GIRO D'ITALIA. CRONO DEL PROSECCO, L'ORA DELLA VERITA'

GIRO D'ITALIA | 17/10/2020 | 08:00
di Giuseppe Figini

Dopo la seconda stoccata di Diego Ulissi ieri a Monselice, è molto attesa, per la sua intrinseca importanza, propria delle tappe contro il tempo, questa frazione di km. 34,1 da Conegliano a Valdobbiadene, con un profilo che presenta salite e discese in varia continuità e che chiamerà i protagonisti a un’interpretazione di una sapiente gestione delle energie e distribuzione delle forze nello sviluppo del percorso.


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E’ tracciata tutta in provincia di Treviso, terra d’elezione anche per la bicicletta, questa tappa che unisce, alle valenze tecniche per i riflessi e i verdetti che determinerà per la classifica generale e l’intera economia della corsa, quelle paesaggistiche che propongono gli splendidi panorami delle vigne del Prosecco che originano un’eccellenza del territorio, a livello mondiale, il vino Prosecco che appare anche nell’intitolazione della tappa.

Il 7 luglio 2019 le “Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” sono entrate nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità UNESCO a premiare e riconoscere il valore del lavoro duro e appassionato, con rispetto dell’ambiente, per la cura faticosa, continua, dei pendii collinari e del territorio con le pregiate vigne che originano un prodotto di sempre crescente apprezzamento e diffusione, anche a livello internazionale.

L’attribuzione specifica di DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita), con relativo disciplinare di produzione, comprende quindici comuni, con un “terroir” per dirla alla francese, rappresentabile come ambiente e varie componenti multiple della zona di produzione, che sono i comuni di Conegliano, Susegana, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, Follina, Miane, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Pieve di Soligo, Vidor e Valdobbiadene.

Il “Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze”, tipologia di un Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene abbreviato in “Cartizze”, è prodotto in un’area ristretta di 106 ettari estesa attorno a Cartizze, località di San Pietro di Barbozza, frazione di Valdobbiadene. Ha produzione limitata ed è considerato fra i migliori prosecco in assoluto ed è spumantizzato quasi esclusivamente nella versione Dry. Il colore è giallo paglierino con spuma fitta e “perlage” fine e persistente con un profumo ampio e intenso che richiama quello di mela, albicocca, pera e rosa. Il sapore è morbido e fresco.

Molti di questi comuni sono toccati dall’itinerario della cronometro. Già più volte il Giro d’Italia ha interessato questa zona e, nel 2015, un’altra cronometro, la 14a tappa da Treviso a Valdobbiadene,  di quasi 60 km., ha proposto, soprattutto nella seconda parte, molti di quelli del Giro d’Italia n. 103.

E’ Conegliano la sede di ritrovo e di partenza. E’ il comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo Treviso, con l’abitato piacevole che discende dal rilievo del Castello, sul colle Giano, verso la pianura. Il centro storico preserva e mette in mostra la sua struttura medievale del nucleo più antico, con motivi tipicamente veneti. Il Duomo di San Leonardo conserva una preziosa pala di Gian Battista Cima, artista qui nato (1459/1460-1517/1518) la cui casa-museo è visitabile, con il suo alto campanile e la collegata Scuola dei Battuti con importanti opere pittoriche, la chiesa di Sant’Antonio di Padova, unitamente a varie altre, sono di rilevante interesse. La Spianata di Castelvecchio, sempre nella zona alta, prospetta una panoramica vista della città e conserva, nel Museo civico del Castello, diverse opere e motivi di valore in vari settori, anche culturali. Di rilievo è anche il neoclassico Teatro Accademia. Nel suo territorio sono sorte diverse ville di pregio. Conegliano è attivo centro commerciale con diverse attività produttive in molteplici settori, oltre a quello vinicolo.

Il Giro d’Italia ha proposto qui due arrivi: nel 1977 vittoria di Piermattia Gavazzi e nel 2002 successo di Mario Cipollini mentre nel 2011 è avvenuta la partenza di una frazione con traguardo a Gardeccia Val di Fassa.

E’ zona ad alta concentrazione ciclistica con molti corridori, di varie epoche, qui nati. Era della frazione di Scomigo Teofilo Sanson, (1927-Verona 2014), imprenditore e vulcanico patron di squadre. Il Gran Gala Ciclistico, dal 1985 al 2014, era una partecipata manifestazione con rilevanza internazionale.

