I VOTI DI STAGI. LA LINGUA DI CALMEJANE E QUELLA DI ULISSI

I VOTI DEL DIRETTORE | 08/07/2017 | 19:57
di Pier Augusto Stagi       -

Lilian CALMEJANE.10. Si fa un bel regalo, e lo fa anche al suo direttore sportivo e mentore Jean-René Bernadeau che oggi soffia su 61 candeline. Il ragazzo di Albi, cresciuto ciclisticamente a la Vendée, si porta a casa la prima tappa al suo primo Tour de France e, con quella di oggi, sono 7!Sette vittorie stagionali, con tappa e classifica generale all’Ètoile de Bessège, tappa e classifica alla Coppi e Bartali, tappa e classifica al Circuit de la Sarthe. Insomma, per un ragazzo così giovane un buonissimo ruolino di marcia, per un giovane che andrà sicuramente a ricoprire un ruolo da protagonista nel ciclismo prossimo venturo. Sogna in giallo, Calmejane, per questo sono pronto a ribattezzarlo CalmeJaune. Voto 2 per le linguacce alla Voeckler: basta, non se ne può più!

Robert GESINK. 8. L’olandese vive una giornata da protagonista assoluto, stantuffando di buona lena per tutto il giorno. Tappa velocissima, corsa a quasi 42 media. Lui è tra i più forti. Non il più forte, purtroppo. In ogni caso: bravò.

Guillaume MARTIN. 8. È giovane, forte, audace e colto: è tutto il ragazzo francese che corre per la Wanty. È considerato il filosofo del gruppo, senza virgolette, perché non è una semplificazione, e nemmeno un modo di dire: è un dato di fatto, visto e considerato che questo ragazzo ha un diploma in filosofia conseguito all’Università di Nanterre con una tesi intitolata «Lo sport moderno: è l’applicazione della filosofia nietzschiana?». Per il Tour è partito mettendo in valigia tre libri che gli ha consigliato la sua compagna che fa la bibliotecaria: “Informatica celeste” di Mark Alizart, dedicato al rapporto tra filosofia e computer; “2.000 anni di storia golosa” di Patrice Gélinet;“Affinità elettive” di Johann Wolfgang von Goethe. È il ciclista intellettuale, tutto senza virgolette, perché non è un modo di dire. Lui fa.
 
Fabio ARU. 7. Sereno, rilassato, concreto e consapevole di essere forte. Consapevole che domani non si scherza neanche un po’: come alla Planche des Belles Filles.

Chris FROOME. 6. La vede brutta, bruttissima lungo la discesa del Col du Viry. Sbaglia la curva e con Geraint Thomas finiscono  “lunghi”. Fortunatamente per loro solo un grosso spavento, come il britannico a fine corsa racconterà. Domani spera di raccontare qualcosa di più suggestivo e meno traumatico.

Sergio HENAO. 8. Nel finale fa un lavoro pazzesco: tutto da solo. In ogni caso la Sky oggi dimostra di essere un condensato di forza e coesione: come da programma.

Diego ULISSI. 5,5. Ci prova, più e più volte, in un inizio tappa combattuto come non mai in questo Tour. 70 km per trovare spazio. Poi una volta entrato in un gruppo di una quarantina di unità, è costretto ad alzare bandiera bianca. Oggi c’era salita vera, da scalare con rapporti lunghi e alte frequenze. È in tappe come queste che si comprende perfettamente e compiutamente la differenza che c’è tra il Giro e il Tour: e Diego lo capisce, arriva con la lingua a penzoloni.

Arnaud DEMARE. 5. Ultimo arriva Juraj Sagan, a 40’30”. Evita il tempo massimo di un paio di minuti. Il campione di Francia se ne lascia alle spalle cinque: per lui un ritardo di 37’33”. Diversi colleghi delle tivù internazionali assicurano di averlo visto arrivare con un braccio più lungo dell'altro: non si capisce il perché.
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COMMENTI
E' una vergogna.
9 luglio 2017 05:41 Bastiano
E' semplicemente vergognoso che in ogni grande Giro la Giuria riesca a chiudere gli occhi in modo assurdo sui velocisti e "raccomandati" che si attaccano ai mezzi al seguito per lunghissimi tratti.
Che credibilità potrò mai avere questo sport se si permette anche questa forma alternativa di doping?

Demar
9 luglio 2017 10:28 Monti1970
Se non si hanno prove , bisogna stare zitti!!! Quando ci sono le prove si parla altrimenti si sta zitti, caro direttore!

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