L'ORA DEL PASTO. RECORD DEMATTEIS - 3

STORIA | 08/09/2017 | 15:28
Ce l’hanno fatta, i gemelli Dematteis. Ce l’ha fatta Bernard, salendo scalando correndo volando il Monviso, dai piedi (Pian del Re, quota 2010) alla vetta (il Re di pietra, quota 3841) per la via sud, un’ora 40 minuti e 47 secondi contro l’ora, 48 minuti e 54 secondi impiegati da Dario Viale nel 1986. E ce l’ha quasi fatta anche Martin, che ci ha messo 5 secondi più di Viale, ma che ha partecipato alla giornata, al record, all’evento, un tutt’uno con suo fratello.

Ce l’hanno fatta, i gemelli Dematteis. Ciclisti senza bicicletta, fantini senza cavallo, aviatori senza aereo, ma sempre corridori, sempre cavalieri, sempre aeronautici. Gli ultimi quattro giorni li hanno trascorsi nel rifugio Quintino Sella, al Lago Grande di Viso, quota 2640, per acclimatarsi a quelle guglie fossili, a quell’aria sottile, a quei condomini alati. Poi il tentativo, la partenza alle 10, la corsa tipo cronocoppie, poi il finale, con Bernard che decolla al traguardo. I primati nascono per essere battuti, ma questo dei gemelli rimarrà, nel suo modo così originale, doppiamente unico.

Dematteis, i gemelli, che prima del record si sono ispirati a Goethe (e non a caso Goethe è stato considerato come “l’ultimo uomo a camminare sulla terra”): “Nel momento in cui uno s’impegna a fondo anche la provvidenza si muove, infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute. Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia, incominciala adesso!”.

E Dematteis, Miculà, da corridore professionista (nella Tenax di Bordonali) a procuratore dilettante (per i fratelli minori), che sa che cosa sia l’audacia: quella volta che – due anni fa – alle quattro di mattina si è fatto accompagnare dal suocero in macchina a Savona, da lì è tornato a Piasco, a casa, 120 chilometri, in bicicletta, ha salutato moglie e figlie, ha proseguito per Pontechianale, un’altra cinquantina di chilometri, in bicicletta, l’ha mollata chissà dove e ha continuato a piedi, con le scarpe da ginnastica, e alle quattro di pomeriggio era in cima al Monviso. Per vedere l’effetto che faceva, da fuori, da dentro, dall’alto.

Marco Pastonesi

(fine della terza e ultima puntata)


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Miculà non si ferma
Il re di pietra
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