GIRO U23. MERCKX: «LA CHIAVE DEL SUCCESSO? IL SACRIFICIO»

DILETTANTI | 08/06/2017 | 16:26
Alla vigilia della partenza da Imola del Giro d'Italia Under 23, in Comune si è svolta la cerimonia di consegna del Grifo Città di Imola al campione di ciclismo Eddy Merckx. A consegnare il riconoscimento Daniele Manca, Sindaco di Imola, insieme al direttore tecnico delle Nazionali Davide Cassani e Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna. La ghiotta occasione ci ha permesso di domandare al "Cannibale" qualche consiglio per i giovani classe 1995-1998 che da domani si sfideranno per la maglia rosa.

«Se hanno passione, questi ragazzi sono già a buon punto. Devono sapere che per arrivare lontano dovranno affrontare tanti sacrifici. La chiave del successo è il sudore. Il talento è fondamentale, ma non basta. Serve dedizione e voglia di fare fatica. Non me ne vogliate ma tiferò per la squadra di mio figlio Axel, la Axeon Hagens Berman. Auguri a tutti i ragazzi in gara, per tutti sarà un bel Giro d'Italia» racconta Merckx, 525 vittorie in carriera, testimonial del ritorno della storica competizione che manca dalla strade dal 2012.

E stimolato dalle domande di Marco Pastonesi ricorda: «Io mi sono innamorato del ciclismo a 4 anni, la prima bici me l'hanno regalata i miei genitori, non ricordo il colore, è passato troppo tempo. La mia prima corsa risale al 6 luglio 1961, ero allievo, arrivai sesto e solo perché ebbi fortuna. Pioveva e metà del gruppo cadde così recuperai terreno. Quando ero giovane mi interessava solo vincere, ora mi accontento di partecipare. Anche le sconfitte servono a imparare, ma le poche volte che ho perso mi è sempre rimasto un peso sullo stomaco. La gara successiva volevo subito rifarmi».

E ancora: «Esco in bici ancora 2-3 volte a settimana, con i compagni di un tempo e gli amici di sempre. La passione e il carattere negli anni non sono cambiati. La bici è sempre più popolare e in città, anche qui a Imola, è usata da grandi e bambini. Le due ruote hanno mille qualità, ma da sole non salveranno il mondo. A quello dobbiamo pensarci noi umani».

Ad applaudirlo, come campione e come uomo, tra gli altri l'ex compagno Italo Zilioli che ha regalato al pubblico presente bellissimi aneddoti di un ciclismo passato. Linfa per quello del futuro che da domani vedremo sulle strade del Giro d'Italia Under 23.

da Imola, Giulia De Maio
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