ADDIO A LUIGI TELVE, L'UOMO DEI RACCONTI

LUTTO | 23/01/2021 | 09:24
di Marco Pastonesi

Aveva una bellissima storia da raccontare. Un giro delle Dolomiti in bicicletta. Una bellissima storia da raccontare è anche una bellissima storia da ascoltare e da leggere.


Era il 1951. Luigi Telve aveva 16 anni e una bici pagata 44 mila lire, marca Belga (anche se italiana), fabbricazione artigianale (Botolo, meccanico di Treviso), cambio Parigi-Roubaix (a una leva).


“Pioveva quando partii, pioveva quando tornai, e piovve dall’inizio alla fine. La prima tappa da Badoere, una quindicina di chilometri da Treviso, a Zuel, poco prima di Cortina. Bellissima e bagnatissima, Cortina. Mi fermai davanti a un capannone. C’era una donna anziana. Le domandai se potessi dormire lì. Ma no, mi rispose, ti porto in un posto migliore. Aveva ragione: era una stalla. Mi riempì la borraccia di latte appena munto, e la feci fuori subito. Me ne riempì un’altra la mattina dopo, prima che ripartissi per la seconda tappa. Su al Falzarego, asfaltato fino a Pocol, poi sterrato. Giù ad Arabba, poi il Pordoi. Stanco morto, eppure a metà superai una corriera, più stanca morta di me. Mi fermai in cima, e la corriera arrivò dopo cinque-sei minuti. Ne uscì un parroco con la sua comitiva di fedeli: appena mi vide, distrutto e affamato, aprì il baule della corriera e mi regalò panini con la soppressa e il formaggio. Rianimato, rifocillato, affrontai il Sella, tutta strada bianca. Girai per Ortisei. Lì c’era una festa, la banda con le trombe e i tromboni, la vissi come se fosse per me. La sera arrivai alla periferia di Bolzano, vidi un campanile, entrai in chiesa, domandai al parroco se ci fosse un posto per dormire. Tirò fuori materasso e coperte e li sistemò nella canonica. Mi lavai in un fiumiciattolo. Il giorno dopo, vicino al cimitero di Lavis, m’imbattei in un rimorchio trainato da due cavalli, carico di pere gialle. Con quelle in corpo, arrivai a casa. E la prima cosa che feci, fu restituire le tremila lire a mia madre”.

Ieri Telve è morto. Aveva 86 anni. Lo incontrai due anni fa, alla Rotonda di Badoere, per una manifestazione ciclistica che si tiene il 1° maggio. In una chiesetta sconsacrata era stata allestita una mostra di bici, maglie, foto e figurine d’epoca. Erano esposte anche le sue memorabilia. Fu lì che mi incantò con i suoi racconti e ricordi. Figlio di contadini del 1900, sesto di sei figli, Telve aveva pedalato con la fame: “Avevamo cinque o sei campi, ma in affitto. Si coltivava mais e frumento, più l’orto e quattro mucche, ma non ce n’era mai abbastanza. Polenta e una fetta di salame a mezzogiorno, polenta e mezzo uovo la sera. Quinta elementare poi autista. Guidavo le mucche al pascolo”.

Dalle mucche alla bicicletta: “Ottenerla fu un calvario. Due-tre mesi a piangere. Un giorno, non so se esasperata o commossa, mia madre vendette tutto, anche un vitellino, per pagare l’affitto dei campi, e con quel poco rimasto acquistò una bici nuova”. La felicità: “La prima corsa da allievo. La prima vittoria nella Coppa Fanti, valida per il campionato veneto dilettanti, per distacco. Poi, nel 1954, dilettante. Scoprivo il mondo”. Quella volta che “mi spinsi a trovare dei parenti nel Monferrato, quando arrivai avevo una fame che non ci vedevo più, però vidi un cesto di mele, posso?, ma no!, mi risposero, sono marce e per i maiali, mi spiegarono, ma ne mangiai metà cesto. E il ritorno a casa, 430 chilometri, lo feci in giornata, dall’alba al tramonto”.

