SCARONI CREA, SILVA VA IN GOL. E INTANTO PELLIZZARI FA L'OMBRA DI JONAS

di Pier Augusto Stagi

Guillermo SILVA. 10 e lode. Scaroni se lo prende a cuore e lo pilota come un vero pesce pilota. Tempi di passaggio perfetti, rientrano sui quattro di testa giusto in tempo per andare in gol. Scaroni (voto 10) lo sa, ha capito tutto: se lo prende sotto braccio e lo porta lì, dove non può assolutamente sbagliare: c’è solo da accompagnare il pallone in rete quasi a porta vuota e il sudamericano lo fa bene. La banda dei celestini è lì da vedere, uno lo vedi molto meglio, perché adesso è anche tinto di rosa.

Florian STORK. 8. Il tedesco della Tudor non scherza affatto, fa tutto maledettamente bene e fino in fondo. Per un niente non si prende tutto, ma Silva ha preso la rincorsa.

Giulio CICCONE. 8. Non ha il passo per tenere lo scatenato Vingegaard e il resiliente Pellizzari, ma Giulio ha la testa per lottare sempre e comunque. Sembra perso tutto, poi alla fine per poco non si va a prendere tutto.

Christian SCARONI. 10. Fa il regista senza macchina cinematografica: ha tutto in testa. Gli è sufficiente alzare la testa per capire il da farsi.

Matteo SOBRERO. 7,5. Si mette in modalità aiuto per il Cicco e lo aiuta.

Jonas VINGEGAARD. 8. Il danese è qui per vincere e lo fa capire immediatamente. Sulla prima vera salita del Giro, quella del Monastero, fa quello che vuole, con accelerazioni assassine che mandano in frantumi il gruppo. Prove tecniche di competizione: il danese c’è.

Giulio PELLIZZARI. 8. Lo segue come un’ombra e non si allunga neanche un po’: è sempre lì, bello appiccicato. Parte il “re pescatore” e lui risponde da par suo. È qui per dimostrare di avere gambe e testa. Chiaro, siamo alla seconda tappa, ma se il buon giorno si vede dal mattino, l’ombra non diventerà notte.

Lennert VAN EETVELT. 5,5. È lesto, lestissimo a prendere la ruota nel finale di Vingegaard e Pellizzari, poi però gioca a traccheggiare. Vuole stravincere e se arriva allo sprint ha davvero la possibilità di stravincere. Invece pensa bene di lasciare il peso della fuga solo a due uomini di classifica: va bene tutto, ma ha la possibilità di portarti a casa la tappa. Alla fine, chi troppo vuole nulla stringe.

Davide PIGANZOLI. 8. Deve lanciare il suo capitano e nel finale tutto dinamite, lui accende la miccia.

Egan BERNAL. 7. Sornione si porta in albergo i 6” di abbuono del Red Bull Km. Nella generale è lì, 3° a 4”.

Jan CHRISTEN. 6,5. Il ragazzino svizzero (ha 21 anni) è tutto pepe e distintivo. Si mostra e si danna, cerca di contrastare il vento in una giornata nera, nerissima per la Uae Emirates. Dopo aver perso Almeida prima ancora di incominciare, il team oggi si gioca in un sol colpo Vine e Soler che sono costretti a tornarsene a casa non prima di essere passati dall’ospedale. Anche Adam Yates non è messo meglio: arriva al traguardo con il volto che è una maschera di sangue e un ritardo superiore ai 13’. Giro finito.

Diego Pablo SEVILLA. 10. Paul ha la maglia rosa, Pablo quella azzurra. In verità Paul Magnier la deve cedere alla fine della tappa, lo spagnolo della Polti Visit Malta dopo l’ennesima fuga monstre rafforza la sua classifica di miglior grimpeur: la maglia azzurra Mediolanum è cosa sua. E se la porta in Italia.

Mirco MAESTRI. 9. Paperino è un maestro di attacchi e fughe, resistenze e alleanze. Qui c’è poco da allearsi: ha solo un suo compagno di squadra da proteggere e aiutare: lo fa alla grandissima.

Matteo MOSCHETTI. 17. Aveva ben altri programmi, come molti, come tutti. Ieri è finito nel ventilatore di una volata cattiva e lui ne è uscito con le ali spezzate. Pensava a ben altri record, si porta a casa quello di primo ritirato del Giro, causa di una commozione cerebrale.

Wout WEYLANDT. 108. Vittima di una tragica caduta lungo la discesa del Passo del Bocco, in frazione Isola di Borgonovo di Mezzanego nella terza tappa del Giro 2011, il ragazzo di Gand perde la vita a soli 27 anni. La corsa rosa, da allora, ha ritirato il suo numero dorsale 108. Oggi la Lidl Trek di Luca Guercilena l’ha ricordato correndo con il lutto al braccio.

 

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