Nella mattinata di Huye, alla presentazione della terza tappa del Tour du Rwanda, prende forma, in versione Equatoriale, qualcosa di piu’ che in semplice gemellaggio a due ruote tra la Turchia e l’Eritrea. Ne parla con visione di prospettiva ed entusiasmo la general manager dell’Istanbul Cycling Team, vale a dire Pelin Bayram.
“La nostra compagine nasce nel 2023 con una precisa ambizione: ferma restando l’appartenenza turca, possiamo ben intetrpretare un ruolo di ponte che la nostra nazione ha da sempre. Lo sanno anche delle vostre squadre italiane, Il calendario in Turchia e’ andato arricchendosi, attirando sodalizi europei, Asiatici e non solo. E per quanto riguarda l’Eritrea, tutto ha origine dal riconoscimento di una leadership a livello africano. Ho pertanto cercato profili di corridori eritrei che rafforzassero anche un passaggio generazionale. I più esperti insegnano ai piuùgiovani ed è un bene anche per I ciclisti nazionali” – racconta la dirigente ed ex biker, circondata da uno staff coeso consapevole (Bayram, 36 Anni, ha solidi studi in ambito del marketing sportivo) di quanto in primis a Istanbul si stiano sviluppando attenzioni speciali, anche a livello di investimenti, verso questa o quella disciplina, Calcio e volley ma non solo. L’Eritrea ripaga la scelta dell’Istanbul Cycling Team, presentandosi al Tour du Rwanda con un roster in cui il cognome illustre e’ quello di Mewael Girmay, fratello di Biniam, terzo nella prima frazione terminata a Rwamagana ed anche in fuga verso Rusizi.
Il ruolo di “chioccia” lo esercita convintamente Natnael Behrane, 35enne senatore sempre attento a quanto Asmara da offrire: “posso dire che ha un valore speciale accompagnare da compagno di squadra la crescita di Mewael o di Aman Awet, come me lanciato dal World Cycling Center. Ai miei tempi la struttura UCI si chiamava Centre Mondial du Cyclisme e per me e’ stato passaggio fondamentale prima di trasferirmi alla Europcar nel 2013″.
E’ stata la premessa per approdare nel World Tour con Dimension Data e Cofidis. “Ho vissuto in Italia a Lucca, tra l'altro condividendo esperienze significative e sviluppando amicizia con il rwandese Adrien Niyonshuti. Il bagaglio di conoscenza che ho creato mi serve ora: mi ha convinto anche Il buon calendario che la compagine attuale e’ in grado di offrire. Se posso mettermi a disposizione di altri corridori europei lo faccio con piacere, ricordo quando parlai bene nel vostro Paese di Henok Mulubrhan e Natnael Tesfasion, approdati al World Tour con pieno merito. Il talento che c’e’ in Eritrea va valorizzato al meglio”. Behrane parla al presente, ma la sua chiarezza di idee e’ gia’ una garanzia in chiave futura.
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