Inchiesta «Oil for drug», il procuratore Torri è al lavoro
| 05/06/2007 | 00:00 Un centinaio di deferimenti, tra cui una decina di nomi di primo piano: è questa la ricaduta che "Oil for drug" avrà nel mondo dello sport a partire dalla prossima settimana. In particolare un'ombra oscura l'impresa di Eddy Mazzoleni, fresco di terzo posto al Giro d'Italia. Ma le convocazioni riguarderanno anche il vincitore della corsa rosa, Danilo Di Luca, i campioni di atletica leggera Giuseppe Gibilisco e Nicola Vizzoni, medici e dirigenti, tutti nomi di primo piano finiti nel mirino della Procura antidoping del Coni. Ci saranno prima le audizioni, ma presto Ettore Torri passerà ai deferimenti di quei nomi nell’elenco fornito dai carabinieri del Nas, che hanno illustrato al capo della Procura antidoping le 555 pagine dell'informativa finale che diede il via all’operazione "Oil for drug" coordinata dal pm romano Paolo Ferraro. Per Mazzoleni e per molti altri il deferimento è dato per sicuro.
COINVOLGIMENTO - Mazzoleni è al centro di un'intercettazione ambientale con il medico di Cepagatti (Pescara) Carlo Santuccione. In questa conversazione si accenna ad alcuni trattamenti e anche ad altri corridori (si parlerebbe di Di Luca e dello spagnolo Valverde). Inoltre, alla luce dell'"Operacion Puerto" si stanno vagliando anche possibili punti di contatto tra l'inchiesta italiana e quella spagnola. A livello penale il filone principale di "Oil for drug" a Roma è in fase dibattimentale, mentre le posizioni di Di Luca, Mazzoleni, Vizzoni e Gibilisco sono state stralciate e spedite alle Procure di residenza degli atleti.
LA PROCURA ANTIDOPING - Il capo della Procura, Ettore Torri, ha convocato tutti gli uomini a sua disposizione per il lavoro preparatorio: vanno verificati i nomi dei tesserati e predisposti i rapporti e i probabili deferimenti per federazione. La posizione dei non tesserati - in particolare dei medici — è più delicata. Contro di loro si chiederà comunque il giudizio delle Commissioni disciplinari, ma soltanto per far scattare "l'inibizione" per i tesserati a frequentare il loro studio. Questo è già stato fatto in passato per altri e, dopo l'inibizione, la Procura informerà del provvedimento tutte le federazioni e le discipline associate che si richiamano al Coni.
TRE ANNI DAL BLITZ - La Procura del Coni si è mossa tre anni dopo il blitz perché soltanto da poco è entrata in possesso delle circa 16mila pagine del dossier. Il precedente procuratore, Giovanni Verde, all'indomani del blitz aveva fatto richiesta della documentazione, ma il tutto era ancora segretato. Anche l'audizione di Eddy Mazzoleni, convocato dalla Procura, non diede esito perché il corridore si disse non a conoscenza dei fatti imputatigli. Soltanto con il sovrapporsi dell'inchiesta "Operacion Puerto" e con il rapporto che Torri ha instaurato con Ferraro proprio in occasione di uno scambio di idee sulla vicenda Basso, la Procura ha avuto la trasmissione degli atti.
I CONTROLLI A SORPRESA - Intanto, solo tra una decina di giorni si conoscerà l’esito dei controlli a sorpresa, o sarebbe meglio dire "fuori competizione", che hanno riguardato oltre a Di Luca e Mazzoleni anche Riccò e Simoni. In particolare molta attenzione si pone all'esito del controllo sull'ematocrito dei quattro corridori. Per Riccò, che ha un "ematocrito naturalmente elevato", le Commissioni scientifiche del Coni stanno verificando la documentazione presentata all'Uci per avere la "deroga" al limite imposto dai regolamenti antidoping.
Maurizio Galdi per «La Gazzetta dello Sport» del 5 giugno 2007
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