Incontri al Panathlon Adria: ciclismo ci sei?

| 09/04/2008 | 10:58
La domanda era provocatoria: Ciclismo ci sei? Questo il tema della conviviale del Panathlon Adria, che si è svolto recentemente nella cornice del Ristorante King di Ariano Polesine, dove personaggi di valenza nazionale come Pierluigi Basso e Flavio Miozzo hanno incontrato le società ciclistiche del Delta del Po. E le esperienze professionistiche si sono integrate con quelle dilettantistiche e amatoriali, nel segno di una sportività formativa ed educativa che il ciclismo sa trasmettere con tutto il suo patrimonio di sport popolarità. Così Paolo Toniolo, presidente del Panathlon Adria, alla presenza di Flavio Zampieri neo vice governatore del Panathlon ‘Primo Distretto’ e di Lorenzo Major campione interdisciplinare di spessore nazionale, ha presentato gli ospiti, tra l’altro accompagnati da Claudio Castellani, anima del ciclismo bassanese. E Pierluigi Basso ha raccontato le sue esperienze di organizzatore di manifestazioni ciclistiche mentre Flavio Miozzo , forte dell’essere stato corridore in squadra con Saronni al Giro d’Italia e di una lunga attività professionistica che l’ha visto partecipare anche al Tour de France, ha spiegato il ciclismo attuale forte del fatto di essere, da 20 anni a questa parte, il direttore sportivo che ha gestito tante squadre (negli anni recenti la Saeco-Longoni Sport, quindi Acqua & Sapone e la Tenax-Menikini prima dell’attuale Barloworld) nelle competizioni nazionali ed internazionali, gare in linea o a tappe. Insomma il ciclismo della Sanremo, della Tirreno-Adriatico, del Giro d’Italia e del Tour de France, ma anche il ciclismo dei Pantani, degli Amstrong, dei Cunego e dei Simoni, dei leader e dei gregari. Un ciclismo che si integra con quello raccontato dai rappresentanti delle società ciclistiche basso-polesane e ferraresi presenti. Vale a dire quello amatoriale raccontato da Stefano Ballo della Ads Ciclo Delta Taglio di Po, da Tiziano Micheletti presidente Ciclo Estense Mesola, da Carlo Fabbri del Gs Ciclisti Tagliolesi e da Roberto Tecchiati della Liberi Ciclisti di Adria. Un ciclismo che soprattutto ha bisogno di regole per esprimere tutto il suo valore sportivo e popolare. Sia quello che vedrà prossimamente il Giro d’Italia femminile farà tappa a Porto Tolle che quello più dilettantistico amatoriale in programma il prossimo 27 aprile, partenza e arrivo da Taglio di Po, denominato “4° Memorial Dario Cazzadore” e valida come prova della 4^edizione del campionato Italiano Fondo Cicloturistico 2008, con tutto il suo impatto promozionale turistico. Ecco allora che, in un ciclismo in evoluzione, che è passato dai tempi pionieristici delle ammiraglie e dei megafoni alla nuova tecnologia delle radio corsa e della professionalità tra gli addetti ai lavori, c’è bisogno di maggior attenzione alle regole. In questo senso il ruolo dell’organizzatore di manifestazioni, così come ampiamente illustrato da Pierluigi Basso, ha bisogno di una interpretazione nuova e speciale. Ha spiegato Basso (che tra l’altro sta organizzando per il prossimo 23 maggio l’arrivo della tappa del Giro d’Italia nella sua Cittadella): «C’è la necessità di rispettare regole che salvaguardino la sicurezza di tutti i suoi protagonisti, dai corridori agli spettatori, perciò è giusto che siano osservati certi parametri per ottenere dai Sindaci (per le gare sul territorio comunale) e dalla Prefettura (per le gare a carattere intercomunale) le necessarie autorizzazioni, aiutando le società organizzatrici perché la ‘carovana’ viaggi in sicurezza, definendo numero massimo di squadre e corridori partecipanti, mentre il direttore di gara ne dovrà garantire la regolarità anche per quanto riguarda il percorso e la durata». Più addentro alla ‘gestione delle squadre e dei corridori’ l’intervento del ds padovano Flavio Miozzo che ha sfornato anche i ‘grandi numeri’ del ciclismo professionistico. Basti pensare che per la gestione di una società professionistica occorre un budget adeguato ad una squadra che dovrà fare affidamento su 20-25 corridori, gestiti da uno staff composto da 6 meccanici, 7 massaggiatori, un bus, due camion, 6 vetture. Dal punto di visto più prettamente agonistico poi Miozzo ha segnalato che ogni corridore «dovrebbe partecipare nel corso dell’anno a circa 70- 80 gare, per poterne gestire i picchi di forma e le potenzialità». Un impegno che per il ds va dalla logistica alla gestione del gruppo, puntando sul leader ma anche sul concetto di squadra. «Una situazione abbastanza complessa anche perché si devono gestire corridori australiani assieme a corridori dell’Est, campioni già collaudati e giovani emergenti. Tutto questo nel pieno rispetto delle regole». E i problemi recenti del ciclismo? Hanno spiegato Basso e Miozzo: «Lo spirito sportivo del ciclismo, fatto di sudore, sacrifici e coraggio, fa sì che la sua popolarità sia tantissima. Quando ci sono stati degli errori, nel ciclismo ci sono state subito delle condanne e subito chi ha sbagliato ha pagato. Non ci pare che nel calcio sia successo la stessa cosa con la stessa decisione. Certo occorrerebbero regole più uniformi anche a livello europeo. Per questo il ciclismo, con tutto il suo valore sportivo, ha forte richiamo sui giovani». Poi i relatori hanno risposto alle domande dei commensali su tanti aspetti, dai campioni dell’agonosmi a quelli che vediamo tutti i giorni sulle strade a quelli di domani. Perciò, nella serata promossa dal Panathlon Club Adria, alla domanda “Ciclismo: ci sei?», il ciclismo ha dimostrato di volere esserci più che mai. Livio Fornasiero
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