Operacion Puerto: trema tutto il mondo dello sport
| 11/01/2008 | 00:00 Non solo ciclismo: la riapertura dell’inchiesta Operacion Puerto, lo scandalo doping esploso in Spagna che gli spagnoli hanno praticamente ignorato, fa tremare adesso anche quegli sport finora neppure sfiorati. Nelle liste sequestrate nel 2006 al dottor Fuentes, mago del doping che adesso reclama persino il premio Nobel, oltre a 58 ciclisti ci sono infatti tennisti, piloti e calciatori, quasi tutti registrati con soprannomi o sigle. Finora di loro non si è occupato nessuno, mentre alcuni ciclisti, come Ivan Basso, Jan Ullrich e Michele Scarponi, sul piano sportivo hanno pesantemente pagato.
Ora che al Coni si è affiancata la Procura della Repubblica di Roma, l’inchiesta riparte con maggior slancio. Il procuratore sportivo Ettore Torri ha raccolto nelle scorse settimane numerose carte dell’inchiesta spagnola, grazie anche alla collaborazione di un tenente della Guardia Civil, e ora le ha trasmesse al collega Paolo Ferraro, il pm che già si occupa dell’aspetto penale di un altro scandalo doping, denominato Oil for Drug. Quest’ultimo avrebbe intenzione di rendere pubblica la lista degli atleti coinvolti, a cominciare dai calciatori che, salvo qualche pettegolezzo, sono rimasti finora coperti. Una lista che rischia di esser parziale: gli investigatori spagnoli, infatti, non hanno mai controllato i computer di Fuentes.
Siamo solo all’inizio. Prossima tappa, potrebbe essere la convocazione a Roma sia per chi è stato indagato in Spagna (Fuentes e altri quattro), sia per i corridori. Che rischiano di vedersi vietare di correre in Italia: calendario alla mano, oltre alle classiche, possono saltare anche Tour (una tappa e tre giorni in totale in Piemonte) e Mondiali.
(da Il Resto del Carlino)
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