Scripta manent
Nel nome di Knetemann

di Gian Paolo Porreca

Cara amica mia, non erano esattamente i Campi Elisi al Tour de France,- c’era una canzone di quei tempi, ricordi, al bar, “Champs Elysees”? - ma era pur sempre un bel vedere, il cronoprologo di Caserta, la sera di luglio, una sera di primo luglio.
Ci avrei messo volentieri un po’ di luna, non fa mai male, specie a chi ha un ricordo sospeso di troppo, nel cuore e nel pezzo da scrivere, ma di luna, al massimo c’era un dettaglio, sopra la Reggia e sul viale Giulio Douhet, in un cielo non smagliante, un cielo svogliato. Ha un so­prannome di estate, questa estate 2014.
(E l’estate di chi è poi, quando non la hai in te, quando è solo il tuo tempo scaduto ?).
Cara amica mia, tu che a sten­to riceverai messaggi da così lontano, e sai bene che non è un problema di posta, perché noi abitiamo ed amiamo ancora in quella stagione che non conosceva la frenesia incandescente e senza eco della e-mail - l’eco della voce tua, il “ciaooo” che accendeva il sole -, non puoi minimamente immaginare perché dopo tanti anni io torni a dedicarti un pensiero.
Sai, un venerdì sera di primo luglio, 40 righe da scrivere, “e mettici pure l’ordine di arrivo nel testo, semmai all’inizio, così la pagina la chiudiamo prima...”, come aveva raccomandato Franco il caporedattore, mi ritornava sempre lucido, inesorabile cesoia delle illusioni, quel concetto fisico di mio padre, “l’estate vera è giugno, quando il sole tramonta tardi”... E già, a luglio, nonostante l’abbuono dell' ora legale, il sole dietro i miei Aurunci se ne va un’ora abbondante pri­ma. (Ma non ti parlerò di solstizio, vanne pur certa).

Quell’estate che per me, che faccio ancora il cronista di ciclismo, non è stata mai una corsa, dopo di te. Al massimo, una rincorsa.
Sai, il filare degli spettatori era occasionale, su Corso Trieste, il percorso sulle due carreggiate di strada opposte, andata e ritorno con il giro di boa al Monumento ai Caduti lì in fondo, era una presenza a singhiozzo, ve­nerdì di luglio, ed il ciclismo mio non è mica il calcio degli spalti gremiti, in specie al Sud. E poi la sera quasi prossima alla notte, era già voglia di movida rampante, montava già alle 22 la frenesia di rimuoverle sia pure con il pensiero le transenne della gara, ti ricordi come ammiravamo nel dopocorsa la rapidità di quegli addetti a smontarle e a caricarle sul camion dell’organizzazione le transenne metalliche?
E tu, io a questo Giro non maggiore, sai il Giro Rosa, il Giro delle donne, peraltro, credimi, il più importante evento del ciclismo femminile nel mondo - sai quanto gliene può interessare a quest’ora e a quest’oggi -, non sei mai stata una transenna ri­movibile. Non ti ho spostata di traguardo in traguardo, di arrivo in arrivo, di ripartenza in ripartenza.

No. Tu sei stata, come il ciclismo, prima ed ultima. O ultima e pri­ma.
Ti scrivo, allora, perché un giorno vissuto insieme - il più bello di tutti -, mi torna alla luce inatteso, mentre sotto i riflettori delle moto della po­lizia stradale le ragazze del Giro Rosa partono ed arrivano, fasciate di seta, anche se il casco talvolta ne mortifica il sorriso, quasi tutte bionde, anche se tu, cucciolo di don­na, eri bruna di sangue... Un prologo breve come un soffio, pensa, per la prima ma­glia rosa, chi vincerà ci metterà meno di 2 minuti, oltre i 50 all’ora, un sospiro, tira dentro il fiato, come quando sussurravi “ti amooo...”, l’ultima volta prima di fuggire, sui larghi basoli di pietra di Corso Trieste, “ciao, Car­mi­ne”, “ciao, Amedeo..”, gli ami­ci storici del ciclismo.
Ti scrivo, allora, perché nel mio spirito di servizio, nell’amore profuso o nel lavoro onorato, mi accompagna ancora quella sfumatura grigia di perfezionismo: già, stare sempre sulla notizia, sapere prima se il Giro 2015 partirà dal Sud, ricordare ricordare, ricordare prima degli altri un evento, una ricorrenza, prima degli altri che hanno capito meglio di me - ma non ci voleva molto, dopo di te - che ricordare o dimenticare è la stessa cosa in fondo. Facciata A e facciata B di un unico 45 giri.
E così, il mio gusto dei nomi, ti chiamavo nell’amore perduto Leida, e tu solo sai il perché, mi ha portato come sempre a spulciare il foglio delle iscritte alla corsa. Le favorite - Vos, Longo Bor­ghini, Ratto, Ferrand Prevot, Abbott, Cooke -, non solo, ma i nomi ancor più, nomen est omen, per quella mia mania-magia per i nomi fiamminghi ed olandesi, non chiedermi neppure tu il perchè, nulla nella mia vita di oggi merita la chance di un nuovo perchè. Io sono solo una firma in calce.

