CASO BALLERINI. PISTE CICLABILI E CICLOPEDONALI, C'E' GRANDE DIFFERENZA

GIUSTIZIA | 20/04/2019 | 12:45
di Giulia De Maio

Facendo seguito alla nota che abbiamo pubblicato ieri sull'incidente di Davide Ballerini, la multa e la successiva sentenza che l'ha rimossa (leggi la news relativa), approfondiamo l'argomento ciclabili-ciclopedonali che può interessare a chiunque usa la bicicletta per allenamento o svago. Ci aiuta a capirne di più l'avvocato Filippo Martini, che ha aiutato il corridore dell'Astana a risolvere questo caso. 


«L’eterno scontro tra ciclisti e automobilisti è arrivato nelle aule di giustizia grazie a un giovane professionista. Un anno fa Ballerini è rimasto coinvolto in un incidente stradale, fortunatamente senza gravi conseguenze, nei pressi del lungolago di Como. Il corridore non solo ha subito l'impatto contro un veicolo che improvvisamente davanti a lui effettuava una inversione ad “U”, ma oltre al danno la beffa ha rimediato una contravvenzione per essersi trovato a circolare fuori dalla ciclopedonale fiancheggiante la strada. Davide ha deciso di impugnare la multa, non tanto per l’importo esiguo della sanzione, o per salvaguardare la successiva azione di danni contro l’automobilista negligente, quanto per impedire che si potesse affermare come precedente il principio sancito dalla contravvenzione (dunque nell’interesse non solo proprio ma anche di tutti i colleghi)» racconta il legale di Bologna.


«Almeno quattro, sono i cardini di illegittimità della contravvenzione:

1) A livello normativo, l’art. 182 comma 9 del codice della strada stabilisce che “I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento”. Si noti: le piste “loro riservate”. Andrebbe aggiunto l’avverbio, “esclusivamente” loro riservate e presto capiremo perché. Molte altre norme richiamano tale concetto di uso e destinazione esclusiva: l’art. 3 del regolamento attuativo del C.d.s. e l’articolo 122. La legge n. 2 dell’11.1.2018 (disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica) che è una legge quadro molto importante in quanto finalmente sancisce l’obbligo di creare una rete viaria ciclopedonale italiana (ma ancora non si scorgono all’orizzonte, i decreti attuativi della stessa). Infine, il DM 557 del 20/11/1999. Da ultimo, vi è anche un’importante circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 19.01.2009 che in risposta ad un interpello per chiarimento normativo, precisava espressamente che nel caso di pista ciclopedonale (dunque ad uso promiscuo) non sussiste l’obbligo di circolazione per i velocipedi di cui al comma 9 art. 182 Cds.

2) Oltre al dato normativo, va evidenziato un dato logico. Pretendere che un ciclista, per di più professionista (cioè che lo fa per lavoro) si alleni utilizzando una ciclopedonale, rappresenta una forzatura estrema con forti tratti di incostituzionalità. Il ciclista in questione che ha corso e correrà gare importanti (Giro d’Italia, Giro delle Fiandre, Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo, Paris-Roubaix ecc.) è abituato a percorrere tratti dai 100 ai 200 km, per 6 – 7 ore di allenamento giornaliere. Comprendiamo che non è possibile vincolarlo a salire e scendere per piste ciclabili ogni volta. Azzardiamo un parallelo: un calciatore lavora e si allena in uno stadio o in un campo; un cestista o un pallavolista, lo fa in una palestra, mentre un nuotatore sfrutta le piscine. Un ciclista, in carenza di una rete nazionale di piste ciclabili esclusive non può che allenarsi in strada. Violerebbe ogni diritto costituzionale di uguaglianza e diritto al lavoro degli sportivi una norma che gli imponesse di utilizzare sempre e comunque le ciclabili specie se ad uso promiscuo».

3) Senza considerare che, un ciclista (specie professionista) viaggia ad una media di 40 – 50 km orari, con un veicolo performante, munito di casco e soprattutto una capacità di dominio sul mezzo che lo rende paragonabile più ad un motociclista che ad un semplice “ciclista della domenica”. Con la conseguenza che percorrendo con tali caratteristiche una pista diverrebbe pericoloso per se e per gli altri utenti (pedoni o ciclisti lenti) ancor più che circolando in strada. Ammesso e non concesso che la pista sia pienamente idonea a ciò (molte ciclabili, in realtà, sono dei marciapiedi “travestiti da piste”, con tanto di fermate di bus che vi si affacciano, ingressi di case e ville che vi si aprono ai lati, presenza di moto, bici o addirittura autovetture parcheggiate, vasi e fioriere, nonché pali che le ingombrano e le rendono più equivalenti ad un percorso ad ostacoli che ad una vera e lineare pista ciclabile).

