ARMSTRONG, QUESTIONE DI CHANCE

TUTTOBICI | 23/06/2020 | 08:10
di Pier Augusto Stagi

PRIMA CHANCE. Come un leone in gabbia, che non ha pace e non riesce a trovarla. Parla e si dimena, fatica a capire, e dire che passava per essere uno dei più intelligenti del gruppo e, francamente, tonto non lo è mai stato. È chiaro che l’orgoglio, quello smisurato orgoglio, unito ad una eguale ma anche più elevata considerazione di sé stesso, lo sta obnubilando. Non ce la fa proprio a prendere atto della situazione e parla a vanvera. Lance Armstrong è arrivato anche a chiedersi, nel documentario firmato da Marina Zenovich “Lance”, perché mai Ivan Basso si è rifatto una vita, vive bene, lavora tantissimo ed è stimato, «avendo fatto cose simili a quelle che ho fatto io».


È chiaro che Armstrong fatica a ricordare quello che ha fatto. Non si è limitato a gonfiarsi le vene. Non ha barato come centinaia di atleti hanno provato a fare nella loro carriera sportiva, ma lui dal suo sport è stato protetto, avendo comprato il silenzio sia dell’Uci - il governo mondiale della bicicletta - che quello del Tour de France. Lance fatica a ricordare che è finito nei pasticci per la giustizia ordinaria americana: questa sì l’ha messo in croce. Il ciclismo l’aveva semplicemente eletto a semidio, a qualcosa di unico e intoccabile, tanto è vero che non è mai stato sfiorato. Basso, Di Luca, Riccò, Santambrogio, Petacchi e via elencando hanno invece provato a fare i furbi, sono stati presi con le mani nel sacco e per questo puniti. Il ciclismo, il mondo dello sport, non ha mai torto un capello al texano, ne ha solo preso atto: dopo. Molto dopo. A partita finita. Non è un reo confesso, ma un Re che ha confessato a scoppio ritardato, dopo aver costruito un sistema criminoso degno di un “padrino”. Un sistema che l’ha protetto nel suo castello dorato prima che questo crollasse, miseramente, come quelli costruiti con la sabbia. Lance, però, non capisce, si considera un dopato come tanti, ma anche in questo è il più grande e unico. Nessuno hai mai fatto quello che ha fatto lui. Nel bene e soprattutto nel male.


SECONDA CHANCE. Il bulletto fa l’ultimo balletto, anche se temiamo continuerà ad agitarsi ancora un po’, perché fermo non è mai stato capace di stare, e di questi tempi anche di lingua va veloce. “Dance” Armstrong parla e danza, nel documentario “Lance”, in onda negli Usa su Espn. Due puntate sul sopravvissuto al cancro che seppe successivamente vincere 7 Tour de France. Una storia pazzesca, conclusa nel peggiore dei modi. La sua storia è magnifica, fino ad un certo punto, però. Poi c’è l’inganno. Il Grande Inganno. Alla fine sarà sbugiardato: da livestrong a liestrong. Qualche giorno fa Filippo Simeoni, il grande testimone, che chiamò in causa nel suo processo di doping il medico Michele Ferrari e per questo finì nel mirino del texano al Tour, ha rivelato che nel dicembre del 2013 Armstrong lo ha incontrato a Roma e gli ha chiesto scusa. In quell’occasione, Lance ha ammesso di aver sbagliato tutto, di aver esagerato, di essersi comportato come il peggior gangster del gruppo. Filippo si è liberato di un peso, in questi anni ha ritrovato la pace, anche se si è allontanato ancora di più dal nostro mondo. E con assoluta nobiltà d’animo ha anche chiesto di voltare pagina. Se fosse per lui, Armstrong sarebbe da riabilitare, perché ha pagato un conto salatissimo con la giustizia. «Anche lui ha diritto ad una seconda chance...», mi ha raccontato. È un pensiero nobile, più che apprezzabile, che gli fa solamente onore. Lui è per concedergli una seconda chance, per quanto mi riguarda vale quello che ho scritto prima.

Editoriale da tuttoBICI di giugno

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COMMENTI
Affari suoi
23 giugno 2020 08:46 Ponciarello
Non fosse tornato al ciclismo nel 2009 per vincere la noia ora probabilmente nessuno gli avrebbe tolto le vittorie.
Indurain quando seppe che Manolo Saiz voleva riempirlo di miliardi per portarlo alla Once a vincere il suo sesto Tour convocò una conferenza stampa e annunciò il ritiro dalle corse: questo significa intelligenza, capire quando la posta in gioco si sta facendo troppo alta.

Solo una cosa non condivido...
23 giugno 2020 08:48 Logan1
...come è possibile affermare con certezza che sia stato il più dopato della storia? Come si può escludere che altri abbiano fatto lo stesso o peggio trovando un modo per farla franca?

