Eroica, le voci dalla corsa

| 08/03/2008 | 00:00
Lo splendido scenario di Gaiole in Chianti ha fatto da sfondo alla partenza della Monte Paschi Eroica. Il via della seconda edizione è stato dato alle 11:15 da uno starter d'eccezione, Mario Cipollini, tirato a lucido e sempre acclamato dagli appassionati delle due ruote. Prima della partenza abbiamo raccolto le impressioni di alcuni protagonisti. Daniele Pietropolli Daniele Pietropolli è consapevole di aver disputato una prima parte di 2008 da assoluto protagonista e prima della partenza racconta le sue sensazioni per un inizio di stagione di grande livello. "Sono felicissimo dei risultati che ho ottenuto e onestamente devo dire che non mi aspettavo di partire così forte. Sono stato bravo a sfruttare le occasioni, ma voglio ringraziare la squadra che mi ha dato fiducia e mi ha messo nelle condizioni di fare bene." Ora sei "condannato" a confermarti su questi livelli... “Mi piace prendermi le mie responsabilità, ma non mi sento addosso particolari pressioni. Il mio obiettivo è trovare continuità di risultati e magari conquistare ancora qualche successo. Non sono un corridore affermato e per me ogni vittoria vale come un Mondiale. Per questo spero di proseguire così e di ripagare la fiducia della squadra". Qual è il segreto di questi risultati? "Condizione fisica e tranquillità. In inverno ho lavorato bene e fin dalle prime gare stagionali la Lpr mi ha dato l'opportunità di giocarmi le mie carte. Finora è andata bene e spero di continuare così. Di sicuro cercherò di farmi trovare pronto ogni volta che si presenterà l'occasione". Che clima si respira in squadra dopo lo spiacevole caso che ha coinvolto Di Luca? "Noi siamo tranquilli e siamo convinti che Danilo tornerà presto a correre e a vincere. Il clima è sereno perché abbiamo la massima fiducia in lui, ma siamo dispiaciuti per questa vicenda. Noi aspettiamo il nostro capitano e cercheremo di aiutarlo a conquistare il Giro d'Italia". Eros Capecchi E' uno dei giovani più promettenti e in questo 2008 ha tutta l'intenzione di dimostrarlo. Eros Capecchi guarda con fiducia al futuro e spera di farsi valere fin dalle prossime gare del calendario ora che ha superato qualche problemino fisico. "Ho avuto la gastroenterite durante il Giro di California. Questo ha rallentato la mia preparazione, ma ora la condizione sta tornando buona. Le sensazioni che sento sono positive e penso che non mi manchi tanto per essere al top." A quali corse parteciperai dopo l'Eroica? "Farò la Tirreno-Adriatico con la speranza di mettermi in luce e di raccogliere qualcosa di buono. Le tappe per fare bene ci sono, spero che si presenti l'occasione giusta. Poi dovrei prendere parte alla Milano-Sanremo dove mi metterò al servizio della squadra". Guardando ancora più avanti, quali sono i tuoi obiettivi? "Mi piacerebbe conquistare un successo e cercherò di cogliere tutte le situazioni. Naturalmente la speranza principale è quella di far bene al Giro d'Italia, sia a livello personale che di squadra". Quale sarà il tuo ruolo all'interno della Saunier Duval nella corsa rosa? "Sicuramente come tutti i miei compagni sarò a disposizione di Riccò. Questo sarà il mio compito principale, anche se non nascondo che vorrei avere la possibilità di giocarmi il successo in qualche fuga e agire come una sorta di battitore libero all'interno della squadra". Fabio Baldato La carica di un esordiente unita all'esperienza del veterano. Fabio Baldato è una certezza del nostro ciclismo e si appresta a vivere l'ennesima stagione da protagonista con la consueta serenità. "Ho voglia di fare bene e di togliermi ancora tante soddisfazioni - racconta Fabio -. Fisicamente mi sento bene e ho grandi stimoli per disputare una stagione importante." Qual è il segreto della tua longevità