Gatti & Misfatti

Addii e arrivederci

di Cristiano Gatti

Se ne va Valentino Ros­si, se ne va Federica Pellegrini, ricomincia in un altro modo Buffon, ricomincia in un altro modo Nibali. È un anno così, pieno zeppo di addii e arrivederci, tanto per ricordarci l’unica legge universale che noi uo­mini dimentichiamo sempre: panta rei, tutto passa, e non c’è verso di cambiare le cose.

Com’è ovvio e inevitabile, con gli addii e gli arrivederci si scatena a ruota tutto il dibattito etico-esistenziale del pubblico, che ogni volta alza la paletta per giudicare come questo o quest’altro mito se ne va, o non se ne va. Siamo sempre bravissimi, tutti quanti, a spiegare come bisogna vivere, di conseguenza anche come e quando bisogna smetterla. Ci fossero almeno giudizi universali e definitivi. No, non esiste, ciascuno ha la sua teoria e ciascuno è ovviamente convinto di avere la soluzione per­fetta. La più gettonata, quella che rende di più in termini di consenso nelle cene tra gente che la sa lunga e che sa come si sta al mondo, è quella secondo cui bisogna essere capaci di lasciare quando sei all’apice, prima che compaiano le prime crepe. Che bravi, questi qui: uno vince chissà cosa e poi con annuncio plateale strappa le lacrime dicendo addio, è il mo­mento di smettere, voglio essere ricordato come il mi­gliore di tutti, non come un babbione che prende sberle dai ragazzini.

Certo, è una soluzione poetica, piena di fascino, ma mai che proviamo a chiederci se è anche così percorribile. Ma sì, proviamo a immedesimarci: an­che perché comunque tutti quanti, nei rispettivi campi, possono trovarsi davanti allo stesso dilemma: quando è il mo­mento giusto di levarsi dalle scatole?

A me viene in mente un esempio quasi commovente. Riguarda un caro amico di noi della fa­miglia tuttoBICI, un grande giornalista, che nella sua vita ha saputo scrivere di materia plumbea come la politica in modo divertente, tante volte persino spassoso. Si chiama Giovanni Cerruti. Il giorno dopo il suo pensionamento, quest’uomo singolare, questo giornalista appassionato, ha detto vi saluto, mi ritiro in campagna con i miei asini e non scriverò più una riga. Co­sì ha detto e così ha fatto. Una grossa perdita per il giornalismo, soprattutto per il giornalismo arido e piatto del giorno d’oggi, ma un fulgido esempio di fermezza. Dob­bia­mo anche dire che è l’esempio perfetto di come bisognerebbe fare sempre, in tutti i casi? Di sicuro non lo dirò io, che sin da bambino sogno di morire a 135 anni con la penna in mano.

E allora, cosa sono io, io e quelli che cercano di coltivare la propria passione fino all'ultimo respiro, vedi i Buffon in serie B, vedi Nibali avviato ai 40 anni in bici tipo Valverde, cosa siamo, gente senza dignità, senza orgoglio, senza niente?

Se nessuno s’offende, io direi questo: è fondamentale che ciascuno conosca se stesso (già detta da ometti come Socrate e Nietz­s­che, lo riconosco) e che di con­seguenza prenda la strada più giusta per sé. Quella capace di regalare serenità, diciamo pure un minimo di felicità, nei momenti difficili delle scelte più ardue. C’è chi preferisce dare un taglio netto al primo comparire di certi se­gnali - mi vengono in mente Saronni e Bugno, restando a noi -, e c’è chi invece preferisce tirare in lungo il più possibile, vivendo l’unica vita che gli pare degna d'essere vissuta, a modo suo, nel modo che gli piace di più, e in questo caso mi viene in mente Moser.