In pratica, subito dopo la partenza, si presenta lo strappo denominato “Muro di Ca’ del Poggio”, primo rilevamento cronometrico dopo avere percorso km. 7,200. E’ nell’ambito di San Pietro di Feletto, comune sparso con la sede municipale nel borgo di Rua di Feletto. E’ uno strappo di tipo fiammingo, lungo circa 1,300 km. e pendenza media attorno al 13%, molto frequentato dagli appassionati della zona e anche da varie corse, di differenti categorie, sia al maschile, sia al femminile. Si passa per San Pietro di Feletto, con l’omonima pieve, in verde ambientazione, e quindi scendere dolcemente verso Refrontolo, comune che sorge su un belvedere collinare di fronte al Quartier del Piave, ossia la denominazione della zona ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia del pianoro delimitato a nord dai rilievi collinari e a sud dal Piave e alla zona del Montello. Refrontolo è noto per la produzione del vino rosso Marzemino “Refrontolo Passito DOCG”.

A circa metà della tappa, il secondo intertempo è operativo a Pieve di Soligo, il centro che è lo storico riferimento del Quartier del Piave. La slanciata struttura del Duomo di Santa Maria Assunta, neoromanica, con elementi neogotici, presenta la facciata in laterizi sovrastata da cinque pinnacoli. Lo slanciato campanile sorge a fianco, com’è abituale nel Veneto.

E’ qui sepolto il beato Giuseppe Toniolo (Treviso 1845-Pisa 1978), economista e sociologo d’ispirazione cattolica. Alcuni vecchi borghi e le relative strette vie, dette “calli”, ricordano gli originari insediamenti abitati attorno ai quali si è sviluppata la parte moderna. Parecchie ville venete sono presenti nel territorio e, fra queste il palazzo Balbi Valier e, nella sua frazione di Solighetto, la grande villa Brandolini d’Adda.

Il poeta Andrea Zanzotto (1921-Conegliano 2011), è fra i più significativi della seconda metà del 1900. Si passa poi per Soligo, frazione di Farra di Soligo che segue subito dopo con l’altra sua frazione di Col San Martino, terzo rilevamento cronometrico. Il territorio comunale è percorso dal fiume Soligo, dove sorgono gli abitati, mentre sulle alture è un susseguirsi di spettacolari vigneti coltivati, con grande fatica e impegno dei vignaioli, su scoscesi ciglioni che non consentono l’utilizzo di mezzi meccanici, ma richiedono fatica e perizia manuale. Caratteristica è la chiesa di San Vigilio di Col San Martino con la torre campanaria. Varie ville sorgono nel territorio comunale che produce anche il noto vino rosso “Raboso” e apprezzata produzione casearia. Nativi di Farra di Soligo sono Guido De Rosso (1940), ottimo professionista negli anni 1960, primo vincitore del Tour de l’Avenir nel 1961, campione d’Italia nel 1964, vincitore di classiche e sempre nei quartieri alti delle gare a tappe e Annibale De Faveri (1951-Belluno 2013).

Si entra quindi nel territorio del comune di Valdobbiadene, passando per le sue frazioni di Guia e San Piero in Barbozza, zone d’eccellenza di viti. Il capoluogo conta circa diecimila abitanti e la struttura urbana, compresa fra il monte Cesen e l’esteso greto del Piave, digrada dal colle alla pianura dove operano vari insediamenti produttivi e commerciali comunque ben inseriti nel territorio. La chiesa parrocchiale, con facciata neoclassica e lo slanciato campanile, presenta al suo interno vari dipinti fra i quali una tela di Palma il Giovane. Costruzioni di specifico interesse sono variamente distribuite nel territorio.

E’ la terza volta che la corsa rosa fissa qui un suo traguardo di tappa: esordio nel 2009 con vittoria accompagnata dalla maglia rosa per Alessandro Petacchi, nel 2015 la prova a cronometro individuale partente da Treviso ha visto prevalere lo specialista Vassili Kiryenka, forte passista bielorusso, con Alberto Contador che indossò la maglia rosa che poi porterà fino alla conclusione.

Il risultato in questa tappa contro il tempo degli aspiranti al successo finale dovrebbe essere assai indicativo della consistenza delle aspirazioni di ognuno in tema di maglia rosa finale.

 

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