Rapporti&Relazioni

Sempre e solo ciclismo

di Gian Paolo Ormezzano

Un tempo facevo il giornalista vero, di quelli che stanno molto in tipografia e però sono anche inviati speciali, fanno di tutto e talora fanno anche carriera. Poi è cambiato il mondo, e intendo il mondo tutto e quindi anche il mondo mio. Me lo hanno sfilato da sotto senza che me ne accorgessi e adesso, parlando del mio giornalismo, rischio di fare an­tiquariato povero e tarlato dai dub­bi di quelli che amorevolmente o diabolicamente fanno finta di spartire le mie bellissime cosacce che estraggo dalla memoria  e am­mollo.
Più volte ho sognato di mettere in­sieme, per me e magari per tut­toBICI che mi vuole tanto bene, una sorta di antologia dei ricordi miei più speciali. Poi mi accorgo che mi manca un criterio univoco di scelta, e conseguentemente an­che di offerta a chi eventualmente è interessato a questa mia acrobazia. Di questa mia riserva mentale comunque mi rendo conto, ed è già un progresso rispetto a quando semplicemente sbatto contro una autodomanda tanto aulica quanto severa: ma di queste cose mie può fregare qualcosa a qualcuno?

A questo punto devo però rassicurare l’eventuale lettore ignoto, giunto sin qui sulla strada impervia e rugosa della mia esposizione/confessione, Non voglio assolutamente procedere, qui e adesso, alla raccolta di cui sopra, e dunque men che mai ho in progetto di rifilarla ad altri, ma­gari approfittando dell’eccessiva democrazia di questa testata. No, mica voglio am­mol­larvi la storia di quella volta che…, la memoria di quella sera in cui…, l’onanismo ad­dirittura di giocare al gioco di come sarebbero finite le cose se in­vece… No, ho soltanto l’intenzione di sbattere ad­dosso a chi mi leg­ge (così impara…) la domanda insieme spicciola, assoluta, cosmica, grave e gre­ve nonché senza ri­sposta. Eccola: come mai in questo giocaccio - in­centrato su memorie di lavoro semplicemente perché la mia vita è stata essenzialmente di lavoro - mi vengono in mente soltanto storie di ciclismo, e non an­che di calcio, di atletica, di nuoto, di sci, di automobilismo, di basket, di pugilato, sport importantissimi che ho se­guito in venticinque Olim­piadi e molti Mondiali, tanto per dire anzi per strafare? Come mai  pressoché tutto il giornalismo mio da ricordare, sanguigno e af­fannoso, benedetto e maledetto, è di natura ciclistica?

Come mai ho seguito da Cap Canaveral e da Houston l’avventura spaziale  dal­l’A­pollo 11 che nel 1969 ha portato il primo uomo, Neil Armstrong, sulla Luna (scrissi di primato mondiale di salto in alto!), e però quando penso ad Armstrong pen­so all’altro, Lance, quello “no­stro”, quello che che sapete, bypassando Louis il cantante jazz? Co­me mai ho fatto soltanto cento me­tri di una gara ciclistica prima di cadere, lussarmi una spalla e smetterla con ogni ulteriore velleità ago­nistica di quel tipo, eppure quando - spesso - mi sogno trionfatore in una grande prova sportiva sono in bicicletta al Parc des Prin­ces, che neppure i parigini san­no più dove è? Mi rendo conto che in altre occasioni, e spesso su queste pagine, ho cavalcato la domanda, però non così direttamente, e allora la sminuzzo per darle un gusto nuo­vo, così: come mai in trent’anni di tipografia ho fatto migliaia di titoli di un quotidiano sportivo persino importante e ricordo soltanto quel­li ciclistici, e casomai uno calcistico ma legato alla bicicletta? Dico “Din-don-Dancelli” della Mi­lano-Sanremo 1970, quando suonarono a festa le campane per il ciclismo italiano tornato alla vittoria nella Classicissima dopo 17 an­ni di dominazione straniera, dico “L’uomo è andato sulla Luna ma il ciclismo ha un campione mondiale che si chiama Ottenbros”, dico “Og­gi Zandegù vince il Giro delle Fiandre” (e lo vinse, massì).

