PEDERSEN E ROGLIC FAN LE COSE PER BENE, VACEK SORPRENDE, MALE PIDCOCK, VAN AERT E GAUDU

di Pier Augusto Stagi

Mads PEDERSEN. 10 e lode. Nella terra degli schipetari un danese è re. È lui a vincere il Giro di Albania, con due frecce finite a bersaglio e due maglie rosa che sono una primizia per il ciclismo danese: mai nessuno, prima di lui, era riuscito a vestire nemmeno per un giorno la maglia di leader della corsa rosa. Il capitano della Lidl-Trek ha questo merito, oltre a quello di aver onorato come pochi questa “tre giorni” nella terra delle aquile. Da domani cambiano gli scenari e incomincia ufficialmente il Giro d’Italia: vediamo se Mads ha sempre la stessa fame di vittoria

Primoz ROGLIC. 10. È lì, a 9” dalla maglia che lui ha vestito per un sol giorno, ma che ha intenzione di riprendersi un po’ più in là, quando ci saranno le condizioni giuste. Per il momento si è già messo, chi più e chi meno, tutti i diretti avversari alle spalle. È in rampa di lancio e, per uno che viene dal salto con gli sci, non è tipo che soffra di vertigini. Volare alto è sempre stato nelle sue corde; volare alto per restarci è la sua cifra distintiva

Mathias VACEK. 9. Il ragazzo ceco si è fatto vedere benissimo, ed è probabile che lo vedremo ancora. È, per il momento, la terza forza di questo Giro, un alleato di Pedersen e Ciccone targato Lidl-Trek. Ha solo 22 anni e un futuro radioso davanti a sé, anche se il contemporaneo vivere è già di consistente splendore.

Brandon MCNULTY. 7. L’americano della Uae Team Emirates XRG è una delle pedine del team emiratino che gioca con due punte: Ayuso e Adam Yates. L’americano è il metronomo di un team che si trova ad occhi chiusi, anche se le cose più importanti deve ancora farle vedere.

Isaac DEL TORO. 8. Il ragazzino messicano può essere alternativa e sorpresa, sicuramente un’opportunità in più, per un team (UAE) che non può fare a meno di lui.

Max POOLE. 6,5. Tre giorni e abbiamo immediatamente imparato a conoscere questo 22enne ragazzino della Picnic, formazione olandese, che non è venuta a fare gite fuoriporta. Max è già lì: in Poole position.

Antonio TIBERI. 6. È partito per arrivare a Roma molto meglio di un anno fa. La corsa è lunga ed è anche larga, speriamo che Antonio salga: sul podio.

Michael STORER. 6. Viene dal Trentino (leggi Tota, vinto) con ambizioni di fare classifica anche al Giro. È l’uomo di riferimento della Tudor, conoscendolo, sarà puntualissimo.

Giulio PELLIZZARI. 7. Ha solo 21 anni e una grande ammirazione per Tadej Pogacar. Oggi corre con l’altro sloveno, Primoz Roglic, in Red Bull con il compito di rubare il mestiere, impararlo, assimilarlo, farlo suo, per poi mettersi in proprio.

Richard CARAPAZ. 5,5. È venuto al Giro con la gioia di esserci, perché questa corsa gli piace. L’avvio non è stato brillantissimo, ma l’ecuadoriano è un diesel, e questi tre giorni erano per gente super.

Davide PIGANZOLI. 6. Il 22enne valtellinese del Team Polti Visit Malta è uno dei ragazzi più interessanti e attesi di questo Giro. Prime tre tappe non propriamente adatte a lui, ma nonostante questo, ha già ottenuto un piazzamento ed è lì, a soli 49” dalla maglia rosa.

Thomas PIDCOCK. 5. Era uno dei nomi più attesi anche in questa tre giorni albanese, per il momento non solo si è fatto desiderare, ma abbiamo anche dovuto aspettarlo. Andamento lento, dopo una primavera dispendiosa, sperando che a questo Giro non sia arrivato con le energie al lumicino.

Giulio CICCONE. 7,5. Generoso, reattivo, spumeggiante come pochi: fa quello che deve fare e lo fa alla Ciccone, con esuberanza e forza. Ha messo nel mirino la tappa di venerdì, a Tagliacozzo, casa sua, davanti ai suoi tifosi. Una tappa per poter poi provare ad alzare l’asticella.

Egan BERNAL. 5,5. Con quello che ha avuto, con quello che ha passato, il suo inizio è in linea con quello che ha avuto e quello che ha dovuto passare. Deve resistere, provare a non perdere troppo contatto, lui è da ultima settimana, per provare a stare lassù, dove osano le aquile e qualche anno fa osava anche lui.

Romain BARDET. 5,5. Inizio difficile, in attesa del difficile per andare via facile.

David GAUDU. 5. È già ad oltre un minuto il corridore della Groupama FDJ, parte con l’handicap, sperando di ritrovare il jolly.

Derek GEE. 5. Perde tanto terreno, speriamo che sia per una ricorsa.

Wout VAN AERT. 4. È chiaro che non sta bene, così come è altrettanto chiaro che ora dovrà cercare di ritrovare la condizione migliore cammin facendo. Giro tutto in salita, ma per il Van Aert che noi conosciamo non è un problema. Il problema, semmai, è quello di ritrovare lo smalto dei giorni migliori.

Lorenzo FORTUNATO. 7. Il bolognese della XDS Astana Team ritorna in Italia con una sua bella maglietta azzurra della classifica dei Gpm in dotazione. Maglia degli scalatori, per uno che è abituato a scalare, non le marce, ma le montagne. La parola a Marcello Marchesi, sublime umorista: «A scuola ero il miglior ultimo della classe».

Giovanni ALEOTTI. 7. È uno dei ragazzi italici al servizio di re Roglic. Il suo impatto con il Giro è più che convincente: efficace e solido come pochi, sempre nel vivo delle azioni, sempre utile al suo capitano. Generoso e operoso, il difficile per Giovanni deve ancora arrivare, ma partire così bene non è assolutamente facile.

 

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