Mamma Tonina: «Il film su Marco è un grande film»

| 03/02/2007 | 00:00
Erano le 16 di ieri quando il dvd ha iniziato a girare. Già dalla sigla gli occhi degli spettatori si sono fatti lucidi. In sala un religioso silenzio, interrotto dai singhiozzi e dalle lacrime che gonfiano gli occhi e poi scorrono sui volti fissi davanti allo schermo. L’atmosfera è resa carica da una commozione palpabile, con forti picchi per le scene che ripercorrono le vittorie del “Pirata”, come per gli incidenti e i momenti più tragici di quel campione che in famiglia tutti chiamavano “Marchino”. Fuori da quelle quattro mura, a Cesenatico, sono trascorsi un’ora e quaranta minuti di un pomeriggio qualunque. Nessuno intuiva che dentro lo «Spazio Pantani», il museo multimediale dedicato al campione, si stava svolgendo una riunione di famiglia un po’ particolare: la Famiglia Pantani che al completo ha assistito all’anteprima «privata» del film-tv “Il “Pirata” Marco Pantani” che andrà in onda lunedì prossimo su Rai Uno, per la produzione di Bibi Ballandi. Così per un’ora e mezzo Marco Pantani è tornato a vivere e correre sul grande schermo dello Spazio Pantani davanti a mamma Tonina, papa’ Paolo, Ersilia Pantani e Luciana Pantani, le zie di Marco, con i rispettivi mariti Mario Paganelli e Nevio Casali, Denis Boschetti, il figlio di Manola Pantani, la sorella di Marco, i cugini Thomas e Fabio Casali oltre che al regista del film Claudio Bonivento e all’attore protegonista Rolando Ravello. Erano presenti anche Giuseppe Roncucci, il primo direttore sportivo di Pantani e attuale responsabile della “Pantani Corse”, e il sindaco di Cesenatico Nivardo Panzavolta, il quale aveva assistito all’anteprima proiettata la sera precedente a Roma negli studi Rai di via Mazzini, assieme al dirigente del settore turismo del Comune di Cesenatico, Graziano Buratti. Al termine della proiezione si sono abbracciati tutti e i familiari del “Pirata”, che attendevano con ansia questo momento, hanno mostrato di apprezzare il tv movie. «E’ un grande film - ha detto mamma Tonina-, dal quale esce in maniera nitida come era Marco, la sua sensibilità, e racconta i dubbi sui fatti di Madonna di Campiglio, dove è chiaro che sono accadute cose strane, così come è chiaro che da quei giorni mio figlio non è stato più lo stesso uomo. Sembrava proprio di vedere Marco». Papà Paolo ha vissuto con grande emozione l’intero film, dalla prima all’ultima immagine: «Sono molto soddisfatto, ritengo che sia stato girato un ottimo film, pur con i limiti di tempo, rispetto a quanto occorrerebbe per raccontare tutto quanto c’è da dire sulla storia di Marco Pantani. Sono emerse verità importanti e per noi ciò significa tanto. Abbiamo rivissuto i giorni drammatici di tre anni fa, ed è stato molto emozionante, triste e bellissimo nello stesso tempo». Thomas Casali, cugino di Marco, è tra i familiari che ha vissuto con maggiore tensione l’evento: «Abbiamo pianto tutti assieme, è un film molto bello e toccante, che condensa in due ore la vita di Marco e soprattutto evidenzia quello che è successo al termine del Giro d’Italia del 1999 e perché Pantani sia arrivato a morire solo in un residence di Rimini». (da «Il resto del Carlino» del 3 febbraio 2007)
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