GATTI&MISFATTI | 08/05/2018 | 19:01 di Cristiano Gatti -
Caro Fabio, inteso come Aru, lascia che ti mandi due righe dopo questa prima fetta di Giro. Tutti quanti abbiamo pensato che il tuo stentato avvio israeliano fosse improntato all’intelligenza, alla gestione, al calcolo, più che ad una mancanza di condizione. Lo stesso distacco pesantissimo – 50’’ in dieci chilometri, scuserai la brutalità, a casa mia restano un’enormità – si era comunque spiegato con la paura di cadute, visto com’era finito a pelle di leopardo lo stesso Froome durante la ricognizione. Poi, gestione e calcolo fino al primo atteso test, questo arrivo di Caltagirone che non è certo un Pordoi e men che meno un Mortirolo, ma che tutti indicavate come attendibile e probante per le prime schermaglie.
Purtroppo, siamo di nuovo qui a ghigna storta, esattamente come dopo la prima minicrono: hai perso 6’’ dagli altri big, a parte la sfinge Froome che perde ancora di più, 17’’. In questo caso, sei secondi non sono davvero niente. Ma sono un altro segnale. Nel giorno in cui si pensava di vedere qualcosa, si rivede lo stesso film: il nostro uomo, l’italiano che si carica in spalla il Paese per sfidare il numero uno del mondo, è ancora incerto e titubante, anzi simbolicamente in ritardo.
E’ allarme nazionale? Non esageriamo. Non sembra proprio il caso. Anche perché c’è già la toppa pronta: è sull’Etna che si faranno i primi veri conti. E’ un’altra dilazione, come la chiedono gli indebitati, sperando sempre che qualcosa succeda. Ma di dilazione in dilazione, prima o poi i conti devono tornare. Non c’è modo di scappare.
A questo punto, non è il caso di sopravvalutare la nuova scivolata e conviene piuttosto sottoscrivere un contratto, come usa da qualche tempo anche in campagna elettorale: da parte nostra ancora pazienza e comprensione, da parte tua la consapevolezza che comunque prima o poi il Giro debba cominciare.
Visto che poi sono personalmente un po’ carogna, non perderei l’occasione per ricordarti quanto tu stesso hai detto alla vigilia: ormai ho chiuso la carriera della promessa, a questo Giro devo cominciare quella del campione. Autoanalisi onestissima e stimabilissima. Ti va riconosciuto. Basta chiacchiere, basta giri di parole, basta quelle belle storie del genere devo ancora crescere, sto completando il mio processo di maturazione, sto cercando di migliorare per gradi.
Hai ragione: i gradi sono terminati, adesso hai una squadra costruita su misura, hai un ingaggio da vero leader, dunque le responsabilità devono essere adeguate. Non esistono contratti da campioni con risultati da promessa. I piazzamenti sono buoni quando c’è l’impalcatura delle vittorie. Sono rifiniture che completano l’opera. Ma non bastano più, a un certo punto. Inevitabilmente, questo Giro ti obbliga al giro di boa: dopo il periodo giovanile in cui tutto fa brodo, entri nella fase decisiva della tua carriera e della tua stessa vita. Sarà proprio questo Giro a togliere il velo. A dirci se abbiamo tutti riposto bene le nostre speranze.
Magari non è signorile ricordartelo. Magari chi ti sta vicino prende questi discorsi come un modo inopportuno di “metterti pressione addosso”. Ma è giusto dirci fino in fondo la verità: essere campioni significa prima di tutto proprio avere addosso tante pressioni. C’è chi le trasforma in forza, c’è chi ne resta schiacciato. Il mio augurio personale è che tu sia della prima specie. Tutto lo lascia pensare. Adesso però bisogna cominciare il lavoro. Non è successo a Gerusalemme, non è successo a Caltagirone. Nessuna tragedia, siamo tutti d’accordo. Però tieni presente anche lo stato d’animo di chi ti segue: aspettando aspettando, c’è sempre più bisogno di un segnale. Qualcosa che autorizzi l’Italia a dire almeno “Aru c’è”. Prima di poter tirare la conclusione definitiva, “Aru è”.
SE uno come Gatti, crede in ARU BE BUONA NOTTE ITALIA.E uno dei migliori che abbiamo in italia solo che ci sono 20 meglio di lui.Sarebbe meglio che cercasse di vincere una tappa e non correre per la classifica .
8 maggio 2018 20:02daniz2015
E la Israel Cycling Academy, dopo tre giorni di avanscoperta nelle tre tappe israeliane, l' impatto con l'Italia è stato tremendo, nessuno nella fuga di giornata, mai visti nel finale oggi. Ma speriamo che sia solo un incidente di percorso...
Mah
8 maggio 2018 20:09Fretto
Per tempesta: quindi Aru dopo due podi al Giro, una Vuelta vinta e un quinto posto al Tour dovrebbe pensare solo alle tappe e non fare classifica? Ma per favore.. sicuramente questo che vediamo non è Il miglior Aru di sempre, ma il Giro è lungo e da qui a dire che non dovrebbe fare classifica ce ne passa. Evitiamo queste sparate
8 maggio 2018 22:06PEDALA
forse era meglio rimanere all'ASTANA***********
Concordo
8 maggio 2018 23:23Mac75
Se aru fosse già al top ora,sarebbe un bel problema dato che la prima settimana è sempre solo una passerella
Astana
9 maggio 2018 01:43Nando
Prima tutti a criticare vinokurov e l'astana perché aru non andava... Ora la colpa di chi è....purtroppo aru non è piu quello dei primi anni.la dieta glli ha fatto perdere peso ma ha perso molta potenza infatti e sempre in affanno appena i big aprono il gas.
ARU
9 maggio 2018 07:25ERIO
Temo Aru sia in involuzione....penso sia più' corridore da un giorno...penso che sulla Etna fare' il solito attacco scomposto per poi retrocedere... e che nella UAE le idee non siano molto chiare, vedi grande attacco di squadra ieri a 100 km dalla arrivo...a parte il bravo V.Conti
Ingeneroso
9 maggio 2018 10:42Leonk80
Chiedere ad Aru di battere Froome e Doumulin altrimenti è un fallito è davvero impietoso. Solo in Italia abbiamo lo sport nazionale di sparare ai nostri al primo passo falso. Gli haters da tastiera avrebbero bisogno di un po' di cultura sportiva della sconfitta. Aru potrà anche non vincere questo giro ma se darà tutto e si è impegnato al massimo dall'inverno, non lo crocifiggero di certo.
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