difficile tenere la condizione alta e tirare fino alla corsa rosa. Però ci voglio provare, credo e voglio giocarmi le mie carte per essere al via del Giro. Come obiettivo, una delle grandi corse a tappe vorrei farla, sento il bisogno per crescere ancora un po’. Non sarà facile ritagliarmi il posto, ma posso dare il mio contributo alla squadra».

L’ultima vittoria, o meglio le ultime due, sono datate 2016 al primo anno tra i professionisti. Ti pesa?
«Ci penso sicuramente, però più che fare il massimo non posso. Mi piacerebbe scalare un gradino nelle Classiche: se nel 2020 ho avuto delle risposte che mi hanno fatto capire che posso essere della partita, nel 2021 voglio proprio esserci nella partita. Il mio calendario è duro, fatto di corse importanti dove è difficile emergere, ma se combino qualcosa di buono allora sì che veramente ho fatto qualcosa di super. Stiamo vivendo in una situazione mondiale sanitaria difficilissima che ci sta insegnando a non mollare mai. Nella vita e nello sport».

Il «diretto di Lodetto» si sta mettendo in movimento ed il «Davide Martinelli Fan Club» ha una gran voglia di festeggiare, alla faccia della pandemia!

da ChiariWeek - Foto Credit: @BettiniPhoto

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