Kwiatkowski, il corridore che c'è sempre
di Paolo Broggi

Per conquistare il tridente, ha infilzato tutti gli avversari. Senza vincere nemmeno una tappa, ma senza mai scivolare lontano dal vincitore, tanto sul piano quanto in salita. E perfezionando contro il tempo a San Benedetto del Tron­to l’«operazione Tirreno-Adria­tico» che aveva iniziato una settimana prima a Camaiore.
Michal Kwiatkowski non sarà mai un personaggio come il suo eterno rivale Peter Sagan (il loro testa a testa prosegue infatti da quando erano ancora juniores), ma come il campione del mondo ha una grande familiarità con la vittoria e lo ha dimostrato anche in una Corsa dei due Mari che, quanto a qualità di partecipanti, si è confermata una delle corse più ricche dell’intero calendario mondiale.
«Un successo che mi dà molta soddisfazione, anche se quest’anno avevo già vinto la Volta ao Algarve. Ma, con tutto il rispetto, qui c’era un altro livello di avversari, possiamo dire un livello straordinario. Questa maglia azzurra mi riempie d’orgoglio».
Kwiato è l’uomo che c’è sempre: alla Tirreno la Sky schierava Froome, che evidentemente non è ancora al massimo, e puntava su Thomas, che ha avuto un problema meccanico nella quarta frazione, ma alla fine si è trovata a portare alla vittoria il ventisettenne polacco che non perde un colpo.
«Io sono felice di essere qui, di far parte di questo meraviglioso team. Ho una grande opportunità di crescere in questa che è la squadra ideale per me e mi permette di lottare per grandi traguardi. Pensateci bene, se non ci fosse stata la Sky a permettermi di ottenere un ottimo risultato nella cronosquadre, io non avrei potuto vincere la Tirreno-Adriatico».
Con Sky può puntare anche a lottare per il successo in un Grande Giro?
«Ai Grandi Giri io ci penso e ci credo. Ho solo 27 anni, sono un corridore che sta ancora crescendo. E so bene che puntare a quegli obiettivi devo migliorare ancora a cronometro e sulle grandi salite, ma sono sulla strada giusta e sono convinto che prima o poi ci riuscirò».
Prima però ci sono le classiche...
«Quelle sono il prossimo obiettivo. A Sanremo mi è mancato qualcosa nel finale, forse a causa del freddo e della pioggia nel finale non sono riuscito ad essere brillante. Ma la Classicissima non è mai uguale a se stessa, ogni anno è diversa e imprevedibile. Io pe­rò sono abituato a guardare avanti e nel mirino ho le classiche delle Ar­denne, corse che mi piacciono e che mi si addicono. Anche Nibali punta a Liegi? Vuol dire che cercherò di prendermi la rivincita della Sanremo...».
Lei ed il suo team dovete convivere con il caso Sky: è un problema?
«No, per noi in quadra non è un caso. Purtroppo su questa vicenda sono state spese troppe parole da parte di chi non co­nosce come stanno le cose. Lasciamo che la giustizia sportiva faccia il suo corso, noi siamo compatti con Chris e lavoriamo in vista dei prossimi obiettivi. Che sono poi riassumibili in una sola frase: lottare per vincere tutte le corse più importanti del mondo».
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