Nel calcio lo scudetto del mio Torino 1976 venne celebrato dal direttore di Tuttosport, che ero io, con il titolone “Toro, lassù qualcuno ti ama”, sopra i grossi caratteri c’era la fo­tografia dei caduti di Superga. Fu un mio “furto” al ciclismo: quella scritta, con Gianni al posto di To­ro, stava nella mia memoria dal 1966, per dieci anni l’avevo conservata in freezer, era su uno striscione dedicato a Gianni Motta vittorioso nel Giro che si concludeva a Trieste, ed echeggiava il ti­tolo di un favoloso film di boxe, con Paul Newman nella parte di Rocky Graziano, pugile italoamericano davvero esistito, e grandissimo.

E come mai l’altro giorno, ritrovato Domenico Qui­ri­co, il giornalista mio amico e collega in tanti anni La Stampa, nel 2013 vittima in Siria di un lun­go rapimento che ha fatto epoca, ci siamo messi immediatamente a parlare di ciclismo? Lui maratoneta (anche) mi aveva spinto a correre la maratona, da me fatta e finita due volte: e se io magari, scrivendo dal Tour, l’avessi spinto a scalare, a 67 anni, l’Izoard? Non ho osato chiederglielo, troppo bella l’ipotesi per rischiare un “ma va là”. O forse Quirico mi avrebbe detto di non fargli perdere tempo a parlare d’altro, lui voleva raccontarmi tutto il suo Izoard, avevo letto il suo articolone su a La Stampa ma era chiaro che teneva altri particolari magari proprio per me, e allora pedalando col pensiero proprio di un inedito Izoard gli ho raccontato, quella volta che Balma­mion…

P.S.: Balmamion non è un cognome di fantasia, c’è una vicenda sua, molto umana, che non ho mai scritto e che penso non scriverò mai, a Domenico l’ho narrata a vo­ce, isolati noi due nel mezzo di una affollatissima piazzetta di paesello del suo Astigiano.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Anche nella prossima stagione, Stefano Oldani vestirà i colori della Caja Rural-Seguros RGA. In una formazione che sta rinnovando profondamente il proprio organico, il corridore lombardo resta un importante punto di riferimento: approdato nel team all'inizio di questa stagione, Oldani ha subito...


Dopo quasi due decenni insieme, Specialized e Soudal Quick-Step si sono separate al termine della stagione 2026. Dal 2027 la squadra belga correrà con biciclette Merida, aprendo un nuovo capitolo della propria storia. La collaborazione era cominciata nel 2007, quando...


Caro direttore, propongo alei e ai suoi lettori una riflessione sul sistema WorldTour, sul futuro delle squadre Professional e sulle prospettive del ciclismo italiano. Ricordo ancora quando, nei primi anni Duemila, partecipai ad Aigle, presso la sede dell'Unione Ciclistica Internazionale,...


I più attenti lo avranno già notato quando l’UCI ha annunciato i calendari per la stagione 2027: nelle corse internazionali italiane di aprile, venete in particolare, c’è un piccolo ma significativo cambiamento per quanto riguarda date e collocazione del Trofeo...


Continental svela oggi la Collector’s Edition del Grand Prix 5000 S TR,  realizzata in stretta collaborazione con il pluricampione del mondo e vincitore del Tour de France Tadej Pogačar. Continental va oltre e la semplice operazione basata sulla nuova estetica del...


Dopo aver annunciato l'arrivo di tanti giovani, il Team Jayco AlUla chiude la sua campagna acquisti in vista della stagione 2027 con un corridore di esperienza: lo scalatore danese Mikkel Honoré. Il ventinovenne andrà a rafforzare l'organico della squadra nelle...


Simbolicamente iniziato sui Campi Elisi, quando il primo britannico nella storia vinse il Tour de France, il viaggio con papà di Ben Wiggins continua. Bradley, campione olimpico nel magico 2012 che lo vide prima imporsi alla Grande Boucle, non potrà...


Dopo tre stagioni si concluderà a fine 2026 il rapporto professionale tra Giada Borghesi e la Human Powered Health. La 23enne trentina da gennaio passerà alla Lotto Intermarché Ladies per iniziare un nuovo capitolo e lasciarsi alle spalle una stagione...


Ieri a tarda sera la SA Vendée Cyclisme ha emesso un comunicato riguardante il proprio futuro e l'assenza nell'elenco delle formazioni che hanno già completato l'iter per la richiesta della licenza ProTour per il 2027. Sappiamo da tempo che la formazione...


C'è il Giro d'Italia. E il Giro d'Italia accende non solo la primavera ma anche la fantasia, i sogni, le voglie, i desideri, le speranze. E' una fabbrica di emozioni, un'officina di energie, una caldaia di sentimenti. Questa forza terrestre...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra