PROFESSIONISTI | 01/07/2016 | 16:46 La conferenza della Movistar è stata una delle più partecipate nella giornata di oggi al Tour de France Nairo Quintana si è mostrato estremamente fiducioso sull’esito finale della corsa che scatta domani.
Il colombiano si schiera al via del suo terzo Tour de France: nelle prime due occasioni si piazzato secondo, quindi... «Ho fatto tutto quello che dovevo per realizzare il mio sogno giallo e ho al mio fianco una grande squadra. No, rispetto al passato non ho cambiato molto, la preparazione è rimasta più o meno la stessa, anche perché i risultati erano stati buoni e penso che nell’ultima settimana saprò dare il massimo»
Si sente più forte dello scorso anno? «No, però sono più tranquillo e ho più voglia di far bene. Ho disputato la Route du Sud per avere delle risposte e queste sono state molto positive. Spero solo di non avere qualche complicazione strada facendo».
Cos’ha imparato rispetto al 2013 e al 2015? «Si imparano sempre molte cose, a gestire le forze per esempio, ma anche ad essere più tranquilli e a capire qual è il momento per stare più attenti. Ma si tratta di una maturità che ho raggiunto corsa dopo corsa, non solo con il Tour».
Si sente il favorito per la vittoria finale? «Mi sento meglio che in passato. E davanti a me ho un percorso che mi piace, nel quale ci sono diverse tappe chiave. Ci sono le due crono, una delle quali all’indomani del Ventoux. E nell’ultima settimana ci sono salite in abbondanza, sulle quali si potranno vedere grandi differenze. I rivali più diretti sono naturalmente Chris (Froome) e Alberto (Contador). Ma ci sono anche altri rivali come Pinot, Bardet, Aru... che hanno già fatto vedere il loro valore». . Froome ha qualche punto debole? «Non molti... Uno di questi era l’ultima settimana, ma mi dicono che si sia preparato molto bene per ovviare al problema. Vedremo strada facendo quel che succede».
Si è preparato per resistere agli attacchi di Froome? «Ho svolto allenamenti rispondere ad attacchi molto forti. Ma sia sul Ventoux che a Pierre Saint Martin sono stato quello che ha risposto meglio ai suoi attacchi: ho cercato di migliorare ancora».
Lei ha mostrato evidenti progressi a cronometro: come ha lavorato? «Questa è una specialità sempre più importante per le corse a tappe, quindi ho curato la preparazione e ho anche cambiato bicicletta, con evidenti vantaggi».
Come giudica la sua squadra? «Completa. Ci sono grandi passisti come Erviti, Jesús Herrada e Oliveir e atleti che vanno forte in montagna come Alejandro, Dani (Moreno) o Winner (Anacona). Siamo pronti a batterci su tutti i terreni e in particolare nell’ultima settimana del Tour».
Valverde è un valore aggiunto per lei? «È un grande corridore che arriva da un podio al Giro. E per me è importante averlo al fianco. Unzue e i tecnici disegneranno la tattica, ma lui sarà sempre accanto a me ed inisieme saremo forti, molto forti».
Come vede la prima settimana? Più semplice che in passato? «Forse un po’, ma la verità è che al Tour si va sempre molto forte, tutti vogliono stare davanti e i pericoli sono sempre tanti. Abbiamo studiato bene i punti più difficili, speriamo di potercela cavare bene. La prima tappa, in particolare, sarà carica di tensione: cercheremo di correre davanti per evitare eventuali cadute».
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