Frank Vandenbroucke smentisce: «Non ho tentato il suicidio»
| 08/06/2007 | 00:00 Frank Vandenbroucke ha smentito di avere tentato il suicidio. Il 32enne corridore belga della Acqua e Sapone, vincitore nel 1999 della Liegi-Bastogne-Liegi, ha affermato al quotidiano belga Het Laatste Nieuws che le notizie di mercoledì «non sono assolutamente vere». Vandenbroucke, contattando di sua iniziativa la redazione del giornale, ha ammesso di essere «molto depresso» per una crisi matrimoniale: «E' vero, Sarah mi vuole lasciare e ora ne pago le conseguenze».
«Non ho mai tentato il suicidio», ha aggiunto il corridore, «mercoledì sono andato io stesso in ospedale». Secondo l'agenzia France Presse il resto delle dichiarazioni rese da Vandenbroucke è in totale contraddizione con le versioni dei testimoni che hanno raccontato di avere chiamato i soccorsi dopo avere trovato il ciclista privo di sensi. In base alla notizia diffusa dal sito ufficiale del ciclista - che aveva inizialmente citato proprio il nostro sito - Vandenbroucke avrebbe tentato il suicidio ingerendo barbiturici. Vandenbroucke era stato ricoverato più volte in passato per crisi depressive. In carriera ha vinto la Parigi-Nizza e la Gand-Wevelgem nel 1998 e la Liegi- Bastogne-Liegi nel 1999. Nello stesso anno era stato coinvolto nella vicenda doping Sainz-Lavelot e per questo sospeso. La magistratura belga lo ha incolpato nei mesi scorsi di «detenzione di testosterone», uno steroide anabolizzante, negli anni fra il 1999 e il 2000. Nel 2002 la polizia sequestrò nell'abitazione del talento belga una notevole quantità di prodotti dopanti, che il corridore attribuì all'epoca al suo cane. Ad inizio anno, in un'anticipazione del suo libro, Vandenbroucke parlò apertamente del diffuso ricorso all'eritropoietina. «Tutto il mondo ha fatto uso di Epo, me compreso», ha scritto nel libro intitolato «Non sono Dio».
P.S. Crediamo che il momento che stia vivendo Frank Vandenbroucke sia davvero delicato. Lui smentisce ciò che le autorità e chi gli vuole bene ha confermato, ad incominciare da Palmiro Masciarelli, all'addetto stampa della Acqua&Sapone Ivan De Paolis, per finire con Domenico "Mimmo" Vernamonte, il nipote di Masciarelli, che in pratica ha salvato il corridore belga.
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