Santi: pronti a presentare una Sei Giorni da favola

| 29/03/2007 | 00:00
Domani sera riflettori puntati sulla presentazione del decennale della 6 giorni delle rose. Claudio Santi (nella foto con Attilio Pavesi), ideatore e direttore della 6 giorni, dopo sei coppe del mondo, diversi mondiali come direttore della nazionale italiana e un olimpiade da dirigente, parla della sua creatura "la 6 giorni delle rose” una favola vera". Sarà la festa del ciclismo «La 6 giorni delle rose alla sua decima edizione avrà i migliori campioni a livello mondiale e ragazzi e ragazze di tutte le categorie e di tutti i continenti, uno spettacolo senza precedenti. Le prime due serate i giovani esordienti e allievi (dai 13 ai 16 anni), le prime tre giornate juniores (17 e 18 anni) e donne elite a livello internazionale. In tutto 160 atleti, uno spettacolo e i punteggi di elite uomini e donne varranno per le qualificazioni di Pechino 2008». Tanto entusiasmo, eppure lei viene da un periodo difficile. «Dopo la caduta di Peter Barkoczi e le mie dimissioni da vice presidente Europeo del ciclismo ho avuto momenti di riflessione forti, ma mi sono ripreso, non sono stanco. Peter è diventato uno di noi e ho una squadra con persone eccezionali nelle capacità e nei sentimenti di appartenenza al gruppo. Mai stati così forti e io mai stato così in forma. Pensate alla direzione della sei giorni: Con me e Stefano (Bertolotti) ci sono Luca Colombo, Stefano Notari, Peter Barkoczi e Giovanni Lombardi, tutti ex grandi corridori con titoli nazionali, mondiali e olimpici, uno spettacolo». A proposito di spettacoli... «Alcuni pensano che la 6 giorni abbia troppi spettacoli, non è vero. Gli spettacoli saranno a tema, di grande qualità e favoriranno l'intrattenersi del pubblico durante le gare. Quest'anno in più saranno dedicati a grandi atleti del passato. Un omaggio ai ciclisti, alle loro fatiche, alle loro storie». Con voi ci alla presentazione coi sarà Vito Ortelli. «Avere Vito Ortelli alla presentazione del decennale della 6 giorni delle rose è una medaglia d'oro per noi, una soddisfazione immensa. Il sindaco, Giovanni Compiani ne darà una a lui ma sarà bello per tutti rivedere un uomo del 1921 che nel 1947 batté il campionissimo Fausto Coppi. Facile prevedere un lungo e un forte applauso. Una raccomandazione: chi ha confermato sia puntuale, chi non lo avesse fatto venga alla sei giorni, perché i 400 posti al Teatro sono esauriti. Grazie di cuore a tutti, autorità, sponsor, giornalisti, dirigenti, appassionati ed amici». E un grande grazie ad Attilio Pavesi. «La sei giorni sarà dedicata ad Attilio Pavesi, mio amico, classe 1910 e campione olimpico nel 1932. E' felicissimo e dalla terra del Tango, dove vive da settanta anni, mi ha chiesto come vanno i preparativi, raccomandandomi di "non lasciare nulla al caso, hombre". Suo nipote Lino suonerà il suo magico saxofono con il quale accompagnò più volte la grande Mina. Alla 6 giorni il tango avrà orchestra e ballerini, come a casa di Pavesi che ballava, con tanti italiani emigrati, nell'Avenida Corrientes di Buenos Aires. Borges definiva il tango "un pensiero triste che si balla" e si trasforma in un ballo di passione e amore». Quale sarà il programma della 6 giorni? «Il numero di coppie di programma e di punti favorirà un grande spettacolo, ma spiegheremo tutto nel corso della presentazione». Infine c’è Samanta Togni «Il nostro è un velodromo magico che da dieci anni ospita tutti gli anni ragazzi e ragazze di più di 40 nazioni diverse, una pista dove hanno corso tutti i più grandi campioni, da Girardengo a Coppi; da Moser a Bugno; a tanti atleti che poi hanno vinto ori olimpici. La pista dove un ragazzo ci ha lasciato la sensibilità delle gambe ma c'è rimasto con il suo cuore, è una favola vera. La nostra madrina Samanta Togni (maestra di ballo a Ballando con le stelle su Rai Uno) danza come una fata e non stiamo sognando. C'è davvero».
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