Certo, bisogna intendersi. Punto primo: nessuno deve pensare di essere nel giusto. Serve rispetto sempre, soprattutto quando un campione - ma anche un ragioniere di banca - viene sbrigativamente invitato alla porta da quelli che credono di avere la soluzione perfetta in tasca. Ciascuno ha il suo mo­do e i suoi tempi, questa la verità. Resta inteso però an­che un punto due: tutti questi discorsi valgono se a decidere non sono le bieche questioni di palanche, perché a quel pun­to è davvero troppo facile dare del penoso a chi la tira in là solo per quattro soldi in più, senza più la minima vo­glia, senza più un briciolo di entusiasmo. Si rispetta solo chi vive fino all’ultimo giorno l’emozione del primo giorno, dev’essere chiaro e pacifico. E anche in questo caso, il campione che preferisce continuare, persino scendendo in serie B, persino arrivando sempre a un quarto d’ora, deve aver ben chiaro le nuove regole del gioco: ci sta che i giudizi non siano più rose e fiori. Se c’è un personaggio insopportabile è il campione tardone che di­venta acido e permaloso, quel­lo che quando gli fai no­tare di aver preso un gol da pollo o essersi staccato sulla prima salita, guarda il mondo di traverso e risponde offeso: pretendo rispetto per la mia carriera. Ecco, patti chiari e amicizia lunga: il rispetto è eterno e intoccabile per ciò che è stato, ma se da vecchio ti senti dire che sei una frana non è una mancanza di rispetto, è semplicemente che sei una frana.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
I tre chilometri del cronoprologo disputato a Villars-sur-Glâne sorridono a Dorian Godon. Il corridore della INEOS Grenadiers ha concluso la prima frazione del Tour de Romandie 2026 facendo registrare il tempo di 3 minuti e 35 secondi che gli è...


Il francese Mathéo Barusseau, portacolori della Vendée U-Primeo Energie, ha vinto oggi la quarta tappa del Tour de Bretagne, la Ploërmel - Briec-de-l'Odet di 204, 7 km. In un finale scoppiettante, Barusseau ha preceduto Bogdan Zabelinskiy (Aarco) e Aubin Sparfel...


Addio ad Angelo Redaelli, una delle colonne storiche della gloriosa Salus Seregno dell’indimenticato presidente Giuseppe Meroni. Classe 1959, aveva compiuto 67 anni lo scorso 14 marzo. Redaelli si è spento dopo aver combattuto per oltre un anno contro una malattia...


Parla colombiano la terza tappa del Giro di Turchia 2026. Con un assolo lanciato ai 4500 metri dal traguardo, Ivan Ramiro Sosa ha infatti conquistato la Marmaris-Kıran regalandosi la prima gioia personale dall'ottobre del 2022. Trionfando con 9 secondi su...


Kristiāns Belohvoščiks, 24enne figlio dell’ex professionista Raivis, ha vinto la prima tappa del Tour du Bénin. Il ciclista lettone, da quest’anno in forza alla Continental tedesca Bike Aid, si è imposto in uno sprint ristretto avendo la meglio Alexandre Mayer,...


Dal 3 al 9 agosto 2026, la Polonia tornerà ad accogliere i grandi protagonisti del ciclismo internazionale. Tutte le squadre titolari di licenza UCI WorldTour saranno infatti al via dell’83º Tour de Pologne, a conferma del prestigio e del ruolo...


Il team ciclistico INEOS Grenadiers e Netcompany, una delle aziende tecnologiche più ambiziose d'Europa, hanno annunciato oggi una nuova partnership quinquennale che li vedrà co-titolari. Questa collaborazione rappresenta una delle più significative partnership tecnologiche e commerciali nel ciclismo professionistico e...


È il 28 aprile e proprio oggi in occasione del prologo a cronometro del Tour de Romandie sarà il Campione del Mondo della corsa in linea Tadej Pogačar a portare in gara la nuova Colnago TT2, un prototipo che mostra al mondo quanto la casa...


Serenità e leggerezza. È questo ciò che, a primo impatto, si percepisce incontrando Stefano Oldani al Giro di Turchia, corsa in cui il ventottenne milanese è impegnato in questi giorni con indosso la maglia di quella che, dopo il...


Può una cena condizionare la resa atletica di uno sportivo nella giornata successiva? Potremmo dirvi di sì e ci sono davvero molti aspetti da tenere in considerazione per preparare una buona cena, dormire bene e recuperare al meglio. EthicSport ed i suoi...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024