INIZIATIVE | 14/05/2017 | 09:49 La bicicletta è la prima amica e l’ultima compagna, è la prima libertà e l’ultima possibilità, è la prima volta e la penultima volta perché l’ultima volta non c’è e non ci sarà mai, è la prima avventura e l’ultimo giro.
La bicicletta è un neonato monopattino, una bambina con le rotelline, è una donna con il cestino, è un uomo da corsa, è alpina in montagna e miracolosa al mare perché sembra correre sull’acqua, ed è sempre vento anche quando manca l’aria.
La bicicletta è educata, sensibile, civile e civica, silenziosa, colorata, allegra, una cittadina modello. Non sporca, non rumoreggia, non invade. Ma accomuna, affratella, abbraccia. Così oggi, stamattina, adesso, se vedete una bicicletta, sorridetele. Sorridere a una bicicletta è sorridere alla vita.
Perché oggi è il giorno di Bicincittà. Oggi, per la trentunesima volta. Oggi, giornata nazionale della bicicletta, per chiedere sostenibilità aziendale e strade sicure. La Uisp coinvolge 34 comuni italiani, settantanove città italiane, più o meno trentamila persone a pedali.
Bicincittà è una pedalata aperta a tutti, non competitiva, su percorsi urbani o nei parchi, su distanze variabili dai 5 ai 20 chilometri. Il ritrovo è fissato solitamente nel centro storico delle città, si parte tutti insieme a velocità controllata, in molti casi si toccano siti simbolici importanti e si ritorna nel luogo di partenza, tra ristori, feste e esibizioni di varie attività sportive. I valori nazionali di Bicincittà - aria pulita e strade sicure - si incrociano con urgenze e tematiche sociali individuate territorialmente. Ad Aosta si pedala contro il bullismo. Nella provincia di Salerno si parte da dieci diversi comuni e si arriva tutti insieme a Nocera Inferiore per chiedere percorsi ciclabili. Bicincittà è anche solidarietà per sport, e si promuove un progetto o un’associazione umanitaria. Ad Alessandria, Cosenza, Enna e in un’altra cinquantina di città si sostiene il progetto nazionale Uisp in Libano con Terre des Hommes, a favore dei bambini siriani che fuggono dalla guerra. Ad Ancona la Adisco, per la donazione del cordone ombelicale. A Foggia un progetto contro la Sla.
A unire Giro d’Italia e Bicincittà c’è così una sottile linea culturale, ideale, umanitaria. E’ quella tracciata dalle due ruote. Pedalare – e lo si capisce proprio in quelle città dove la bici non ha diritto di residenza – è rispetto, solidarietà, integrazione, pace.
Cioa Marco,
scusa se ti scrivo qui, ma non ho altre alternative.
Sono Claudio di Reggio Emilia, appassionato di clicismo, tuo grande lettore ed estimatore; ti ricrodareai di me spero, ci siamo visti tante volte sulle strade del Giro d'Italia e non solo. Visto che quest'anno il Giro fa tappa proprio a Reggio, ho pensato: "Se come l'anno scorso segui la Carovana Rosa per conto tuo e non sai dove mangiare, dormire, riposare, scrivere, leggere, ecc... beh sappi che casa mia è sempre a disposizione... anche solo per un semplice caffé e due chiacchiere. Semmai per l'ora del Pasto...
Altrimenti spero di intravederti lo stesso il giorno dell'arrivo o della partenza tra un corridore e l'altro (quest'anno a Reggio ci va proprio grassa!!!)... e se proprio non ci vedremo, ne approfitto qui per ringraziarti ancora una volta per quello che e per come lo scrivi.
Viva la bicicletta!
Un caro saluto,
Claudio Sandonà.
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