Pat Mc Quaid: «Il Tour senza Contador è una tragedia»

| 20/02/2008 | 00:00
«Il Tour de France senza il campione in carica sarebbe una tragedia. Faremo di tutto per assicurare la presenza di Alberto Contador». L'Unione ciclistica internazionale (Uci) scende in campo. Il presidente Pat McQuaid perora in prima persona la causa di Alberto Contador. Lo spagnolo, trionfatore nel Tour de France 2007, quest'anno rischia di rimanere a casa. La sua squadra, la Astana, non è stata invitata dagli organizzatori: troppi scandali, troppi casi di doping nel recente passato. Il campione in carica non puo' difendere la maglia gialla conquistata lo scorso anno. «E' una disgrazia, è scorretto», tuona McQuaid in un'intervista al quotidiano 'El Pais'. Gli organizzatori «dicono che la Astana ha danneggiato il Tour. Lo hanno fatto però anche altre squadre. E allora perché se la sono presa solo con la Astana? E' una decisione ingiusta, presa da chi non capisce niente di sport. Queste persone non sono mai stati ciclisti». McQuaid annuncia che «farà il possibile» per garantire la presenza di Contador al Tour e coglie l'occasione per puntare il dito contro gli organizzatori delle grandi corse a tappe. «Rifiutano di accettare le regole dell'Uci sulla partecipazione degli atleti e reclamano il diritto di selezionare le squadre. In questi ultimi due anni gli organizzatori hanno respinto le nostre norme e questi sono i risultati: noi faremo in modo che le nostre regole vengano rispettate». L'Uci ha inserito la Astana tra le 18 squadre che fanno parte del circuito Pro Tour: «Le nostre regole dicono che le 18 formazioni devono partecipare al Tour». A chi afferma che la Astana non fornisce garanzie per quanto riguarda la lotta al doping, McQuaid risponde che «le 18 squadre sono tutte nelle stesse condizioni. Tutte si stanno sottoponendo ai controlli e versano somme ingenti per far parte del progetto del passaporto biologico», considerato «una grande opportunità per restituire credibilità al nostro sport». L'immagine del ciclismo, però, rischia di subire nuovi colpi: la magistratura spagnola ha deciso di riaprire l'Operacion Puerto, l'inchiesta relativa alla rete di doping internazionale che fa capo a Eufemiano Fuentes. «Non sappiamo in che direzione andrà l'indagine. Speriamo che ci consenta di concludere i procedimenti disciplinari avviati nei confronti di molti atleti. L'Operacion Puerto ha creato danni al ciclismo perché va avanti, avanti, avanti. Abbiamo bisogno di una fine: dobbiamo condannare o assolvere i ciclisti».
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