L'ORA DEL PASTO. CENERENTOLA

STORIA | 21/11/2017 | 08:39
Sola. Triste. Chiusa in se stessa. Forse lasciata, forse mollata, forse sedotta e abbandonata.
Se ne stava lì, sul marciapiede, e nessuno se la filava. Uno sguardo, un occhio di riguardo, una carezza virtuale: niente di niente.
Era immobile, rigida, tesa, come offesa, come ferita, come segnata.

La gente le passava accanto, quasi infastidita dalla sua silenziosa presenza. Eppure non stendeva il braccio, non allungava la mano, non chiedeva l’elemosina. Non faceva male a nessuno. Ci mancava solo che qualcuno la gettasse a terra, e – c’era da scommetterlo - nessuno le avrebbe dato una mano per risollevarla.

Chissà quali pensieri la attraversavano, quali sogni la sfioravano, quali ricordi la investissero. Chissà con chi era uscita l’ultima volta, chissà che cosa le era stato promesso, chissà chi l’aveva presa per mano, chissà chi poi l’aveva piantata lì.
Piccolina, bianca e arancione, tutt’altro che allegra. E magra, scavata, scheletrica.
Era una bicicletta, una Mobike, una di quelle da condividere, “bike sharing”, si dice così. A Milano, parcheggiata in via Monte Bianco dove il parco non c’è, solo alberi che in questi giorni si stanno spogliando senza più freni.

Il sistema che governa la Mobike di via Monte Bianco e tutte le sue sorelle, pare, è rivoluzionario: si prende la bici, poi la si lascia dove si vuole, senza la premura di infilarla in una rastrelliera, al sicuro, in compagnia. Più comodo, più pratico, più svelto. Sarà. Ma nessuno deve avere pensato a lei, la bici. Sembrava dispersa, perduta, naufragata. Sembrava senza casa e senza tetto. Sembrava senza famiglia. E sembrava senza un perché.

Sola. Triste. Chiusa in se stessa. Stava aspettando un passaggio, un aiuto, forse un favoloso cavaliere. Adesso l’ho riconosciuta: quella bici era Cenerentola.

Marco Pastonesi
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COMMENTI
!
21 novembre 2017 09:38 geo
Che dire, pura poesia!

a me viene in mente
21 novembre 2017 12:16 canepari
"La Piccola Fiammiferaia" di Andersen....
...."Al mattino del giorno dopo, i primi passanti scoprirono il corpicino senza vita della bicicletta. Pensarono che la piccola avesse voluto riposarsi dalle grandi fatiche degli indefessi pedalatori (milanesi?) forse delusi per lo smacco subito dell'Ema. O forse stroncati dalla vicenda "Tavecchio". Nessuno di loro era degno di conoscere un simile segreto!"....

Che dire...
21 novembre 2017 20:40 spaccabici
Pura inutile retorica...
Scommettiamo pure le novità, chissenefrega se a Milano non si è mai vista così tanta gente andare in bici. Forse l\'eicma snobba la bici perché siamo noi ciclisti che snobbiamo tutte le bici a parte la nostra...

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