Silvio Martinello pronto a dimettersi. Arriva Claudio Santi?

| 19/06/2007 | 00:00
E’ questione di giorni. In settimana si conoscerà il futuro di Silvio Martinella,a un bivio del suo mandato come direttore tecnico generale della Federciclismo. L’uomo scelto due anni fa dal presidente Renato Di Rocco per rilanciare la pista azzurra, oggi affronta un momento di verifica. Il primi a essere deluso per la mancata svolta è proprio lui. E non ne fa mistero. FRANCHEZZA. All’indomani dei Mondiali su pista di Palma di Maiorca, non aveva lesinato le critiche, in particolare verso il settore maschile guidato dal tecnico Sandro Callari. Le ha confermate con franchezza nella sua relazione al Consiglio Federale, sottolineando le carenze del lavoro svolto e chiedendo una riflessione, a 15 mesi da Pechino 2008. «Quella di Palma era un’occasione importante. E ho invitato il Consiglio ad analizzare le prestazioni degli atleti, visto che risultati non ce ne sono stati – spiega Martinella -. Quando fu varato il Progetto Pista, mi fu chiesto di contribuire al rilancio della disciplina. Ma ho l’impressione che la crisi sia addirittura peggiorata». Si impone un cambiamento. E la senzazione è che Martinella potrebbe dimettersi o essere sfiduciato, nel caso in cui perda quella che appare ormai una partita (anche politica) al vertice dell’organigramma tecnico della Fci. Per la sua poltrona, si è fatto il nome di Claudio Santi, ex direttore del ciclismo professionistico. DOPPIO SCENARIO. «Ho un ruolo che impone periodicamente un giudizio da parte del Consiglio federale. Se non ci saranno le condizioni per continuare, o emergerà una situazione di sfiducia nei miei confronti, non si possono escludere cambiamenti», si limita a constatare Martinella, che già ai Mondiali 2006 aveva fatto notare problemi di natura «metodologica», nonostante il bis iridato di Vera Carrara nella corsa a punti. Allora, però, non era ancora tempo di bilanci. Oggi, invece, sì. Se non si vuole arrivare a Pechino potendo contare solo sulle ragazze allenate da Dino Salvoldi, per il quale Martinella si schierò a inizio aprile. SERIETA’. «In questi due anni è stato fatto qualcosa, ma molto è mancato. Rischiamo di arrivare all’Olimpiade con meno atleti di quanti ne avevamo ad Atene 2004. E anche il progetto crono è sfumato, dopo la vicenda Basso. Ho affrontato la questione in Consiglio con serietà e questo ha creato sorpresa. Poi la mia posizione è stata messa in dubbio. Forse in passato, c’erano abitudini diverse». Da «La Gazzetta dello Sport» del 19 giugno 2007, a firma Luigi Perna e Paolo Gentilotti
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