«Esito del ricorso è stato il pieno accoglimento (sentenza Giudice di pace di Como n. 1027 del 13.11.2018), fondamentalmente per gli assorbenti motivi esposti al punto n. 1. Si auspicherebbe tuttavia, che il legislatore ripensasse in modo più attento e risoluto a tutta la specifica normativa concernente i ciclisti e la loro tutela senza pensare solo a relegarli in percorsi loro destinati. - conclude l'avvocato. - Non dobbiamo purtroppo andare troppo lontano nel tempo per ricordare vere e proprie tragedie verificatesi nel mondo del ciclismo che avvalorano l’impegno di enti e associazioni, in testa a tutti l’ACCPI (Associazione corridori ciclisti professionisti italiani) che da tempo si batte per l’approvazione di norme a piena tutela dei ciclisti, e si fa promotore di campagne salvaciclisti divulgative per focalizzare l’attenzione anche sulle “best practice” da tenere in allenamento: luci fronte retro sempre accese, anche di giorno per rendersi ben visibili. E per gli automobilisti, obbligo di sorpassare le biciclette osservando uno spazio di sicurezza di almeno un metro e mezzo».

 

 

 

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
L'affondo decisivo, al momento giusto. Nella giornata della super fuga è Mauro Schmid a conquistare la vittoria, lo svizzero si è imposto nella tredicesima tappa del Tour de France 2026, la Dole-Belfort di 205.8km: decisivo lo scatto nel finale a...


«Eh mica me lo aspettavo di vincere. Non sono in perfette condizioni, ho mal di schiena». Niels Driesen, belga della Lotto, sembra uno caduto dalle nuvole. Non ha la fama dello scalatore puro e quindi alla vigilia della seconda tappa...


Ciclomercato, nutrizione, elogio del Mago Merlier, che ha colto l’ultima occasione utile per i velocisti. Ed ha calato il tris. Negli spunti di lettura offerti dai quotidiani, ancora una volta, l’Oscar dell’originalità va però a L’Equipe, con Alexandre Roos che...


Dopo il traguardo della settima tappa del Tour of Magnificent Qinghai Cesar Macias Estrada era completamente incredulo. Dopo una volata strettissima lui e Tommaso Nencini erano arrivati sulla stessa linea e ai giudici era occorso non poco tempo per capire...


Essere un paracarro non è propriamente un complimento, in particolare se si è un ciclista, se si è uno sportivo. Nel linguaggio colloquiale, l'espressione "essere un paracarro" viene utilizzata in modo ironico e dispregiativo per indicare una persona impacciata, molto...


Cesar Macias Estrada (team Burgos) ha vinto la settima tappa del Tour of Magnificent Qinghai anticipando  Tommaso Nencini del team Solution Tech Nippo Rali e Alexander Salby (Li Ning Star). Un finale veramente al cardiopalmo che ha visto tra i...


Una tappa per attaccanti, una tappa nella storia, una tappa imprevedibile. La frazione numero 13 del Tour de France (fate voi, se siete superstiziosi, visto che oggi è venerdì 17) è la più lunga della Grande Boucle, l'unica che supera...


La puntata di Velò andata in onda giovedì sera su Rete8 è stata particolarmente interessante: si è parlato di di Tour de France, di realtà giovanili e di tanto altro ancora con Luciano Rabottini, Riccardo Magrini, Alessandro Donati e Ruggero Marzoli. Come sempre a fare il...


Quello di lunedì è stato un riposo "benvenuto" per Edoardo Affini, che al Tour de France ha rischiato seriamente di non partecipare a causa della caduta ai campionati italiani a cronometro. Alla fine nessuna frattura e recupero lampo, ma con...


Coppa del Mondo, Superprestige ed Exact Cross da ottobre a febbraio, gare su strada tra i professionisti da marzo a settembre: è questo il fitto programma che, a partire da questo autunno e per le successive due stagioni, attende...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra