| 06/12/2007 | 00:00 Calcio e ciclismo mai così vicini, contigui, come ieri sera a Camaiore, nel prezioso Teatro dell’Olivo, durante la cerimonia di consegna del Premio Sport 2007. Sul palco Franco Ballerini, premiato per la sua brillante carriera da CT, e vicino a lui due autentiche leggende del nostro sport, Marcello Lippi e Alfredo Martini. Ne esce una serata magnifica, dove due sport spesso discussi e quasi sempre contrapposti tirano fuori il meglio di se stessi, perchè proprio quei personaggi sul palco ne sono l’espressione più alta.
Serata di qualità, ricca di idee, di proposte interessanti se non persino provocatorie, di notizie inedite. Ballerini e Lippi si scoprono incredibilmente simili, nonostante molto diverse siano le loro vite professionali, perchè identici sono i loro principi ispiratori. “Io stimo Franco – spiega Lippi - e mi riconosco nel suo concetto di squadra. Finito di correre si è scoperto tecnico, un po’ come nel calcio è accaduto con Donadoni, il mio successore, approdato alla nazionale senza avere esperienze importanti. Tra l’altro secondo me Donadoni somiglia a Ballerini, è intelligente e preparato, ha saputo creare un ottimo rapporto con i giocatori. Quindi ho buoni motivi per pensare che Donadoni riuscirà a vincere molto come ha fatto Ballerini”.
Dal canto suo il CT del ciclismo, giovane ma pluridecorato (3 mondiali e un’Olimpiade) non è per niente appagato, si documenta e legge (anche i libri di Lippi, si è scoperto), ha sempre voglia di migliorare, verso nuove sfide che affronterà rimanendo fedele alla propria filosofia nel selezionare i corridori, che sintetizza in una frase molto efficace: “Io pesco nel gruppo, non nell’ordine d’arrivo”.
Talmente vicini sono calcio e ciclismo da abbattere persino il distinguo storico tra sport individuale e sport di squadra. Lippi lancia al ciclismo una proposta provocatoria. “Sul palco del mondiale, insieme al vincitore, deve andarci la sua squadra”. Ballerini condivide e rilancia: “Il ciclismo deve sganciarsi dalla retorica e dai retaggi, pur senza tradire la sua tradizione: rimane uno sport individuale dove però si vince con la squadra”.
Chi l’ha detto che calcio e ciclismo sono lontani, o addirittura rivali? La fusione, in questa magica serata versiliese, riesce perfettamente, ed anche Lippi dimostra di trovarsi totalmente a suo agio, fino a lanciare gustose anticipazioni per i cronisti: “Sto lavorando in TV per documentarmi sul calcio internazionale. Mi sono preso una pausa salutare ma sento che è ora di ripartire, che ho voglia di ricominciare. Per cui, escludendo che io vada ad allenare una squadra a metà campionato, è deciso che la prossima stagione si ricomincia: tra marzo ed aprile decido. Italia o estero, fa lo stesso: andrò comunque in un club importante, dove ci sia un progetto e dove magari possa trovare qualche amico...” Chi indovina è bravo.
Ballerini intanto intasca il prestigioso Premio Sport (con oltre quaranta anni di storia ed un albo d’oro da leggenda) e guarda avanti, l’azzurro è il suo oggi e il suo domani: “Nel 2008 ho il mondiale in Italia e le Olimpiadi di Pechino: c’è poco da scherzare”. Le grandi sfide azzurre hanno sempre un gran fascino, lo dice anche Lippi che pure ha detto basta con la Nazionale: “Ho avuto la fortuna di vincere tutto nei club, ma niente a che vedere con l’emozione che ho provato vincendo il mondiale nella notte di Berlino”. Si vede che è sincero: siamo proprio un paese di grandi CT.
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