Adorni: «Fiduciosi e preoccupati per il futuro del ProTour»

| 04/04/2007 | 00:00
Si sono ritrovati ieri a Ginevra, per fare un punto su quello che c'è da fare. «Siamo preoccupati ma vogliamo pensare positivo - dice a tuttobiciweb.it il presidente dell'Uci ProTour Vittorio Adorni -. Ci siamo ritrovati per guardarci negli occhi, per fare una serie di valutazioni alla luce anche delle ultime corse. Sentiamo ancora tanta diffidenza, troppe parole e poca volontà reale di cambiamento. Noi crediamo e continuiamo a credere nel Pro Tour e pensiamo e speriamo che questo sia il sentimento che ci accomuna ai team e agli organizzatori. Ci sono ancora sei mesi di lavoro, di incontri, di valutazioni per stilare un programma di riforma, dei correttivi da apportare al Pro Tour. Noi nella riunione di ieri non abbiamo fatto altro che il punto della situazione, cercando di capire quale strada fosse più conveniente seguire». E quale strada avete deciso di intraprendere?... «Intanto ci siamo chiariti le idee, al nostro interno - dice sempre Adorni -. E abbiamo nuovamente condiviso un principio fondamentale: i regolamenti li fa l'Uci e solo all'Uci spetta il compito di stilare i regolamenti. Quindi noi aspettiamo fiduciosi e propositivi. Sappiamo che il prossimo 19 aprile si riuniranno i rappresentanti di Uci, squadre e organizzatori: attendiamo un loro segnale. Attendiamo delle indicazioni e su queste ci muoveremo, diremo la nostra con molta serenità. Noi ci riuniremo il prossimo 2 maggio, e tireremo le nostre conclusioni. Siamo consapevoli della bontà del progetto ProTour, siamo consapevoli che questo progetto non sarà mai da noi abbandonato e quindi vogliamo solo che si lavori per il bene del ProTour e del ciclismo tutto. Sappiamo che a settembre ci sarà presentato un progetto di modifica, noi lo valuteremo con assoluta attenzione e serenità, ma è altrettanto chiaro e scontato che se andrà contro al principio del ProTour stesso noi lo bocceremo senza esitazione. Lo ripeto: i regolamenti li fa l'Uci, questo è bene ricordarlo». Un monito, un richiamo fermo e forte, che Adorni ribadisce anche con parole altrettanto chiare e forti. «Un ruolo importante ce l'hanno soprattutto i team di ProTour. Devono capire che strada seguire e con chi seguirla. Noi dell'Uci vogliamo che sia una strada condivisa: tutti assieme. Alla Parigi-Nizza, alla Tirreno e alla vigilia della Sanremo anche i team non hanno dimostrato coesione. E' il momento di capire cosa fare, con chi farlo e come farlo». Lei cosa avrebbe suggerito alle squadre? «Io non ho suggerimenti da dare a nessuno, ci sono manager estremamente competenti e preparati e sanno perfettamente loro cosa devono fare per il bene dei loro team, però un segnale l'avrei dato: magari rinunciando a correre la Parigi-Nizza e la Tirreno». Così però si sarebbe rischiata una frattura forse insanabile con ilk Giro e il Tour? «Lei crede davvero che il Giro e il Tour siano disposti a far correre solo squadre di seconda fascia?...». Lei presidente crede davvero che delle squadre entrate nel ProTour per avere le garanzie adegiate di correre Tour, Giro, Vuelya e le altre corse più importanti del mondo, a questo punto siano disposte a gettare tutto alle ortiche? «Io credo di sì: uniti si vince». Non è meglio trovare l'unità anche con i Grandi Giri? «Questo sarebbe il massimo. E' a questo che stiamo lavorando».
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