PROFESSIONISTI | 22/07/2017 | 07:42 Sotto il sole della Provenza, Brent Copeland traccia il bilancio del primo Tour de France per la Bahrain Merida: «Un applauso va a Sonny Colbrelli, che al suo primo Tour ha svolto un grandissimo lavoro. In una corsa che offre il meglio del meglio e nella quale impera un agonismo esasperato, Sonny ha preso le misure e, da professionista eccezionale qual è, è subito riuscito a mettersi in bella evidenza. Non è un caso che sia stato uno dei primi corridori che abbiamo confermato nel nostro team».
Il resto della squadra non ha brillato... «Vero, ma lo è altrettanto il fatto che il team sta vivendo in pratica il suo "anno zero" e che abbiamo fatto il pieno di sfortuna: siamo stati costretti a fare a meno di Navardauskas già da qualche mese, di Siutsou che si è disintegrato il femore in Slovenia fratturandoselo in sette punti e di Izagirre, che ha riportato una frattura alle vertebre cadendo nella sfortunata crono di Düsseldorf. E la stagione di Haussler non è mai nemmeno cominciata... Per noi significa davvero tanto».
Mosse di mercato? «Abbiamo il taccuino aperto, ci guardiamo attorno, anche perché per noi sarà importante valutare alcuni nostri atleti in occasione della Vuelta. Dobbiamo capire se possono avere un posto nel progetto o meno. E dopo la corsa spagnola tireremo le nostre conclusioni, andando a cercare eventuali corridori che ci interessano. Stiamo anche seguendo dei giovani molto interessanti per il nostro progetto a lungo termine».
Brent non lo dice, non può dirlo, ma intanto l'ingaggio dell'altro Izagirre, Gorka, è cosa fatta.
A proposito di Vuelta, come sta Nibali? «Vincenzo sta bene, ha lavorato tanto al Passo San Pellegrino, tornerà a correre al Giro di Polonia e poi andremo alla Vuelta con l'obiettivo di fare bene».
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