| 10/07/2007 | 00:00 Nuove accuse al ciclismo italiano arrivano dalla Germania. L’edizione on line dell’emittente televisiva Ard parla di doping «sistematico ed estensivo» in particolare alla Mapei e cita «documenti emersi in Italia dal 2001» che riguarderebbero soprattutto la squadra ciclistica che lasciò poi le corse un anno più tardi. Secondo quanto riporta Ard, nessun nome di corridore è presente nelle carte, che conterrebbero però documenti precisi «a meticolose misurazioni di ematocrito» legate all’uso di Epo e dimostrerebbero l’utilizzo di sostanze proibite come l’anabolizzante andriol, l’oxandrolone e l’insulina sintetica. La Mapei è stato il team predecessore dell’attuale Quick Step e ha avuto diversi atleti di spicco. Tra questi il belga Johan Museeuw, già squalificato per doping (e reo confesso) e attualmente sotto processo in Belgio... Il direttore sportivo del team era Patrick Lefevere, che oggi guida la Quick Step ed avrebbe, secondo il quotidiano belga Het Laatse Nieuws, incoraggiato l’uso di sostanze e pratiche dopanti di diversi ciclisti.
da Corriere della Sera del 10 luglio
Una nota: nella stagione 2001 (e anche in quella seguente) né Patrick Lefevere né Johan Museeuw erano più alla Mapei, ma militavano in Belgio nella Domo. E le confessioni di Museeuw sono relative al suo ultimo anno di attività, cioé il 2004.
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