E così, a Caserta, fra le ragazze della RusVelo e del Team Giant, della Lotto Belisol e della Servetto, della Orica e della Cipollini Galassia, mi è balzato allo sguardo e al cuore un nome: Roxane Knete­mann, la numero 105.
Ma sì, - e non dire no, amica mia -, Roxane, proprio la fi­glia di Gerrie Knetemann, il campione del mondo olandese, scomparso mentre faceva una passeggiata in bici nel 2004, proprio lei.
E così, a Caserta giusto, sei tornata al comando tu, come nell’estate del ’78, quando avevi per un breve sogno condiviso l’elogio della mia fantasia olandese. Ed insieme avevamo gioito davanti alla Tv di casa tua, a Napoli, per la vittoria di quello straniero familiare al Mondiale del Nurburgring - una volata spasmodica contro il favorito di tutti, un italiano poi, Fran­cesco Moser -, senza che gli alt­ri capissero. Gerrie Knete­mann, domenica 27 agosto 1978, l’olandese con i Ray-Ban, elegante in fotografia, la maglia Ti-Raleigh, ma come fate a non ricordare? La figlia di Knetemann, qui.
E così, ho pensato a te, non ho destinazioni diverse, e sul giornale ho dovuto privilegiare ovviamente la notizia. Prima Annemiek Van Vleu­ten, un' altra olandese della Rabobank... Ma già questo non importava più.
Tu restavi, come Roxane, scolpita in prima pagina, ben oltre le 40 righe dettate. Tu restavi, adesso lo ricordi di certo, te lo leggo negli occhi, e ti passi la mano fra i capelli, a cena a Caserta Vecchia, “Alla Castellana”, a festeggiare quella sera di domenica una vittoria altrui, che nel Duomo e davanti al Castello - ridatemi Caserta Vecchia ed un’altra stagione -, sembrava interamente nostra. Eravamo una emozione invidiata, forse troppo, illeggibile per lo sguardo degli altri.

La sera di questo luglio non era la sera di quell’agosto. E non ho più spazio dentro e fuori questa pagina, nè per me, nè per te. Rivedo Knetemann, dopo quella vittoria incredibile, piangere di gioia, seduto sul gradino basso del podio, non si sentiva chissà degno di quello più alto, con le mani sugli occhi. Poi, fino a stasera, perduta amica mia, salutami la tua estate, non ricordo altro che conti.


Gian Paolo Porreca,
napoletano,
docente universitario
di chirurgia cardio-vascolare,
editorialista de “Il Mattino”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Il conto alla rovescia per il Giro d’Italia 109, che prenderà il via l’8 maggio dalla Bulgaria, ha raggiunto ieri il traguardo simbolico dei 100 giorni alla partenza. Per celebrare questo momento, le 40 città che ospiteranno le 21 tappe...


Prima di tutto, cominciamo ad abituarci al suo nuovo nome: Tour Auvergne-Rhône-Alpes. La denominazione Critérium du Dauphiné va in archivio per scelta degli organizzatori che vogliono così rendere omaggio all'intera regione che ospita la corsa e anche allargarne un po'...


Si annuncia particolarmente spettacolare e partecipato il Tour de Romandie che, dal 28 aprile al 3 maggio prossimi, colorerà le strade della Svizzera orientale. La 79ᵃ edizione della corsa a tappe elvetica, usuale antipasto del Giro d’Italia che prenderà...


Nelle corse di questi giorni si possono scovare diverse novità, alcune presentate da poco, altre ancora “segrete” anche se già ampiamente affidate ai team. Quella che vediamo sulla Cannondale di Marijn Van Der Berg del team EF Education - EasyPost ha forme...


La Red Bull - Bora Hansgrohe è pronta per un importante appuntamento che apre la nuova stagione. Al Trofeo Ses Salines in Spagna, faranno il loro esordio stagionale Remco Evenepoel e Florian Lipowitz. Sarà la loro prima gara insieme come...


Sam Welsford (INEOS Grenadiers), campione nazionale australiano della criterium e vincitore di una tappa del Tour Down Under, conferma la sua predisposizione per le gare veloci e dai continui rilanci e mette la sua firma sul Cadel’S Criterium disputato nel...


Si allunga di altre tre stagioni il matrimonio di Ben Healy con l’EF Education-Easypost. La formazione a stelle e strisce, a cui va il merito di aver avviato nel 2022 la cavalcata tra i grandi del pedale del venticinquenne...


Sei. È questo il numero da cui, a metà febbraio, Tobias Halland Johannessen ripartirà per la sua quinta stagione da professionista. È in sesta posizione, infatti, che il ventiseienne di Drøbak ha chiuso l’ultimo Tour de France, un risultato...


Volata chiama e Martina Fidanza risponde. La ventiseienne bergamasca della Visma Lease a Bike si è imposta in volata nel Cadel's Criterium anticipando Marta Lach e Barbara Guarischi, entrambe del Team Sd Worx Pro Time. La gara Australiana, inserita nel...


Dall’1 al 5 febbraio, il Velodromo di Konya (Turchia) ospiterà i Campionati Europei Elite su pista UEC, uno degli appuntamenti più attesi della stagione continentale. La rassegna vedrà al via 315 atleti in rappresentanza di 30 nazioni, confermandosi come un...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024