QUANTO VALE UN GRAND DEPART?

INCHIESTA | 30/12/2016 | 07:21
Non è più solo una questione di ciclismo. È marketing, in­vestimento, programmazione, promozione, ricerca. Il Grand Départ di una corsa a tappe di tre settimane è diventato uno degli hap­pening più attesi di tutta la stagione. Tanto Aso, per il Tour e la Vuelta, quanto RCS Sport per il Giro hanno la coda delle città candidate ad ospitare la partenza: ci sono i progetti più realizzabili, come quelli dalle città della na­zione ospitante o dei Paesi limitrofi, e quelli al momento meno praticabili, co­me il sogno di partire dal Giappone o dagli Stati Uniti.

Ma quanto costa e che ricaduta ha un Grand Départ sulla città e la regione che lo ospitano? Una prima risposta - molto interessante anche se forzatamente parziale, perché non può ancora tenere conto dell’onda lunga che viene generata dal punto di vista turistico - la fornisce il Consiglio Dipartimentale della Manche, la provincia che ha ospitato quest’anno i primi tre giorni del Tour de France. Che parla di successo incredibile e lo dimostra numeri alla mano.

APPLAUSI. «Faccio parte dell’organizzazione del Tour da dodici anni e mi sen­to di assegnare la ma­glia gialla alla Man­che e all’intera Nor­man­dia. Il Grand Départ del Tour 2016 è stato incontestabilmente un grande successo»: le parole di Christian Pru­dhom­me non lasciano dubbi sull’accoglienza che la Grande Boucle ha ricevuto nello scorso mese di luglio.
Centinaia di migliaia di spettatori lun­go le strade, centinaia di comuni che hanno accolto la carovana vestendosi di giallo e con i colori nazionali francesi, paesaggi straordinari, un patrimonio artistico dal valore incommensurabile, la palpabile fierezza della gente della Manche, un numero incredibile di bandiere della Normandia, vincitori di tappa di valore mondiale e momenti in­tensi e di grande emozione: tutto questo è stato il Grand Départ del Tour 2016.

NUMERI. Grazie alla partnership con Orange, il Dipartimento della Manche e Manche Tourisme hanno potuto usufruire del sistema di rilevamento Fluxvision che si basa su telefoni cellulari, consentendo di avere una misurazione concreta del flusso di popolazione su una ristretta porzione di territorio e di analizzare - ovviamente in maniera anonima - la tipologia dei visitatori presenti alla partenza, all’arrivo e lungo il tracciato di ogni tappa, di classificare i residenti nella Regione, i turisti francesi e stranieri e gli escursionisti, vale a dire co­loro che si sono spostati nel solo giorno dell’evento, senza pernottare.
In totale sono state 878.000 le persone presenti nei tre giorni alle partenze e agli arrivi di tappa e lungo i 435 km di corsa affrontati nella Regione. Di questi, il 50% sono residenti mentre l’afflusso di turisti è stato di 438.710 uni­tà, dei quali 205.673 hanno soggiornato in zona per almeno una notte mentre 233.037 sono stati protagonisti di una “toccata e fuga”.
Il 76% dei turisti erano francesi, mentre il 24% proveniva da Paesi stranieri.
Tra i turisti francesi, il 32% proveniva dagli altri dipartimenti della Nor­mandia, il 18% dalla regione di Parigi e il 14% dalla ciclistissima Bre­tagna.
Tra gli stranieri, il 29% è arrivato dal Re­gno Unito, il 19% dalla Ger­mania e l’11% dal Belgio, poi a seguire dall’Olan­da, i Lussemburgo dagli Stati Uniti.

LA RICADUTA. Il budget per l’organizzazione del Grand Départ è stato di 5 milioni di euro dei quali 2,6 mi­lioni sono stati garantiti dal Con­siglio Diparti­mentale della Manche e 1,3 mi­lioni dalla Regione Nor­mandia. Per calcolare la ricaduta immediata sulla Regione, alla luce delle cifre in­dicate prima, bisogna rifarsi ai risultati dell’inchiesta «Suivi de la Demande Touri­stique» cha ha calcolato la spe­sa media di un turista nella Regione nel 2015: si tratta di 74 eu­ro per un turista soggiornante e di 32 per un escursionista. Ap­plicando questa spesa ai turisti presenti al Gran Départ si ot­tiene una cifra di 22,6 milioni di euro spesi in soli tre giorni. Una cifra che, seppur forzatamnente approssimativa, dà im­me­diatamente idea del successo dell’iniziativa.
«Queste cifre confermano la previsione che avevamo stimato e cioè che per ogni euro investito ci sarebbe stata una ricaduta 4 o 5 volte superiore - spiega Jean-François Le Grand, presidente dell’Asso­ciazione del Grand Départ del Tour 2016 Manche-Normandie -. E a questo numero dobbiamo aggiungere anche altre ricadute, queste meno facili da calcolare, che riguardano per esempio i soldi spesi dagli stessi abitanti del Dipartimento per seguire la corsa, dai 4.500 componenti della carovana, dagli spettatori che hanno assistito alla presentazione delle squadre a Sainte-Mère-Église, dai partecipanti e dai suiveurs della Pedalata Grand Départ a Carentan o ancora dagli spettatori che hanno assistito a tutti i concerti che hanno preceduto l’arrivo del Tour de France. Io credo davvero che il Di­par­ti­mento della Manche sia uscito più for­te, conosciuto e competitivo da questa esperienza».

