PROFESSIONISTI | 26/05/2017 | 07:05 Nella tappa di ieri ci sono state due corse: quella degli attaccanti con il successo e il riscatto dello statunitense Tejay Van Garderen della BMC che sul traguardo anticipa il basco della Sky Landa, autore di un’altra pregevole corsa tutta all’attacco non coronata ancora dalla vittoria che si consola, ma non troppo, con la maglia azzurra di miglior scalatore incrementando il vantaggio. Seguono nell’ordine, con brevi distacchi, Pinot, Pozzovivo, Hirt, Zakarin, Kruijswijk, Mollema con qualcuno che ha beneficiato, anche per la generale, del marcamento a uomo, con punture di spillo anche dopo l’arrivo, fra la maglia rosa Dumoulin, Quintana e Nibali, tutti e tre a 1’06”, rispettivamente nono, decimo e undicesimo. Quintana e Nibali hanno operato qualche scatto durante la tappa ma senza creare visibili difficoltà al capoclassifica.
Nella tappa di oggi (clicca qui per scoprire i favoriti per Unibet) sono presenti ancora montagne nella prima parte, fino a metà, e poi nel finale di questa 19^ frazione con partenza da San Candido, in Alto Adige, provincia di Bolzano e arrivo nel Friuli-Venezia Giulia, a Piancavallo, in provincia di Pordenone, dopo 191 km. di corsa.
San Candido, prossima al confine con l’Austria, nell’alta Val Pusteria, è una bella località nel Parco Naturale delle Tre Cime di Lavaredo con caratteristiche costruzioni e un sacrario militare che ricorda i caduti italiani e austro-ungarici della prima guerra mondiale.
Subito in avvio, dopo Sesto, sotto il Monte Elmo e la Croda Rossa, c’è da superare il primo GPM di 3^ cat., quota m. 1636, del passo di Monte Croce Comelico che segna il confine con il Veneto, provincia di Belluno, con la discesa nel paesaggio suggestivo del Cadore per Canola e il centro di riferimento di Santo Stefano di Cadore. Breve risalita verso l’altopiano su cui è disposto l’abitato della bella Sappada dove scorre il Piave. Sappada è legata al ciclismo dal ricordo della Lido di Jesolo-Sappada, 15^ tappa del Giro 1987, vinta dall’olandese Johan van der Velde, caratterizzata da una sorta di psicodramma a due ruote, protagonisti i compagni di squadra nella Carrera Roberto Visentini, in maglia rosa, e l’irlandese Stephan Roche che operò un attacco, in proprio, strappando la maglia rosa al compagno di squadra portandola poi fino al traguardo finale di Saint-Vincent. Naturalmente Roberto Visentini, fra l’altro vincitore del Giro precedente, quello del 1986, manifestamente non gradì (eufemismo) la condotta dell’irlandese.
Dopo Cima Sappada si passa nel Friuli-Venezia Giulia, provincia di Udine, con discesa impegnativa, passando per Forni Avoltri, bella località della Val Degano, nella verde Carnia, passando per Rigolato, Comeglians, Ovaro “la porta del Kaiser Zoncolan”, nome sempre caro al poliedrico promoter del territorio friulano e giuliano, Enzo Cainero, ma non si svolta a sinistra verso Liariis, si tira diritto, per Villa Santina e Tolmezzo, capoluogo carnico con belle costruzioni. Qui, in località, Ponte Avons, con Verzegnis e il suo bacino artificiale, inizia l’ascesa fra boschi al GPM di 2^ cat., ai m. 955 di Sella Chianzutan, salita di km. 11,800 per superare un dislivello di m. 675. Le percentuali di pendenza sono 6,1% per la media con la massima all’11%.
C'è il passaggio in provincia di Pordenone con discesa articolata a carreggiata assai ristretta verso San Francesco e Anduins, in Val d’Arzino. Caratteristica è la conformazione rocciosa per l’arrampicata sportiva che, con le sorgenti solforose, si trovano ad Anduins. Si procede in pianura con una veloce entrata-uscita ancora nella provincia di Udine, a Flagogna, e immediato rientro in quella di Pordenone per Pinzano al Tagliamento, centro caratterizzato dalla struttura a sbalzo dell’ardito ponte in cemento armato.
Si raggiunge Sequals, il paese di Primo Carnera (1906-1967), che lo ricorda con un museo nella casa natale, personaggio d’immensa popolarità, sinonimo di forza, campione mondiale di pugilato pesi massimi, una vita vissuta intensamente al di qua e al di là dell’Atlantico.
Si prosegue per l’importante centro di Maniago, con edifici di valore monumentale, dove continua fattivamente l’antica tradizione di produzione della coltelleria con le radici nel medioevo. Si supera la diga di Ravedis con il lago artificiale, nel comune di Montereale Valcellina per raggiungere infine Aviano. La cittadina, con il suo bel Duomo, le sue pregevoli ville in stile veneto, le sue attività, è nota pure la base e l’aeroporto dell’Aeronautica Militare, struttura di rilevante importanza.
E’ proprio da Aviano che inizia la salita di Piancavallo, arrivo e GPM di 1^ cat., con un dislivello di m. 1131superati in km. 15,400 con pendenza media del 7,3%, e la massima al 14%. E’ nei primi 11 km. circa che la pendenza non “molla” mai, sempre attorno al 9% e con le “punte” già riferite. In seguito la percentuale si abbassa per riprendere, in forma più leggera, specialmente nel tratto dell’ultimo chilometro che è solo dell’1,5%.
Piancavallo, stazione sciistica nata negli anni 1960, sorge in una conca del versante orientale del Monte Cavallo, nei pressi della Foresta del Cansiglio che si estende anche nel vicino Veneto. E’ stata sede di gare di coppa del mondo femminile di sci alpino e di un rally automobilistico. Ciclisticamente è stata scoperta, dopo gare locali, dal Giro d’Italia dilettanti nel 1977, vinta dal minuscolo spagnolo Vicente Belda, poi valido professionista e riproposta da Ugo Caon nel suo Giro del Friuli del 1980 con la vittoria, la sua prima fra i professionisti, in maglia Mobili San Giacomo, azienda friulana, del bergamasco Claudio Corti.
Lo smalto ciclistico di Piancavallo si collega al nome di Marco Pantani che nel 1998, vinse la 14^ frazione, Schio-Piancavallo, del suo vittorioso Giro, con 13” sui rivali Tonkov e Zuelle, in maglia rosa.
E’ l’ultimo arrivo in salita del GiroCento e presenta caratteristiche e pendenze atte anche a regolamenti di conti, a colpi di pedale naturalmente, per chi ne avesse voglia e, soprattutto, forza.
Giuseppe Figini
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