Martini: un Mem. Cimurri da record, con Bettini al via
| 03/10/2007 | 00:00 E’ il grande saggio del ciclismo italiano, colui che per un ventennio abbondante ha sapientemente condotto la Nazionale alla conquista di sei titoli iridati, con Moser, Saronni, Argentin, Fondriest e Bugno due volte.
Alfredo Martini è stato tra i primi a credere alla crescita di una corsa giovane come il Memorial Cimurri – Gran Premio Bioera, forse perché il nome di Giannetto è richiamo troppo forte anche per le stelle del pedale. Ma nemmeno l’ex Ct azzurro immaginava che già alla terza candelina, la gara sarebbe stata così importante: “Giannetto è stato un grande uomo – ci dice Martini – un amico di tutti ed è sempre stato molto considerato da tutto il mondo del ciclismo. E’ bello vedere che l’evento a lui dedicato ha già raggiunto un livello eccellente, in particolare quest’anno in cui rappresenta davvero una rivincita del Mondiale, soprattutto per gli stranieri che non hanno ottenuto ciò che speravano. Ma è chiaro a tutti che quella di sabato sarà una straordinaria festa perché c’è il campione del mondo e quasi tutta la Nazionale azzurra”.
Proprio sul feeling sempre più forte, a suon di Tricolori, tra Reggio Emilia e Paolo Bettini, la storica guida dell’Italia si sofferma in modo particolare: “Avere Bettini al “Cimurri” subito dopo il successo di Stoccarda è un fantastico arricchimento per la corsa, ma guardate che lui l’aveva detto anche prima del Mondiale che sarebbe venuto, a dimostrazione del legame che sente per Reggio e per la famiglia Cimurri. Certo, vederlo correre su questo bellissimo percorso con la maglia iridata e con ancora nella mente quelle immagini sul podio con il Primo Tricolore reggiano è tutta un’altra cosa. Diciamo che la festa sarà ancora più ricca”.
E per Martini l’effetto Bettini sarà trascinante anche per il pubblico, appassionati e non: “Una volta ho detto che questa città canta il ciclismo ed è la verità. Qui la bicicletta è di casa e la passione della gente per questo sport si respira chiaramente. Penso che l’opportunità di vedere nella propria terra il campione del mondo e tanti tra gli atleti più forti, non capiti tutti i giorni e sono certo che i reggiani scenderanno in strada per acclamare Paolo e gli altri. D’altronde quando uno sportivo compie un’impresa che fa piangere mezza Italia, merita tutto l’affetto possibile e non solo dai tifosi. Sono convinto che essere alla partenza o al traguardo, o semplicemente sul percorso, verrà naturale sabato. Vedrete, ci saranno tantissime persone”.
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