Una valutazione, questa, confermata dal presidente del Consiglio Dipar­timen­tale Philippe Bas: «Non ci siamo sbagliati, nell’impegnarci per organizzare questo evento. Aldilà del successo che abbiamo avuto sulle strade, queste cifre mostrano chiaramente come la nostra regione sia uscita vincitrice da questa sfida. E siamo certi che la ricaduta turistica continuerà ancora a lun­go».

HOTEL. L’evento Tour de France ha permesso di far crescere in maniera significativa la presenza turistica in un periodo tradizionalmente calmo nella Regione  come l’inizio di luglio. Alta è stata la presenza di spettatori che hanno scelto di pernottare per due o tre notti, molti alberghi hanno fatto registrare il tutto esaurito, i campeggi hanno accolto mol­ti visitatori, il noleggio di camper e di chalet è stato numericamente importante. Sono stati occupati l’85% dei posti letto negli hotel, il 56% dei bed&breakfast, il 43% dei gites e dei campeggi e l’82% degli ostelli.
«Possiamo essere fieri dei risultati ot­tenuti - spiega Marc Julienne, presidente di Manche Tourisme - I professionisti del turismo si sono mobilitati per offrire un’accoglienza di grande qualità alle squadre, alla carovana e soprattutto ai turisti che hanno risposto in ma­niera eccezionale. E siamo certi che la ricaduta continuerà a lungo perché l’attenzione me­diatica riservata alle nostre terre è andata ben oltre quello che ci aspettavamo».

DIFFUSIONE TV.
Il centro raccolta dati UER/Eurodata TV ha calcolato che in Europa 44 mi­lioni di telespettatori hanno seguito le tre tappe iniziali del Tour alle quali so­no state dedicate 209 ore e 43 minuti di trasmissione.

In Francia
le 13 ore di diretta sono state così suddivise:
1a tappa - sabato 2 luglio: 5 ore e 25 minuti di diretta, 3 milioni di spettatori e un’audience del 27,7%;
2a tappa - domenica 3 luglio: 3 ore e 36 minuti di diretta, 3,3 milioni di spettatori e un’audience del 29,8%;
3a tappa - lunedì 4 luglio: 4 ore e 34 minuti di diretta, 2,4 milioni di spettatori e un’audience del 28,9%.

E il 30 giugno, 1.290.000 spettatori hanno seguito la presentazione delle squadre trasmessa da Eurosport Inter­national.

MEDIA. 692 media erano accreditati al Grand Départ in rappresentanza di 42 Na­zio­ni: 304 giornalisti della carta stampata, 136 fo­tografi, 48 giornalisti radiofonici, 204 giornalisti tv. A questi - tutti accreditati per le tre settimane della corsa - si sono aggiunti 227 operatori per la prima tappa, 171 per la seconda e 101 per la terza per una ricaduta che ha avuto proporzioni gigantesche. Qual­che numero per la sola stampa scritta (per il settore audio/video e per il web i numeri sono ovviamente maggiori, ma è comprensibile come sia più difficile conteggiarli):
4500 articoli della stampa francese de­dicati nei soli giorni del Tour, vale a di­re 643 citazioni quotidiane della Man­che; 10.000 ricadute calcolate nei due anni a cavallo dell’avvenimento, per una media di 14 articoli al giorno dedicati al Grand Départ nella Manche; 80 dispacci dell’agenzia AFP.

I SOCIAL. Per il mondo web, numeri in­dicativi ar­rivano dai so­cial net­work. Nel periodo che va dal 26 giugno al 4 luglio la pagina Face­book della As­so­cia­zione del Gran Dé­part ha raccolto 61.000 fans con 3,7 milioni di pagine lette e 1,5 milioni di persone raggiunte.
4.500 i lettori e 947.000 impressioni per l’account twitter uf­ficiale. Nei tre giorni di corsa, il sito internet ha contato 282.304 vi­site con 214.733 visitatori unici e 712.131 pagine visitate.
Ovviamente superiori i numeri dei social ufficiali del Tour de France, calcolati nel periodo 30 giugno - 4 luglio: 2.358.000 i fans della pagina Facebook Le Tour, con un aumento del 5,2% (pari a 108.000 fans) dei contatti ri­spetto ai giorni precedenti, 76 milioni di impression per 26,7 mi­lioni di contatti coinvolti.
E su twitter, 2.593.100 i followers, 20,3 milioni le impressions e 130.000 le azioni compiute, comprendenti clic, risposte, ritweet e li­ke. Tutti numeri di un successo destinati a far sentire la propria eco nei mesi e negli anni a venire.

Paolo Broggi, da tuttoBICI di dicembre
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COMMENTI
30 dicembre 2016 11:11 BARRUSCOTTO
QUESTO DIMOSTRA CHE QUESTA E L'EPOCA D'ORO DEL CICLISMO BASTA LAVORARE BENE I FRANCESI LO FANNO ANCHE SE NON ANNO LA FORZA DI ORGANIZZARE IL CRITERIUM GARA STORICA

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