PAGA PER CORRERE. TUTTI ASSOLTI

GIUSTIZIA | 10/11/2016 | 15:58
Tutti assolti. È questa la sentenza emessa oggi dal Tribunale della Federciclismo nel processo "Paga per correre" istituito dalla Procura del Coni. Assolti i team manager Angelo Citracca, Bruno Reverberi e Gianni Savio, assolto il professionista Marco Coledan. Il procuratore del Coni nella sua requisitoria aveva chiesto questa mattina due anni di sospensione per Reverberi, 18 mesi per Savio, un anno per Citracca e tre mesi per Coledan oltre a una nota di biasimo e a una multa di 5.000 euro per le tre società coinvolte.

Il tribunale non ha accettato le richieste della Procura e ha assolto tutti gli imputati.
Per la cronaca, la Procura del Coni può presentare appello alla Corte d'Appello Federale e poi in ultima battuta rivolgersi alla Corte del Coni, che però emette le sue sentenze solo su questioni di carattere procedurale. Ovviamente ora bisognerà attendere le motivazioni della sentenza che saranno depositate nei prossimi giorni.

L'inchiesta del Coni aveva preso il via dopo un servizio giornalistico del collega Marco Bonarrigo pubblicata dal Corriere della Sera (CLICCA QUI).
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COMMENTI
CVD
10 novembre 2016 19:00 Bicitunder
Era ora che si facesse chiarezza su questa storia che, come dimostrato oggi dal tribunale, è tutta una bufala e un'invenzione per buttare fango sul ciclismo.Avanti!

giustizia
10 novembre 2016 19:45 fuser
concordo con Bicitunder: chiarezza e giustizia. se qualcuno ha fatto il furbo, giusto che venga punito. ma in caso contrario, giusto che ora arrivino le scuse. speriamo che ora tutti quei giornali abituati a titoloni solo quando c'è da parlare di giustizia e scandali, riservino lo stesso spazio per l'assoluzione. ma non mi illudo. arriveranno (come già stanno facendo) a criticare la giustizia... se avesse dato ragione a loro, SANTA GIUSTIZIA; ma ora diventerà giustizia di parte.... vergogna!

Amici e parenti aspettate motivazioni ed eventuale appello
11 novembre 2016 14:54 mdesanctis
Grazie.
mdesanctis

ingiustizia e fatta
11 novembre 2016 19:05 ilseo
come si sapeva fin dall'inizio, che il tutto andava in una bolla di sapone, e' un male che fara molto male al ciclismo, anni addietro al giro sbocciava 1 o 2 giovani di buone speranze, ora manco 1 cosa vuol dire??? che la qualità e scarsa, oppure sono talmente spremuti tra yunior e ander che quando( se hanno sponsor)passano non hanno piu gambe o testa. Questo sport si fà male da solo la gente non lo segue più anzi si allontana, e quei pochi a cui piace se ne vanno con la bici a farsi un giro da soli, e trovano parecchi giovani incazzati perche non possono fare gare anche da yunior o dilettanti, perche non trovano la squadretta disposta a tesserrarli, non sono campioni ma semplici ciclisti appasionati, al quale viene tolto la passione, questo modo di fare prima o poi si ritorcera contro qualsiasi sport spece nel ciclismo, e questa sentenza ne è la dimostrazione, RAGAZZI ANDATE A FARE quello che volete ma non lo sport.

12 novembre 2016 04:46 lupoalberto
una vergogna ...e il problema è che qualcuno crede veramente che abbia trionfato la giustizia ... venite in carovana e ve ne accorgete come stanno le cose ...poveri giovani ! ...quale futuro nel ciclismo italiano

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