SAN JUAN. RUDY BARBIER: «CHE STRANO E CHE BELLO BATTERE TUTTI»

PROFESSIONISTI | 27/01/2020 | 00:33
di Giulia De Maio

Rudy Barbier pedala veloce ma chiede di parlare piano se no fatica a capire le nostre domande in inglese. Se continuerà a vincere come ha fatto nella tappa di apertura della Vuelta a San Juan gli converrà studiare le lingue straniere per farsi conoscere.

Intanto il 27enne di Beauvais, comune dell'Oise nell'Alta Francia, si è messo in mostra lasciandosi alle spalle fior fior di velocisti. Professionista dal 2014, dopo due stagioni alla Ag2r La Mondiale, dall'anno scorso difende i colori della Israel Start-Up Nation, a cui ha regalato il primo successo da quando ha fatto il salto nel World Tour.

«È incredibile, questa è la vittoria più importante che ho conquistato finora. Il parterre dei rivali è di altissimo livello, sono felicissimo e sorpreso. Qui in Argentina fa troppo caldo per me, non pensavo sarei stato così competitivo, arrivando da Parigi, dove abito e mi alleno ogni giorno, anche se in questo periodo il termometro segna dallo 0 ai 2°» racconta con un sorriso da guancia a guancia.

Appassionato di auto veloci e moto da cross, con le quali si diverte con i suoi migliori amici, ha avuto occhio e gambe pronte, per beffare il “nostro" Belletti. «A 2 km dall'arrivo c'è stato un problema, a causa della caduta ho perso posizioni, i miei compagni mi hanno aspettato e mi hanno riportato nelle prime posizioni, sono stati impeccabili. Poi è stata questione di un attimo, ho trovato un ingorgo sulla sinistra allora mi sono buttato sulla destra, che strana sensazione superare tutti gli avversari. Per me e per tutta la squadra è un giorno speciale. Questo successo ripaga il lavoro di tutti. Da domani proveremo a difendere con la squadra questa bellissima maglia» prosegue dopo aver indossato il simbolo del primato.

E per il futuro Rudy cosa sogna? «Ho un debole per le classiche, ma so che per le corse più importanti la squadra ha dei capitani designati per i quali giustamente io dovrò lavorare. Il Fiandre penso sia troppo duro per le mie caratteristiche, la mia corsa preferita è la Parigi-Roubaix, ma come detto al momento non è un mio obiettivo. Per quest'anno la mia ambizione è di vincere una tappa in un grande giro».

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