LA RIPARTENZA, LA POLITICA E I GREGARI DI GIANNI BUGNO

LETTERA APERTA | 11/06/2020 | 10:06
di Fiorenzo Alessi

Caro Direttore,
la consueta "scorsa" mattutina a tuttobiciweb ha avuto oggi un effetto veramente adrenalitico. Già il caffè di rito, poco dopo l'alba ("il sonno è tempo rubato alla vita" disse un saggio), aveva svolto egregiamente la propria funzione, ma le parole di quel campione, anzi di quel fuoriclaase di Gianni Bugno ne hanno moltiplicato gli effetti.Per rendere efficacemente l'idea di come abbia accolto quello che nella sostanza non è altro che un ponderato e realistico appello al buon senso del "libero cittadino" Gianni Bugno, peraltro entrato a pieno titolo nella Storia del Ciclismo, mi sono fuggite di bocca queste testuali parole: «Vivaiddio, QUESTO SI CHIAMA PARLARE CHIARO!».


Già che ci sono , mi permetto di aggiungere qualcosina. Ho la convinzione che confidare nella Politica, intesa come porsi al servizio dei propri concittadini da parte di un altro cittadino/a dello Stato, sia cosa buona e giusta. Altrettanto fermo è il mio convincimento che questa forma "sacra" della politica sia stata cancellata da decenni (dire anni è troppo poco) d'incapacità - più o meno voluta - ad essere effettivamente rappresentativi di una comunità, di persone ed insieme d'interessi. Taccio di ogni riconnesso guasto, malaffare, ruberie e di quant'altro di vomitevole la cosiddetta Politica, meglio a dire coloro che ne sono stati pessimi artefici, si è... lordata più che macchiata.


Ecco perchè mi lascia quanto meno titubante invocarne la mano, un aiuto sincero ed effettivo senza meschini sotterfugi o deplorevoli manchevolezze e ritardi , come il "nostro" Gianni fa da quel galantuomo che è. Ho la presunzione di credere che per tornare a correre, come del tutto correttamente invoca un ex corridore che innegabilmente rimane un leader ciclistico, occorra la partecipazione di tutti coloro (e non sono poi così pochi!) che hanno vissuto e tuttora "vivono" il ciclismo, soprattutto quello che è una affatto particolare espressione di ben duro lavoro, e ne hanno coscienziosa conoscenza e competenza.

Certo, anche la politica può - anzi deve - avere un ruolo definito e funzionalmente importante: ma, ed è questo il mio auspicio, ritengo sia giunto (da tempo...) il momento che a determinare e a reggere effettivamente le sorti del Ciclismo siano coloro che amano veramente il ciclismo.
Ponendosi a disinteressato servizio, come fedeli gregari, di un "Capitano" come Gianni Bugno. Che, come dimostrano i fatti, ha saputo farsi interprete della voce del popolo e dei "lavoratori" del ciclismo, mettendoci la faccia. Con quella pacata ma risoluta determinazione che ne è magnifico tratto distintivo. Come suol dirsi: campioni si nasce, fuoriclasse si diventa.

Cordialmente

Fiorenzo Alessi

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