IL COMMENTO. PANTANI È CESENATICO NEL MONDO

INIZIATIVE | 14/01/2019 | 11:53

Una piazza per Pantani. Dopo un giardino pubblico, qualche via e svariati monumenti sulle salite d’Italia e di Francia, le terre delle sue imprese: col tempo, la leggenda dell’omino venuto dal mare per domare le montagne comincia ad occupare un’area geografica vasta, oltre che ricca. Come merita chi ha lasciato un’impronta: nello sport, ma anche nella memoria di un Paese.


Una piazza per Pantani: significativo che accada nella sua Cesenatico. Dove esiste già un museo che lo ricorda, dove da anni sul lungomare c’è una scultura, opera di un’altra grande atleta, la judoka Emanuela Pierantozzi. E’ collocato proprio nella piazza che d’ora in poi prenderà il nome di Marco: che venga spostato addirittura un premio Nobel per fare spazio all’idolo di casa la dice lunga sull’affetto della città verso il suo grande e controverso campione.


Da piazza Marconi a piazza Pantani: nei rispettivi settori, sempre di fuoriclasse si tratta. A suo modo, anche Marco ha saputo creare un sistema di comunicazione senza fili come l’inventore della radio: un suo scatto in salita bastava a trasmettere un’emozione, un brivido, un’eccitazione al popolo della strada. Da lì in poi, non c’è stato ciclista che abbia prodotto lo stesso effetto sulla gente: non è un caso che ancora oggi, sulle strade del Giro d’Italia, siano ancora tanti gli striscioni che ricordano Pantani.

Striscioni, certo. Ma anche monumenti: sul Mortirolo e sul Galibier, dove il Panta (Pirata gli piaceva meno) ha firmato imprese consegnate direttamente alla storia del ciclismo, sul Cippo di Carpegna dove si allenava. E ancora a Les Deux Alpes, sul colle Fauniera, a Montecampione, sulla Colletta e sul Lago Maggiore. Di tutti, il più azzeccato è accanto all’autostrada che porta in Romagna: una biglia da spiaggia, uno dei giochi che più amava, voluto dallo sponsor che gli ha voluto più bene, Romano Cenni, il signor Mercatone Uno.

Una piazza per il Panta: un omaggio doveroso, forse anche dovuto. Perché il ciclista non ha avuto bisogno di vedersi dedicare luoghi e opere architettoniche per rivelarsi un figlio illustre della sua città: fin dal giorno in cui si è rivelato, per tutti nel mondo Pantani è sempre stato Cesenatico.

da Il Resto del Carlino

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