VENETO. LA SCOMPARSA DEL COMMISSARIO DI GARA CARLO BORTOLETTO

LUTTO | 03/02/2020 | 10:36

Lutto per il ciclismo veneto e in modo particolare la Commissione Regionale Giudici di Gara. E' morto oggi a Villafranca Padovana, sua città, il commissario di gara Carlo Bortoletto. Aveva 60 anni e seguiva dal 1985 le gare in moto. A dare la notizia sono stati il presidente della Federciclismo del Veneto, Igino Michieletto e il coordinatore della Commissione Regionale Giudici di Gara, Sandro Checchin. Carlo Bortoletto, secondo quanto si è appreso, gestiva con la famiglia il "Panificio Bortoletto" situato al centro della città.   


"Abbiamo perso Carlo il nostro storico giudice in moto - ha affermato Checchin con grande dispiacere - . Sono sconcertato perché sapevo che in questo periodo non stava bene ma pensavo che alla fine avesse risolto tutti i problemi di salute. Addirittura sabato sera era a casa con gli amici e di recente ci eravamo anche sentiti. Pensavo che la fase critica fosse stata superata tanto che ci eravamo dati appuntamento per il Convegno Regionale programmato per domenica 16 febbraio a Castelfranco Veneto. Addirittura ieri sera una collega era stata con lui al telefono per tanto tempo e nulla aveva fatto supporre ad un una simile notizia".


"Come un fulmine a ciel sereno ci è arrivata l’inaspettata notizia dell’improvviso decesso di Carlo Bortoletto, lasciandoci senza parole e un velo di tristezza - ha proseguito Sandro Checchin - . Ricorderemo tutti la sua straordinaria e generosa passione per il ciclismo e soprattutto l’impegno nel ruolo di Giudice di Gara che esercitava con serietà e imparzialità. Proprio nel corso del prossimo convegno tecnico era prevista per lui la consegna dell’attestato di benemerenza per i 35 anni di ininterrotta attività".

"In questo momento triste - ha detto il coordinatore della Commissione Regionale -  tutti i Giudici di Gara del Veneto esprimono le più sentite condoglianze e si uniscono in un ideale abbraccio alla famiglia di Carlo, in particolare al fratello, con cui gestiva l’attività professionale e al nipote Matteo. Di Carlo ci mancherà il carattere gioviale e l’autoironia con le quali affrontava le situazioni in gara". "Ci mancheranno i gustosi racconti degli aneddoti che gli erano accaduti nelle gare e che amava ricordare nelle varie occasioni - ha concluso Sandro Checchin - . Ci mancheranno anche le sue critiche fatte con garbo e con il sorriso. Ci mancherà un amico".

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