Bravo Direttore
23 giugno 2020 08:53 The rider
Concordo pienamente con quello che ha scritto, non solo Lance ha fatto quello che hanno fatto i suoi avversari, ma si è spinto più avanti corrompendo chi di dovere per la gloria e i dollari....
Onore a Filippo Simeoni, un vero signore.
Pontimau.

Chiariamo
23 giugno 2020 10:44 Ruggero63
Direttore, lei cita 4/5 nomi di corridori presi con le mani nella marmellata, le faccio una domanda, parliamo solo di Italiani, tutti quelli dell'epoca di Armstrong che vincevano e vincevano tanto e bene erano tutti puliti ? non hanno anche loro corrotto il sitema ? mi dica che noi eravamo veramente fortunati, gli altri a partire da Armstron a scendere si dopavano corrompevano il sistema e a parte lui gli altri prendevano delle belle bastonate, noi invece, puliti e profumati come il sederino di un bebè vincevamo tutto (Tour a parte visto che era di proprietà del demonio), lei mi dica questo e io provo a crederci, intato per non saper ne leggere ne scrivere mi viene il vomito vedere in televisione tutti i protagonisti di quell'epoca.

Rabbia
23 giugno 2020 16:58 deiguallie
Ho ammirato Lance nonostante non ti tifassi per lui all'epoca...ma lo ammiravo perché lo consideravo un campione...poi la delusione,e io credo non meriti di essere nemmeno accostato a questo sport,perché a differenza di altriche hanno come lui barato,lo ha fatto da simbolo e ambasciatore del ciclismo nel mondo.

Caro direttore
24 giugno 2020 00:42 bove
Caro direttore, la domanda sorge spontanea. Ma se tutto quello che scrive corrisponde al vero, per quale motivo l'UCI esiste ancora?

Per bove
24 giugno 2020 09:18 The rider
Che Armstrong abbia corrotto i vertici dell'UCI non lo ha inventato Stagi, sono i fatti, vada a rileggersi i giornali dell'epoca oppure il libro di David Walsh "The Program".
Pontimau.

Purga
24 giugno 2020 11:01 Vaster
Io l ho sempre detto dal primo tour vinto che fosse il più dopato della storia e per rispondere a chi dice che non fosse il solo rispondo nessuno ha vinto 7 tour e faceva dooare un intera squadra e minacciava chiunque avesse dubbi

Questo non è stato doping...
24 giugno 2020 11:10 Daghen
E' un esperimento scientifico. E' come se nel mondo dell'atletica si fosse preso un quattrocentista, bravo,ma non fenomenale, e lo si fosse fatto diventare un maratoneta da 3 ori olimpici. Esiste in natura?! Tutti i dopati che avete citato con la chimica sono andati molto più forte sul loro terreno. Lui invece è qualcosa che va oltre ogni comprensione. Leggere ancora oggi qualche ex-ciclista professionista che lo giustifica è aberrante.

Scusi The rider
24 giugno 2020 23:19 bove
Scusi The rider, mai sentito parlare di "domande retoriche"? È evidente che Stagi non inventa ma cita. È però altrettanto evidente che molta stampa e soprattutto molti addetti ai lavori per tanti anni hanno fatto finta di non vedere. Infatti Armstrong fortunatamente è a casa non per merito di chi governa il ciclismo, perché chi governa e governava il ciclismo è ancora lì

Scusi The rider
24 giugno 2020 23:19 bove
Scusi The rider, mai sentito parlare di "domande retoriche"? È evidente che Stagi non inventa ma cita. È però altrettanto evidente che molta stampa e soprattutto molti addetti ai lavori per tanti anni hanno fatto finta di non vedere. Infatti Armstrong fortunatamente è a casa non per merito di chi governa il ciclismo, perché chi governa e governava il ciclismo è ancora lì

Ti sbagli di grosso
24 giugno 2020 23:25 pickett
La storia del ciclismo,dal 1984 in poi,é piena zeppa di passisti,addirittura di sprinter puri,che si sono trasformati in scalatori formidabili,da Sean Kelly in poi,per arrivare a Wiggins,addirittura un pistard.L'elenco sarebbe lunghissimo.

Ma a voi pare normale?
24 giugno 2020 23:28 bove
Ma a voi pare normale? Cito testualmente un passaggio dell'articolo di Stagi "ma lui dal suo sport è stato protetto, avendo comprato il silenzio sia dell’Uci - il governo mondiale della bicicletta - che quello del Tour de France".

Tutto ok? Lance è a casa e meno male ( mai piaciuto ), ma gli altri sono ancora al loro posto e con il boccino in mano

x Bove
25 giugno 2020 08:55 The rider
La penso esattamente come lei, se non era per David Walsh e la magistratura USA, Armstrong la passava liscia, anche grazie agli agganci (anche politici) che aveva e se non ho capito male l'articolo, Stagi ha scritto proprio questo.
Pontimau.

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