| 24/01/2007 | 00:00 Altra bufera doping sul ciclismo. E questa volta a essere travolto è il Belgio. Johan Museeuw, campione del mondo 1996, il più grande cacciatore di classiche degli anni Novanta, ieri sera in un’improvvisata conferenza stampa a Courtrai ha confessato: "Volevo chiudere la mia carriera in bellezza e quindi nel 2003 ho fatto uso di sostanze vietate per riuscirci. Non sono stato corretto. Ho fatto un gioco sporco". Tutti i particolari sono rivelati nell'articolo pubblicato oggi dalla Gazzetta dello Sport.
In quella stagione, nella quale vinse quattro corse tra cui l’Het Volk, il belga vestiva la maglia della Quick Step-Davitamon.
Museeuw, che con tre Fiandre e tre Roubaix è una leggenda del ciclismo fiammingo, è stato chiamato alla scoperto dalla seconda puntata dell’inchiesta doping condotta dal quotidiano fiammingo Het Laatste Nieuws, che questa mattina sarà in edicola con una lettera scritta dallo stesso corridore nel 2005, in cui ammette di essersi dopato.
IL PROCESSO Johan Museeuw è nei guai anche di fronte alla legge, visto che è stato rinviato a giudizio per detenzione di prodotti dopanti, tra cui Epo, Dexomethasone e Aranesp. I fatti risalgono a una perquisizione effettuata nell'agosto del 2003. Poi, nel 2004, quando a 38 anni aveva già smesso di gareggiare, il belga era stato sospeso dalla giustizia sportiva belga per quattro anni, di cui due effettivi.
da www.gazzetta.it
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