agonistica? "Sicuramente la grande passione per il ciclismo. La bici è la mia vita e più passano gli anni, più assaporo ogni attimo che trascorro in sella. Quando ero più giovane correvo con maggiore tensione, mentre con la maturità affronto le situazioni con una tranquillità maggiore. Cerco sempre di dare il massimo per me e per il bene della squadra, ma non vivo il risultato come un'ossessione". Qual è il tuo ruolo all'interno della Lampre? "La Lampre è una grande squadra e farne parte è motivo di grande soddisfazione. Devo dire che siamo una vera e propria famiglia e aver trovato questo ambiente è stato determinante. Il mio compito in questa prima parte di stagione è soprattutto quello di aiutare Ballan nelle grandi classiche. Cercherò di mettere al suo servizio tutta la mia esperienza soprattutto al Giro delle Fiandre e alla Parigi-Roubaix". E il tuo obiettivo per questa stagione? "Essere competitivo nelle corse del nord e rimanere con i primi. Dopo la primavera vedremo come sarà andata questa prima parte e poi faremo il punto con la squadra sul resto del calendario. Intanto sono molto concentrato e carico per le classiche e per dare una grande mano a Ballan". E la tua condizione fisica? "Non sono al massimo, ma sono soddisfatto della mia forma attuale. Ho pagato un po' le corse in terra australiana soprattutto per le condizioni climatiche e per questo non mi sono espresso al meglio. Alla Vuelta Valenciana ho fatto tanta fatica, ma sono uscito abbastanza brillante e questo mi dà fiducia per i prossimi appuntamenti". Gilberto Simoni Il carattere del guerriero lo riconosci subito, basta uno sguardo, basta una occhiata. Gilberto Simoni ha costruito i suoi successi sulle qualità e sulla grinta, doti che non si sono certo sopite con il passare degli anni. Gibo non è corridore di tante parole, nella sua carriera ha sempre parlato con i fatti e con le vittorie. C'è anche lui tra i protagonisti della Monte Paschi Eroica, anche se la sua mente vola già verso altri lidi. Leggere per credere. "La mia testa è rivolta al Giro d'Italia, tutto il resto mi interessa fino ad un certo punto. La mia stagione gira introno a questo. Voglio presentarmi al via in condizioni perfette e fare un Giro da grande protagonista." A quali corse parteciperai in preparazione? "Non ho ancora deciso, di certo il mio calendario ruoterà attorno al Giro d'Italia. L'unica cosa che voglio è migliorare la condizione gradualmente, senza sprecare energie o rischiare qualcosa. Ripeto, la corsa rosa è l'unico obiettivo della mia stagione su strada. Per quanto riguarda la Mountain Bike ne riparleremo dopo il Giro". Attualmente come valuti la tua condizione? "Discreta e in crescendo, ma finalizzata al Giro come tutta la mia stagione". Che Giro ti aspetti? "Il percorso è difficile e il terreno per inventare qualcosa non manca. Gli avversari saranno più o meno gli stessi dello scorso anno, ma come sempre io guardo solo a me stesso e cercherò di dare battaglia come al solito. Sono convinto di avere ancora diverse armi a mia disposizione". Alessandro Proni Dopo l'exploit al Giro di Svizzera 2007, Alessandro Proni è stato bersagliato dalla sfortuna e non ha più trovato la giusta condizione per ripetere quel risultato. Alessandro, come stai dal punto di vista fisico? "Purtroppo non va molto bene. Sono stato fermo per diverso tempo e ora riprovo a correre, ma purtroppo l'infiammazione al tendine d'achille non accenna a diminuire. Se la situazione non migliorerà sarò costretto a fermarmi ancora e a fare nuovi accertamenti". La tua stagione rischia di venire compromessa? "E' così e per questo non sono ottimista e non mi pongo obiettivi. L'unica cosa che mi preme è guarire e tornare ad andare in bici senza sentire dolori". Daniele Gigli
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