Callari: con Napolitano puntiamo a una medaglia

| 29/03/2007 | 00:00
Far bene per aprire nel modo giusto la stagione olimpica: è questo l’obiettivo della nazionale italiana di ciclismo su pista che da questa sera sarà impegnata nei campionati mondiali che si svolgeranno fino a domenica a Palma de Mallorca. «È un appuntamento, questo - spiega Sandro Callari, commissario unico delle nazionali italiane, che per la pista lavora sul settore Endurance - che finalizza il lavoro di un’intera stagione e che ci darà il polso della situazione a un anno e mezzo dai Giochi Olimpici. E dal 2 aprile, cominceremo a lavorare proprio in vista di Pechino». Andiamo con ordine: che mondiali saranno per l’Italia? «Mondiali che abbiamo preparato con impegno, anche se ancora una volta abbiamo pagato la mancanza di un velodromo coperto in Italia. Siamo stati costretti a scegliere e quindi abbiamo lavorato dal punto di vista tecnico nell’abituarci a correre su un velodromo di 250 metri, tralasciando altri particolari come il fondo: se avessimo avuto un velodromo in Italia, avremmo potuto partecipare ad una gara a tappe che ci avrebbe dato fondo e preparazione migliore». Ma le cose in Italia stanno cambiando... «È vero e stiamo lavorando per questo. La Federazione del presidente Di Rocco ha deciso di investire sulla pista e le società dilettantistiche e professionistiche hanno accettato di collaborare con noi: certo, rispetto ad altre nazioni siamo partiti in netto ritardo, ma stiamo cercando di recuperare terreno, lavorando con tutte le nostre forze. Vi faccio un solo esempio: la Gran Bretagna ha avviato l’operazione Pechino 2008 addirittura nel 1999 ed oggi può presentare tre quartetti dell’inseguimento di valore mondiale. Immaginate cosa faranno in vista di Londra 2012... Per noi Pechino 2008 ha comunque una duplice valenza: vogliamo ottenere risultati per spingere il Coni ad investire su questa specialità - che assegna dieci titoli olimpici - e quindi allargare la base con l’attività giovanile». Cosa dobbiamo aspettarci dai mondiali di Palma? «I ragazzi sono determinati e pronti a battersi al massimo delle loro possibilità. Cosa attendersi? Difficile fare dei pronostici ma ci provo, almeno per le specialità di cui sono responsabile: il quartetto dell’inseguimento vale 4’09”-4’10” e punta ad entrare fra le prime otto-nove squadre del mondo, mentre il nostro inseguitore Giairo Ermeti, al suo primo impegno in un mondiale, vale il dodicesimo-quattordicesimo posto. La formazione dell’americana la decideremo dopo l’inseguimento: dobbiamo scegliere fra i giovani Biolo e Montaguti, che hanno fatto il loro esordio internazionale a Manchester in Coppa del Mondo un mese fa, e Marco Villa, che sta facendo un po’ da chioccia ai nostri ragazzi. Per la corsa a punti ci affidiamo a Daniel Oss, un ragazzo di soli vent’anni che si cimenta in una specialità molto delicata, nella quale dovrà affrontare una concorrenza qualitativamente elevatissima. Infine puntiamo su Danilo Napolitano per lo scratch: è arrivato da noi dopo un’ottima Sanremo, è carico e motivato, ma soprattutto deciso a migliorare il quinto posto dello scorso anno, quando aveva corso praticamente senza esperienza. Potrebbe essere lui il mnostro uomo da medaglia». I Mondiali di Palma saranno importanti anche in chiave olimpica? «Dal punto di vista delle qualificazioni, no. La corsa a Pechino comincerà dal 2 aprile, attraverso gare e meeting internazionali a cui prenderemo parte e che organizzeremo. In queste gare si potranno conquistare punti, così come accadrà per le quattro prove di Coppa del Mondo 2007-2008 e per i Mondiali del prossimo anno a Manchester. Al 30 aprile 2008 verrà stilato un ranking e le migliori parteciperanno ai Giochi Olimpici: fondamentali saranno i punti conquistanti nell’inseguimento a squadre e nell’americana perché daranno diritto, rispettivamente, anche ad un posto nell’inseguimento individuale e nella corsa a punti. E l’obiettivo dell’Italia è quello di essere presente in tutte le specialità». Se in campo maschile speranze di medaglia sono affidate al solo Danilo Napolitano, con Roberto Chiappa che nel keirin potrebbe far valere la sua esperienza per centrare un piazzamennto importante, qualcosa di più è lecito attendersi dalle ragazze di Edoardo Salvoldi: Sandro Callari - per non scatenare un conflitto di competenza - preferisce lasciare la parola al suo collega. «Chiaramente Vera Carrara è la nostra atleta di punta - spiega il ct Salvoldi - ed il suo obiettivo è quello di confermarsi per la terza volta campionessa mondiale della corsa a punti: sarà un’impresa molto difficile, ma noi ci crediamo ed abbiamo lavorato duramente per preparare questo appuntamento. Abbiamo poi Annalisa Cucinotta e Giorgia Bronzini che nello scratch e nel keirin hanno ottenuto già importanti risultati in Coppa del Mondo e che a Palma de Mallorca cercano conferme a livello internazionale. Io sono convinto che possano regalarci belle sorprese e che, grazie a loro, possa continuare la favola rosa della pista italiana». da La Padania del 29 marzo 2007
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