L'ABC di COSTA. W LA FUGA, PER DEI MORTI DI FUGA

GIRO D'ITALIA | 27/05/2016 | 18:57
di Angelo Costa

C come cartelli. Nel senso di messaggi che spuntano a bordo strada al passaggio del Giro e dei suoi interpreti. Ne esistono di tutti i tipi e di ogni genere: si va dai semplici incitamenti (Forza Nibali, Vai Pozzovivo) a quelli più cervellotici (Solo Montolivo e Cassano sono più lenti di voi). Ce ne sono anche per i personaggi della tv: sono sempre di complimenti e vengono stranamente piazzati in favore di telecamere alle spalle di chi sta facendo la trasmissione. Ma tra tanti, ce n’è uno che non tramonta mai, semplicemente perché chi lo prepara è fermo a questo genere di umorismo: W la fuga. Meriterebbe il premio amarcord, perché senza questi geni della satira questo messaggio sparirebbe. E anche loro non avrebbero più un senso. Morti di fuga.
 
L come logistica. Nel senso di sistemazione di partenze e arrivi di tappa. Serve a far coincidere tempi e movimenti di tutti i settori della corsa: un meccanismo delicato, che a volte, complice l’enorme folla che segue il Giro, può incepparsi. A Risoul, sulle alpi francesi, stabilito un nuovo primato mondiale in altura e in assenza di vento: a dispetto della totale mancanza di pubblico (sedici tifosi dietro le transenne, compresi familiari e scuole), l’organizzazione è riuscita a creare un ingorgo fra bus delle squadre, auto del seguito e imbucati di vario genere. Un ingorgo stile piazza Venezia, senza nemmeno un vigile alla Alberto Sordi a strillare col fischietto. Il tutto sotto gli occhi dei maestri francesi, che qui hanno visto arrivare il Tour, e davanti a una confusione del genere si sono chiesti: ma da quando in Italia si gioca a Shangai con auto e pullman?
 
M come miti. Nel senso di fuoriclasse che hanno scritto la storia dello sport. A Pinerolo si sono incontrati Eddy Merckx, il più vincente del ciclismo, e Varenne, il più vincente fra i cavalli. Curioso che il Cannibale della bici abbia avuto paura del fenomeno delle piste, oggi destinato alla riproduzione: di solito, era lui a far paura agli avversari. Di Varenne, i cronisti hanno raccontato che va matto per mele e carote e che monta tre giorni alla settimana: sulla dieta e sulle abitudini di Merckx, nessun cenno.
 
S come Scinto. Nel senso di Luca, impagabile diesse della Wilier (nel senso di inimitabile, non che potrebbe anche non essere pagato). Ogni giorno una lezione tecnica. A Pinerolo: «In corsa bisogna alimentarsi bene cercando di star leggeri: piano a buttarsi sull’Agnello».
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