| 22/08/2007 | 00:00 Allessandro Ballan ha trionfato domenica ad Amburgo nella prova di Pro Tour. Sta vivendo un momento magico. Il talento della Lampre quest’anno ha collezionato anche il Giro delle Fiandre e la Tre Giorni di La Panne, trittico mai riuscito a nessun professionista trevigiano. Ma adesso il lavoro del talento castellano è mirato al campionato del mondo, che si corre il 30 settembre a Stoccarda. Con una condizione del genere, Ballan potrebbe aspirare a un ruolo di prim’attore nella corsa iridata, ma le consegne e le aspettative sono diverse. “Ho vinto una bella corsa, ma non sono ancora al livello di grandi campioni come Bettini, Di Luca e Rebellin che avranno i gradi di capitani. Io andrò lì per aiutarli – ammette Ballan che affronterà il suo terzo mondiale, di cui due corsi da titolare – Bettini e Cunego mi hanno rivelato che il percorso è molto impegnativo. Io sono disponibile, sulla distanza non ho paura e se va via una fuga da lontano spero di esserci per giocare le mie carte. Ma di questo ne parlerò con il commissario tecnico Ballerini che stabilirà gli ordini di scuderia”.
La marcia di avvicinamento di Ballan verso il mondiale prevede la partecipazione al Giro del Benelux, in Olanda, che parte stamani e termina il 29 agosto. A settembre sarà in sella al Giro di Polonia.
“Non ho ancora deciso se correrò il Giro del Veneto oppure la prova di Pro Tour a Plouay – ammette Ballan – ma di sicuro parteciperò a tutte le classiche di fine stagione, Giro di Lombardia compreso”.
Sulla vittoria ad Amburgo, Ballan è ancora incredulo.
“Ero davanti al gruppo per tirare la volata a Bennati e sono partito a 600 metri. Mi sono girato e non l’ho visto e a quel punto ho tirato dritto. Sulla fettuccia di arrivo ho alzato le mani e ho rischiato di essere infilato da Freire. Un rischio grosso, ma ne è valsa la pena. La gioia è immensa, ma un risultato del genere non me lo sarei aspettato. Dopo San Sebastian, avevo trascorso un po’ di giorni al mare e mai avrei immaginato di essere così competitivo”.
Ma c’è una spada di Damocle che pende sul futuro di Ballan. Alessandro è in scadenza di contratto con la Lampre, team che lo ha ingaggiato nel 2004 dopo 13 vittorie in 6 stagioni da dilettante. In teoria le quotazioni del professionista castellano, grazie agli splendidi successi di quest’anno, dovrebbero essere salite, ma il fatto che molte formazioni chiudono i battenti immettendo sul mercato un’infinità di atleti anche di buona qualità, permette ai team manager di aspettare fino all’ultimo momento per firmare i contratti, anche a buon mercato.
“Vorrei restare qui alla Lampre – ammette Ballan – ho proposte anche dall’estero ma voglio rimanere in Italia. Solo che non riusciamo a trovare l’accordo sull’ingaggio. Magari avrei dovuto farlo dopo la vittoria al Giro delle Fiandre, quando la situazione di mercato era diversa”.
Una cosa è certa: Ballan non rimarrà senza squadra.
Sandro Bolognini
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