GATTI&MISFATTI. NIBALI PATRIMONIO D'ITALIA, SALVATELO

GATTI&MISFATTI | 13/05/2016 | 17:43
di Cristiano Gatti

Cocci di Astana sparsi ovunque. Se ne raccattano da tutte le parti. Questo Giro non è la causa dell’implosione, in fondo è soltanto l’effetto. Se la figuraccia di Roccaraso ha un merito, è soltanto quello di aver squarciato il velo una volta per tutte. Del mastodontico progetto kazako, che negli ultimi anni ha segnato il ciclismo mondiale, non rimane granchè. E non soltanto perché l’inesauribile fiume di danaro versato dallo Stato sembra in via di esaurimento, comunque di drastica riduzione: assieme ai finanziamenti facili, è saltata la componente fondamentale di una vera squadra, l’armonia. Se mai c’è stata.

Inutile qui ricordare i primi segni della disgregazione. La mail del capo Vinokourov che sferza il gruppo per mancanza di risultati, accusando tutti neanche tanto velatamente di avere la pancia piena e battere la fiacca. Poi c’è la prima spaccatura, che di fatto crea due squadre in una: squadra Nibali e squadra Aru, ciascuno con un proprio organico, una propria filosofia, un proprio programma. Un solo tratto in comune: l’insofferenza totale per l’altro gruppo. Hanno lo stesso affiatamento di Totti e Spalletti.

I mal di pancia, con i primi mesi di quest’anno, escono dalla cerchia familiare. E’ evidente a tutti che Nibali non passerà una stagione in più con i kazaki. Illudendo i tifosi per diverso tempo, viene dato alla Trek Segafredo, squadra destinata a diventare una vera nazionale italiana. Poi però altre indiscrezioni: Nibali andrà a correre per gli sceicchi, sempre lontanissimo dal tricolore, per lo sconcerto e la delusione del pubblico italiano.

E intanto arriva il Giro. Prima settimana, prima salita e definitivo fungo atomico. Nibali attacca, fallisce, sclera. Martinelli, che dopo aver vinto tutto si ritrova sopportato in casa, prova a metterci la faccia: «Colpa nostra: dall’ammiraglia abbiamo detto a Vincenzo di attaccare, con Fuglsang in fuga per la maglia rosa. Grosso errore».

In realtà, c’è ben altro. Ormai i panni sporchi non si lavano più in famiglia: si lavano al lavatoio pubblico. Non ci sono tanti misteri da svelare. Nibali è onestissimo e riconosce di essersi lasciato tentare dalle indicazioni dell’ammiraglia: «Mi hanno detto che Dumoulin era in difficoltà. Alla faccia della difficoltà. Mi ha dato una tramvata che ancora vado via di sbieco…».

Lo accusano di aver esposto al pubblico ludibrio i suoi tecnici, mentre i bravi ragazzi ne dovrebbero parlare soltanto in albergo, senza far uscire niente. Ma questo avviene in una squadra normale, dove tutti si difendono reciprocamente, tutti per uno e uno per tutti. Non proprio il caso dell’Astana.

Giustamente Nibali non ne può più della sua guida tecnica, che per decisione del padrone è il kazako Shefer. Martinelli ci mette la faccia, ma il vero regista di Roccaraso (raso al suolo) è proprio il diesse designato, con pieni poteri. Questa è l’unica realtà, le altre sono solo chiacchiere di circostanza. Nibali, che ormai può fidarsi soltanto del suo preparatore Slongo, non si sente più di famiglia. Sta come stava Contador in casa Armstrong, al Tour del 2009, quando si trovò contro soprattutto la propria squadra, ma comunque riuscì a vincere. Prima di divorziare disperato. A me la storia di Nibali sembra molto simile, se non uguale. Per questo faccio un tifo ancora più sfacciato per Vincenzo, nella speranza che finisca come al Tour di Contador. Nibali è patrimonio d’Italia, non esiste al mondo che lo lasciamo in pasto ai giochi kazaki. Prima si libera dall’accerchiamento, prima torna a sorridere.
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COMMENTI
Magari anche Nibali
13 maggio 2016 19:28 Achillebro
dovrebbe stare un pò meno a guardare i milioni e un pò di più il cuore delle squadre dove va...

Immagino che col principe del Bahrein non ci sarà una gran differenza.
Non ci sarà affetto per il campione ma voglia di risultati tutti e subito....che ci pensi e magari faccia un bagnetto di umiltà!

Pensaci Vincenzo
13 maggio 2016 21:17 thered
Speravo tantissimo che Nibali restasse in Italia e sopratutto alla corte di quel Sig. del Ciclismo che risponde al nome di Luca Guercilena.
Onestamente ci credo ancora, come penso che Nibali non si imbarchi ancora in una Squadra Straniera e sopratutto di Gente che magari di ciclismo si intende poco.
La Maglia che dovrebbe vestire il prossimo anno e' sicuramente quella della Segafredo, Squadra Italiana, ma sopratutto fatta di Gente Vera.

Condizioni dello squalo ??
13 maggio 2016 21:19 TIME
Potete dire quello che vi pare… ma la realtà è che Vincenzo non è in forma o perlomeno cerca di esserlo ma fatica più degli altri.

Ammesso e concesso che il kazako Shefer abbia dato l’ordine anticipato di attaccare (rispettando per altro il copione che avevano deciso la sera prima) non si fanno 10 pedalate e poi ci si rigira scalando due rapporti … se non si riesce a mantenere neppure il passo di Pozzovivo siamo messi male !.


Nibali sempre in ritiro e spesso lontano dalle gare
13 maggio 2016 23:58 nsilvioant
Concordo con TIME, aggiungo inoltre che a differenza dei grandi(Contador,Quintana,Froome, hanno vinto o perso battagliando!!!) tutti hanno centrato alcuni obiettivi durante le corse di primavera, Nibali, invece alla Liegi si piantava dopo lo scattino, al Trentino di venti giorni non reggeva il ritmo dei migliori e se ricordate bene, l'anno scorso si staccava anche al Delfinato e poi al Tour. Qui si riscattò perché era fuori classifica e la tappa che vinse lo riportò in quarta posizione. Al Lombardia vinse attaccando in discesa, ma sull'ultima salita per poco non venne ripreso dall'immediato inseguitore. Vinse comunque nettamente.
Adesso non è ancora in condizione nonostante stia pedalando da novembre e dubito che si riscatti a breve, visto la clamorosa sconfitta subita a Roccaraso che inciderà molto anche sul piano psicologico. Secondo me, i suoi successi nei grandi “Giri”, vinti meritatamente in maniera regolare trasparente, ma purtroppo condizionati dall'assenza dei forti antagonisti citati in precedenza., in tutte e tre le competizioni. Con la presenza di alcuni avversari, a mio avviso, il risultato sarebbe stato diverso. Qui al Giro, mancano i grandi, ma sarà lo stesso dura vedersela con il giovane Dumoulin, più forte e determinato dopo la sconfitta tattica a vantaggio di Aru nella Vuelta scorsa. A tal proposito, è impensabile ed improponibile che Aru e Nibali corrano assieme,in quanto il primo è un vero scalatore, decisamente più forte dello Squalo, l'ha dimostrato l'anno scorso al Giro contro Contador, e sono certo che si ripeterà anche quest'anno al Tour con la presenza di degni avversari.


Nigro Silvio Antonio

14 maggio 2016 01:02 froome
Caro Sig. Gatti, mi pare che le sue considerazioni, siano un po' ridicole.
Se Nibali cambierà squadra, non sarà comunque una squadra italiana, per cui che sia kazaka o del Bahrein, cambia poco. Dopodichè l'invito dall'ammiraglia di attaccare sarà anche sbagliato, ma non credo proprio che gli abbiano detto che Dumoulin era in crisi. Semmai era proprio Nibali che doveva capire la condizione dell'olandese, visto che gli correva accanto, o lo vedeva l'ammiraglia che era a 50 metri di distanza. In quanto alla insofferenza tra Nibali e Aru, fa bene a parlarne altrimenti se non ci si inventa qualcosa, non si sa di cosa parlare.

testa
14 maggio 2016 07:29 michele79
Chiunque va in bici, a qualsiasi livello, sa che per pedalare (bene...) servono gambe e testa, la difficile situazioni psicologica di Nibali (che poi potrà anche prenderle a volte da qualcuno più forte) non può non condizionare le prestazioni.

il principe del Bahrein.........?!!!
14 maggio 2016 07:45 geom54
già, vero, il maometto con la "m" doverosamente minuscola che con il suo verbo designa i suoi principi ora fa chiama con i quattrini dai suoi principetti che si sono trovati, inaspettatamente da tempo, sotto i loro deretani bardati da sottane anche gli sportivi d'europa;
avanti così che va bene;
al principe un commovente "ma va a ciapà i ratt in del desert"

Che solfa!!
14 maggio 2016 13:46 IngZanatta
Che solfa con questi kazakj!! Comunque Nibali avrebbe dovuto andarsene già quest\'anno, se non l\' ha fatto e\' solo per soldi quindi ora è i.ute recriminare

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