Non divenne mai un campione, però li conobbe, e parlavano la stessa lingua. Imerio Massignan: “Quella volta che a Mestre, in una prova del Trofeo San Pellegrino, in testa alla corsa con Massignan, su una strada sterrata tutti e due forammo, non avevamo tubolari o gomme di scorta, fummo salvati da un furgone”. Toni Bevilacqua: “Fu lui a propormi le corse in pista. Mi iscrissi al campionato italiano dilettanti nell’inseguimento a Dalmine. In tribuna c’era Fiorenzo Magni: ‘Ma come fai a correre su quel trabiccolo?’. Mi fece arrivare una bici della mia misura da Milano. Però, abituato a un modello più piccolo, non mi ci trovavo e in finale venni battuto da Ernesto Bono. Magni venne a scusarsi, disse che era tutta colpa sua. Poi profetizzò: ‘Tu sarai quello che mi sostituirà’. Una profezia fallita”. Gino Bartali: “Una volta gli toccai un braccio”. Fausto Coppi: “Lo incontrai a una riunione a Roma alle Terme di Caracalla, ma non avevo il coraggio di parlargli, anzi, a dirla tutta, non avevo neppure il coraggio di guardarlo”.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
C’è già profumo di prossimo Giro d’Italia 2027 nell’aria... Il 3 novembre sarà il giorno della presentazione ufficiale, le indiscrezioni si susseguono ovviamente - partenza da Trieste, prime salite in Abruzzo, Napoli come punto più a sud della corsa -...


Seconda giornata di gare al Trittico Lombardo, edizione numero 107 della Coppa Bernocchi che, come da tradizione avrà partenza e arrivo a Legnano. La corsa partirà dal cuore di della città, attraverserà il territorio dell’Alto Milanese con km zero a...


Chissà se, con una volata lanciata da più lontano, l’esito della Coppa Agostoni 2026 sarebbe stato diverso per Andrea Raccagni Noviero. È questo l’unico rimpianto che il giovane ligure della Soudal Quick-Step ha lasciato trapelare dopo la conclusione della classica...


E’ possibile sentirsi a casa anche a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia? AL Tour de Langkawi ci siamo letteralmente riusciti grazie un’adozione speciale da parte del team Bardiani Csf 7 Saber che ci ha reso automaticamente componenti onorari dello...


Si staccò. Che cos’hai?, gli domandò Eberardo Pavesi, l’Avocatt, il suo direttore sportivo dall’ammiraglia della Legnano. Ho i crampi, gli rispose. Pavesi si allontanò, sparì, poi tornò, si affacciò dal finestrino, estrasse un mazzetto di ortiche e tentò di resuscitare...


Guerciotti presenta Brera 2027, la nuova evoluzione della propria piattaforma gravel, una bicicletta progettata per chi interpreta il gravel in modo tecnico e sportivo, senza rinunciare alla versatilità necessaria per affrontare ogni tipo di percorso. Il nuovo modello nasce dall’esperienza...


Sono stati 8.245 i ciclisti che, tra ieri e oggi, hanno preso il via alla XXIX edizione de L'Eroica. Sono arrivati da 58 Paesi per ritrovarsi a Gaiole in Chianti, pedalare sulle strade bianche e condividere un'esperienza che, dopo quasi...


Tadej Pogacar questa volta non era al via  e non ha potuto difendere la maglia di Campione Europeo vinta lo scorso anno davanti a Remco Evenepoel e Paul Seixas. Nonostante questo, lo sloveno non ha voluto mancare all’appuntamento: con la...


Cielo sereno, sole caldo e quell’aria frizzante che soltanto una giornata d’autunno tra le montagne sa regalare. Tarvisio, nella frazione di Camporosso, proprio dove corre lo spartiacque tra Adriatico e mar Nero, ha accolto così i 390 atleti schierati al...


Il lecchese Davide Grigi doma il Titano e scrive il proprio nome nell’albo d’oro della 69ª Lugo-San Marino - 28° Memorial Lorenzo Berardi - 43° Memorial Giuseppe Melandri. Il lecchese dell’Alba Orobia Bike Robbiate, campione italiano XCO nel 2023 e...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra