L'IRIDATO BATTISTELLA. «SONO GIA' AL LAVORO, MI ASPETTA IL DOWN UNDER»

INTERVISTA | 08/11/2019 | 10:02
di Francesca Cazzaniga

La maglia di campione del mondo Under 23 riluce nel salotto di casa. Samuele Battistella se la coccola con gli occhi, orgoglioso di averla riportata in Italia 17 anni dopo il suo direttore sportivo Francesco Chicchi.


Il corridore di Rossano Veneto, classe 1998, si prepara al grande salto: dopo una bella stagione con la Dimension Data for Qhubeka Continental - nella quale, oltre al mondiale, ha vinto il Giro del Belvedere, la terza tappa e la classifica generale del Tour de Limpopo in Sud Africa - si prepara al salto nel WorldTour con il Team NTT.

Samuele, facciamo un passo indietro. Com’è stato il rientro a casa con la maglia di Campione del Mondo?
«Fatico ancora a crederci. Al rientro i miei genitori Angela e Daniele, a mia insaputa hanno organizzato a casa una grande festa. È stato molto emozionante ed ancora oggi non trovo le giuste parole per descrivere il momento. La maglia iridata è davvero qualcosa di speciale, non ti capita di vincerla tutti i giorni. È il sogno di ogni corridore, penso. La porterò per sempre nel mio cuore. Se pensate poi che il comune di Rossano Veneto ha fatto affiggere alle porte della città il cartello “Benvenuti nella città della bicicletta e del Campione del Mondo su strada Under 23 2019" capirete bene le mie emozioni...».




Ti sei fatto un regalo, per celebrare il successo?
«Volevo regalarmi la macchina, ma mio papà mi ha anticipato e me l’ha regalata lui - ride -. L’unico regalo che mi sono fatto, per ora, è stato un weekend a Bressanone con la mia fidanzata Elisa».

Hai fatto altre vacanze?
«Sono andato una settimana in Egitto, a Sharm el-Sheikh con due miei compagni di squadra, Alexander Konychev e Luca Mozzato. È stata una bellissima vacanza tra amici, ci siamo divertiti e abbiamo concluso in bellezza la nostra stagione».

Adesso sei a casa. Qual è il tuo programma di allenamento? Hai già ripreso la bici?
«Ho staccato completamente due settimane. Ne avevo proprio bisogno per ricaricare le batterie. Da qualche giorno ho ripreso con gli allenamenti: faccio palestra tre volte alla settimana e vado in bici quotidianamente».

Quando parti per il primo ritiro con la squadra? E dove sarà?
«Partiamo il 9 dicembre e andiamo 10 giorni a Calpe. Torno a casa solo per le vacanze di Natale. Il 2020 è alle porte e la mia stagione incomincia presto, ma non vedo l’ora».

Hai detto che la stagione incomincia presto. Quale sarà quindi la tua prima gara tra i “grandi”?
«Farò il Tour Down Under in Australia. Penso sia un’ottima corsa per incominciare al meglio la stagione, anche se “purtroppo”, passando nel World Tour, non potrò indossare la maglia di Campione del mondo».

Quali sono i tuoi obiettivi per la prossima stagione?
«Ad essere sincero, obiettivi precisi non ne ho: sarà la mia prima stagione da professionista e avrò molto da imparare. Non sono in cerca di risultati. Per me quello che conta è riuscire a fare delle belle corse ed essere in buona forma. Il resto verrà con il tempo, ne sono certo. Fare esperienza: questo è tutto quello che mi basta, per ora…».

Ma se dovessi invece scegliere una corsa da vincere il prossimo anno…
«Bella domanda. Probabilmente il Giro delle Fiandre o la Liegi-Bastogne-Liegi. Penso sia impossibile vincere una corsa di questo calibro al primo anno da professionista, ma se dovesse succedere sarebbe qualcosa di magico ed indescrivibile, proprio come il Mondiale».

Hai un sogno nel cassetto?
«In realtà devo ancora scoprire che tipo di corridore sono. Ma visto che parliamo di sogni, uno ce l’ho: vincere il Giro d’Italia. Per ora però resto ancorato al presente, dico grazie alle persone che mi hanno dato il tempo di crescere e penso a lavorare per continuare a farlo».

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